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Caccia: anticipo apertura e gravi abusi di tutela della fauna

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Scena di caccia

Dal 1° al 4 settembre, con ben 18 giorni di anticipo rispetto alla data fissata dalla legge statale sulla caccia, nella maggior parte delle regioni italiane avrà inizio la stagione venatoria. La LAV denuncia i gravissimi abusi commessi dalle Amministrazioni regionali che, in aperta violazione delle normative sulla tutela della fauna, hanno anticipato l'apertura della caccia, autorizzando l'abbattimento di specie protette o in rarefazione.

"Questa caccia all'italiana, fatta di truffe e imbrogli che in nome del federalismo le Regioni attuano con una sfacciata arroganza e nell'impunità assoluta, continua ad essere una grave emergenza ambientale - dichiara Ennio Bonfanti, responsabile "fauna" della LAV - e garantisce troppa libertà di massacro alle doppiette, incontrollate e sempre meno rispettose delle leggi. Non è un caso che anche quest'anno i calendari venatori regionali abbiano ricevuto pesanti critiche dall'Istituto Nazionale Fauna Selvatica (INFS), che ha bocciato la deregulation selvaggia della caccia dei "Governatori" di Umbria, Marche, Veneto, Sicilia, Calabria, Toscana, Basilicata, ecc.".

"Ancor più grave ed inaccettabile è il comportamento omissivo del Governo - prosegue Bonfanti: i Ministri La Loggia (Affari regionali) e Matteoli (Ambiente), infatti, si rifiutano ancora di impugnare le leggine sulla caccia approvate ad agosto in Lombardia, Veneto e Toscana, che prevedono la caccia a specie protette, con mezzi illegali o in periodi vietati. Questo loro favoreggiamento alla lobby delle armi e della caccia comporta però una palese violazione delle Direttive e del Trattato dell'UE, per cui l'Italia sarà sottoposta all'ennesima condanna della Corte di Lussemburgo che da anni cerca di fermare la vocazione alle stragi di uccelli migratori del nostro Paese".

Secondo la LAV, comunque, la caccia rimane un'attività sanguinaria ed inaccettabile in sé: "Vedere ancora una volta le campagne sporcarsi di sangue, con migliaia di fucili automatici a tre colpi puntati contro pochi grammi di piume o di peli - conclude Bonfanti - ci riempie il cuore di dolore e di rabbia: è vergognoso che si tolleri ancora un simile massacro di animali per puro divertimento!".

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