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Brasile: deforestazione minaccia conflitti tra popoli indigeni

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Estrazione illegale del legno

La pace tra i popoli abitanti del Parco Indigena del Xingu (PIX), nello stato del Mato Grosso, in Brasile, subisce l'ennesima minaccia per conto dell'estrazione illegale del legno da parte di compagnie clandestine. La denuncia presentata al governo brasiliano all'inizio di quest'anno dai capi della etnia Ikipeng avverte della possibilità di conflitti violenti tra i villaggi indigeni del parco, fatto finora inedito dalla creazione della riserva nel 1960 ed oggi abitato da più di 5 mila persone di 14 diverse etnie.

Il motivo dell'imminente conflitto, secondo la denuncia, sarebbe il coinvolgimento di alcuni villaggi con le compagnie del legno - madereiras - che permettono alle compagnie l'entrata nel parco e l'estrazione illegale di legname. Gli Ikipeng affermano ancora che nel caso il governo non si mobiliti nella ricerca di una soluzione urgente i loro guerrieri "dovranno entrare in guerra contro gli invasori e gli 㭀ndios che collaborano con loro" nella deforestazione all'interno del PIX.

È il mancato controllo degli organi governativi a permettere l'attività illegale nel parco. "È già dal 2004 che la Fondazione Nazionale dell'Indio (Funai) è al corrente dell'estrazione illegale di legname nell'area della riserva" - dice il documento presentato alla stessa Funai e ad altre diverse organi statali e della società civile.

L'ultima denuncia di estrazione illegale di legno è stata presentata nel 2005, nei dintorni di un villaggio della etnia Trumai, alla frontiera ovest del PIX, dove più di 800 ettari di foresta sono state resi al suolo tra 2004 e 2005. "Dopo la denuncia dei capi tribù, il governo ha allontanato gli invasori. Il problema è che non c'è stata continuità nel controllo e dopo poco tempo sono tornati al parco e hanno addirittura espanso la loro area di estrazione illegale" - spiega André Villas-B㴀as, coordinatore del Programma Xingu appartenente al Instituto Socio Ambiental (ISA).

Secondo l'Associazione Indigena Moygu Comunità Ikpeg (AIMCI), il contatto stretto con i 'bianchi' dipendenti delle compagnie del legno aumenta il rischio di trasmissione di malattie sessuale tra le donne indigene, visto che si è verificato un incremento nel numero di rapporti sessuali e di matrimoni interetnici.

Tamalui Mahinako, amministratore regionale della Funai nel PIX, è stato in due villaggi di cui capi si sono associati alle madereiras e ha già avvertito la presidenza della Funai sul rischio di conflitto tra i villaggi. "Le azioni di deforestazione causano indignazione nelle comunità indigene limitrofi col rischio di evolversi in confronti violenti tra gli indios" - racconta Mahinako. "L'unica soluzione è la fiscalizzazione permanente di queste aree".

Ma la mancanza di risorse economiche che colpisce il Coordinamento di Fiscalizzazione della Funai compromette gravemente le attività di controllo nella area del parco. Mahinako racconta che dall'anno scorso attende la liberazione di fondi per radio trasmittenti, barche a motore e carburanti che garantirebbero le condizioni minime di lavoro.

Mentre i soldi non arrivano, nuove invasione continuano a seguirsi nell'area del PIX. All'inizio di febbraio l'amministratore ha ricevuto nel suo ufficio di Brasilia una nuova denuncia di esplorazione illegale di legno al nord del PIX. "Non sappiamo se l'attività è all'interno del parco, dobbiamo mobilitare una squadra fino al posto per verificare, ma per questo abbiamo bisogno del carburante per i mezzi" - afferma Tamalui Mahinako, amministratore regionale della Funai. [MASG]

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