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Brasile: la Commissione Pastorale rinnova l'impegno in difesa della terra

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Un momento del Congresso nazionale - Foto: Cnbb

“Nel momento in cui l'umanità prende sempre più coscienza del grido proveniente dalla madre terra noi accogliamo il silenzioso clamore dei poveri privati della loro terra, aiutandoli nella difesa della loro vita e della vita delle generazioni future. Occorre lavorare insieme per la dignità della persona umana del lavoratore, per vincere l'individualismo e il consumismo mercantile, che sono una delle molte forme di schiavitù”.

E' un passaggio del Documento finale diffuso al termine del III Congresso nazionale della Commissione Pastorale della Terra (Cpt) che si è tenuto a Montes Claros (Minas Gerais) dal 17 al 21 maggio scorso. La Commissione è l’organismo della Conferenza nazionale dell'episcopato del Brasile (Cnbb) che da tempo sostiene le lotte dei contadini per l'accesso alla terra e le loro rivendicazioni per l'attuazione della riforma agraria.

Nella dichiarazione, messa a punto al termine dei lavori a cui hanno partecipato quasi un migliaio di persone tra lavoratori della terra, operatori pastorali della chiesa brasiliana e rappresentanti delle parti sociali, si sottolinea il denominatore comune emerso dalle molte testimonianze e cioè che “si può e deve vivere con i diversi ecosistemi senza distruggerli e coltivare un rapporto di rispetto e di fratellanza tutti gli esseri viventi e con la madre terra, dono di Dio da proteggere e conservare integro come eredità per le generazioni future”.

Le esperienze talvolta “eroiche” di sopravvivenza, di vita e di speranza si intrecciano però con “il grido disperato che si leva di fronte alla potenza impressionante dei grandi progetti speculativi scanditi da violenze, da emarginazioni forzate degli indigeni dai territori natii, da deforestazioni, da gravi alterazioni del sistema ecologico. Progetti imposti con arroganza e che si fanno beffa della legge agraria e ambientale attraverso sistemi di malaffare avallati, non di rado, da funzionari pubblici corrotti”.

La globalizzazione, specialmente di stampo neoliberale, sta modificando e complicando il problema della terra in Brasile. I vecchi fazendeiros, si sottolinea nel documento, si sono alleati con le grandi imprese transnazionali per sviluppare l'agrobusiness, ponendo una minaccia ancora maggiore alle immense risorse naturali e alla biodiversità del paese.

Un particolare appello viene rivolto alle istituzioni, ai partiti politici, ai sindacati, ai movimenti perché “non lascino sola” e sostengano “la gente della terra”, difendendo i suoi diritti, assecondando “le sue attese di giustizia e di speranza”. In questo cammino di promozione umana, la Chiesa si “pone in prima linea” e il documento della Cpt si conclude con una esortazione rivolta a tutti i soggetti ecclesiali, affinché collaborino nel “difficile e delicato lavoro della Commissione pastorale della terra, impegnata a dare voce a chi non ha voce nel nome di Gesù di Nazareth, nella fedeltà al Dio dei poveri e dei poveri della Terra”.

Il vescovo Egidio Bisol, (vescovo di Afogados da Ingazeira, terra del nord-est brasiliano, animatore della Commissione della Pastorale della Terra e missionario Fidei Donum della diocesi di Vicenza) ha dichiarato: “La Commissione Pastorale della Terra vuol essere una presenza solidale, fraterna e profetica a fianco delle persone e gruppi che lottano per la terra. Potremmo dire che é una Pastorale dei diritti del lavoratori e lavoratrici della terra. Nel suo 3º Congresso Nazionale la CPT ha trattato il tema "Biomi, territori e diversità rurali. È stato un momento molto interessante per ampliare la conoscenza delle caratteristiche regionali, per capire meglio le situazioni e le lotte che i lavoratori della terra devono affrontare in ogni regione”.

“Lo scambio di esperienze di lotta e resistenza di contadini/e di tutto il Brasile, la loro preoccupazione nel difendere la Madre-Terra nelle diverse regioni del paese, la critica ai tanti progetti imposti dai governanti senza una partecipazione vera o attenzione effettiva a coloro che abitano il territorio e vivono di esso, hanno arricchito il dibattito e rafforzato l'impegno dei partecipanti. Il Congresso ha fatto un forte appello a tutte le persone e entità sensibili al grido dei lavoratori della terra, perché rafforzino i segni della loro solidarietà e l'appoggio deciso a coloro che soffrono per causa dell'attuale situazione del mondo rurale” - ha concluso il Vescovo Bisol.

"La cosiddetta regolarizzazione delle terre beneficerà ancora una volta i grandi proprietari ed emarginerà i piccoli agricoltori" - ha affermato monsignor Ladislau Biernaski, vescovo di São José dos Pinhais e presidente della Commissione pastorale della terra (Cpt). "Speravo che Lula ponesse il veto sull’intero provvedimento, ma l’ha fatto solo su due punti, migliorandolo leggermente. Sulla questione rurale Lula ha deluso i movimenti sociali. Quando era candidato aveva presentato un piano di riforma agraria, ma, pur avendo l’appoggio della popolazione, non ha avuto il coraggio di affrontare i conflitti coi latifondisti che sarebbero potuti sorgere dalla distribuzione delle terre".

Monsignor Biernaski ha ribadito, anche dopo la ratifica del capo dello Stato, il giudizio negativo sulla Misura provvisoria 458/2009 varata dal Parlamento per "regolarizzare" l’occupazione di 67,4 milioni di ettari (pari alla superficie di Germania e Italia e al 12 per cento dell’Amazzonia) di terre dello Stato. Lula ha cassato, da questa norma, la possibilità di trasferire le terre a imprese e di riconoscere la legittimità di intestazioni a terzi non residenti (un modo usato per occultare la creazione di latifondi ).

Secondo l’ultimo rapporto realizzato dalla Cpt diffuso lo scorso aprile, i conflitti per il possesso della terra in Brasile erano diminuiti negli ultimi anni, ma sono tornati ad aumentare da 751 del 2008 a 854 nel 2009.

Cristiano Morsolin
(Operatore di reti internazionali per la difesa dei diritti umani in America Latina)

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