Città, Stato, Europa, Onu

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Foto: emaze.com

Come noto, uno dei primi tentativi di un progetto realistico per garantire la “pace perpetua” risale all’omonimo volume del filosofo tedesco Kant. Per la prima volta si è proposto di conseguire la pace attraverso la via giuridica dei trattati internazionali. Kant potrebbe essere considerato come un “pacifista Istituzionalista”. Trattasi però di una visione prettamente occidental-centrica. Oggi non funzionerebbe più.

Possiamo dire che ci sono tanti cosmopolitismi oppure tante idee diverse di cosmopolitismo. Se andiamo in Mali, per esempio, v'è una visione cosmopolita legata alla natura e, quindi, al sorgere e tramontare del sole, all'avo onnipresente, al fabbro che non può coltivare la terra in quanto sacerdote (lavora con il fuoco). Ma, per dirla con l'anziano cieco Ogotemmeli che narrò a Marcel Griaule la visione del mondo dei Dogon servirebbero 15 anni per narrare questa cultura armonica e nonviolenta. Per cui dovremmo sempre avere, e cercare di mantenere, questo sguardo policentrico.

Arriviamo quindi qui, nell'Europa cartesiana. Ho studiato in un'Università europea, italiana, patavina con il prof. Papisca che è colui che più crede, tra i luminari italiani delle relazioni internazionali, nel sistema delle Nazioni Unite se non altro per avervi recentemente introdotto il “diritto alla pace”.

Purtroppo però l'ONU è stato epurato del potere reale sin dalla sua nascita. Quello finanziario sta in capo a WB e FMI, due istituzioni con sede a Washington e non a New York, ed è ingessato dal potere di veto, come abbiamo constatato troppe volte. Insomma, per dirla con Roberto Savio, svolge un ruolo prettamente da crocerossina. Però non possiamo fare a meno della Croce Rossa! Perchè ha strutturato i suoi programmi e le sue agenzie (una quarantina) in modo che vi siano più luci che ombre. Come accade con tutti gli organismi internazionali non possiamo permetterci di rigettare alle ortiche decenni d'impegno internazionalista e di lenti progressi perchè si tratta pur sempre di “passi in avanti”.

E noi? Le nostre ong? O si muovono in sintonia con l'agenda oppure siamo semplicemente, fuori tema. O combattono le stesse campagne o sono irrilevanti. Ed è per questo che la Fondazione Fontana aveva “sposato” gli obiettivi del millennio o è anche per questo che mi ritrovo a presiedere, in provincia, due realtà – CTA – e IPSIA in quanto il 2017 è l'anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo.

Concordo inoltre con Rousseau (avendo studiato anche a Chambèry) che dovremmo avere tutti una tensione cosmopolita agendo sotto casa. Troppo intellettualismo astratto “senza vedere i bisogni di chi dorme in auto” può essere controproducente come dimostra un certo voto populista che accusa chi si ritiene popolare di essersi dimenticato di lui.

Ma io sono, politicamente: “città, Stato, Europa, Onu” per dirla sempre e fedelmente con il prof. Papisca. Ma io terrei anche conto della NATO, in quanto un soggetto riconosciuto dall'art. 43 della Carta dell'Onu. Non mi/ci troverete mai dalla parte dei sovranisti perchè sono giustappunto quest'ultimi a smantellare le istituzioni transnazionali: solo esse sono oggi i veri luoghi della politica! Tolti questi, che cosa rimane? Rimangono le holding che non necessariamente dobbiamo collocarle in una posizione negativa, ma che sicuramente mancano della tensione verso il cosmopolitismo che vogliamo.

Pace positiva significa buoni uffizi, buone relazioni, la costruzione di un sistema di istituzioni, di relazioni e di politiche di cooperazione all’insegna di: “si vis pacem para pacem - se vuoi la pace, prepara la pace”. Pace positiva significa tensione continua verso questo mondo; tutt'altro dalla pace negativa che è l'assenza di guerra.

Fabio Pipinato

Sono un fisioterapista laureato in scienze politiche. Ho cooperato in Rwanda e Kenya. Rientrato ho curato la segreteria organizzativa dell'Unip di Rovereto. Come primo direttore di Unimondo ho seguito la comunicazione della campagna Sdebitarsi e coniato il marchio “World Social Forum”. Già presidente di Mandacarù sono oggi presidente di Ipsia del trentino (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) e CTA Trentino (Centro Turistico Acli) e nel direttivo di ATAS. Curo relazioni e piante. 

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