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Cibo: critiche alle politiche di Zimbabwe e Kenia

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Rural poverty in Zimbawe

In occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione, Amnesty International ha reso pubblico un rapporto sulle politiche adottate dal governo dello Zimbabwe che mostra come la loro applicazione abbia causato la violazione di diritti basilari. Il rapporto si sofferma in particolare sul controverso programma di riforma agraria del 2000 e sull'istituzione del Gmb, l'Ufficio per la distribuzione dei cereali, un organismo controllato dal governo. "L'attuazione del programma di riforma agraria è stata contrassegnata da violenza, corruzione e da un evidente disprezzo per la legge. Centinaia di persone sono morte, decine di migliaia hanno perso i loro mezzi di sostentamento e, con essi, la possibilità di avere accesso al cibo in modo adeguato" - ha dichiarato un portavoce di Amnesty International. Tra le conseguenze si è avuta una mancata semina di terreni fertili e la perdita del lavoro per migliaia di contadini. Tutto questo si è verificato mentre la povertà e l'insicurezza alimentare iniziavano a costringere milioni di cittadini dello Zimbabwe a dipendere dagli aiuti. Il rapporto di Amnesty International critica la reazione del governo alla crisi alimentare del paese. Il quasi completo monopolio del Gmb sul commercio e la distribuzione del mais è stato utilizzato per controllare le forniture e manipolare la questione alimentare per finalità politiche.

La discriminazione costituisce un problema anche nei programmi internazionali di aiuti alimentari. I donatori da un lato cercano di impedire la manipolazione degli aiuti da parte del governo e dei suoi sostenitori, dall'altro negano gli aiuti alle nuove aziende perché altrimenti legittimerebbero il processo di riforma agraria. "Consentendo alla politica di interferire con la fornitura di aiuto a coloro che ne hanno bisogno, i donatori rischiano di pregiudicare gli sforzi del settore umanitario, che dà assistenza senza fare discriminazioni; in questo modo, alla popolazione dello Zimbabwe viene negato l'aiuto di cui ha disperatamente bisogno" - accusa Amnesty International. Il governo, comunque, continua a sostenere di non aver bisogno degli aiuti internazionali; così, dalla metà del 2004 buona parte della distribuzione degli aiuti è cessata. Amnesty International teme che ciò stia costringendo milioni di persone a dipendere dalle forniture del Gmb e non è chiaro se questo organismo abbia risorse sufficienti per soddisfare tutte le necessità. Amnesty teme che le elezioni del 2005 rappresentino lo scenario per ulteriori possibili violazioni del diritto a un cibo adeguato e alla libertà dalla fame, a causa della discriminazione praticata dal Gmb nella distribuzione dei cereali e dei ricorrenti abusi nei confronti del diritto al cibo durante i periodi elettorali dell'ultimo biennio.

L'Africa è il continente che paga il prezzo più alto alla piaga della fame. Un terzo delle persone sottoalimentate, infatti, vive nell'area sub-sahariana, la regione del mondo con la più alta proporzione di affamati, pari a più del 40 per cento della popolazione totale, e il 20 per cento delle donne africane in gravidanza muore per carenza di ferro. "Solo uno sviluppo autonomo, basato sulle risorse umane delle singole comunità, che non cancelli la biodiversità del patrimonio genetico su cui si fonda da secoli la produzione agricola locale - spiega Thomas Simmons, direttore di AMREF Italia - potrà avvicinare l'Africa al traguardo ambizioso di diminuire, se non di dimezzare, la popolazione malnutrita". Amref opera in Kenia con progetti di microcredito avviati a favore dei contadini del distretto di Kibwezi. Più che alle carestie, però, in Kenia la grave carenza di scorte alimentari è da imputare alla mancanza di una seria pianificazione da parte del governo e, soprattutto, alla difficoltà di accesso all'acqua. Proprio per questo AMREF sta conducendo un programma di approvvigionamento idrico a favore delle comunità più vulnerabili. Con un progetto idrico basato sul metodo di irrigazione a gocciolamento sviluppato dal Kari, l'istituto keniano per la ricerca in agricoltura, si è riusciti a mantenere un orto utilizzando una quantità di acqua minima. AMREF ha anche insegnato alle donne di questa comunità come conservare il cibo, come essiccare frutta e verdura, e come produrre della conserva di frutta e pomodori. [AT]

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