Cina: istruzione difficile per molti

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Internazionale- Ma Yan a scuola

La Cina ha aderito recentemente al WTO e rapidamente le politiche economiche di liberalizzazione hanno innescato dei cambiamenti che , secondo l'Organizzazione Internazionale Christian Aid, hanno già avvantaggiato alcuni, ma per la maggior parte della popolazione hanno comportato nuove sfide. La povertà e la disoccupazione sono concentrate fra i gruppi etnici di minoranza indigena e nelle zone rurali decentrate, che soffrono spesso di una mancanza di servizi essenziali per la salute e la formazione. A causa delle difficoltà finanziarie delle famiglie contadine, dovute anche alla siccità degli ultimi anni, sono numerosi i ragazzi che in Cina sono costretti ad abbandonare la scuola. Il costo che ogni scolaro deve sostenere è di circa 200 yuan a semestre per l'iscrizione, ma gli alunni che vengono dai villaggi dei dintorni e vivono a scuola (circa i due terzi degli studenti) devono anche portare i cereali necessari per i loro pasti. Nei villaggi in cui il reddito medio per abitante è sceso a 300 o 400 yuan all'anno, si tratta di una spesa notevole che molte famiglie non possono affrontare. Il giornalista francese Pierre Haski ha promosso una raccolta di fondi sostenuta in Italia da Internazionale per aiutare i bambini cinesi a continuare gli studi. Intanto Opam, l'opera di promozione dell'alfabetizzazione nel mondo, compie 30 anni di attività che celebrerà con un convegno.
Pubblicato il: 29.03.2002
" Fonte: » Christian Aid, Internazionale;
" Approfondimento: » Amnesty Internationale-Rapporto Cina, WTO, Dossier Globalizzazione;

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