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Bombe cluster: l’Italia ha finalmente ratificato la Convenzione di Oslo

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Il Sottesegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, consegna il testo con la ratifica - Foto: ©ONU

Dopo quasi tre anni dalla prima firma nel dicembre del 2008, il 21 settembre scorso l’Italia ha finalmente ratificato la Convenzione di Oslo che mette al bando le bombe a grappolo. La firma apposta nella Giornata Internazionale per la Pace indetta dalle Nazioni Unite fa dell’Italia il 65 Stato che ha ratificato la Convenzione sulle Munizioni Cluster (Convention on Cluster Munitions - CCM).

“E’ una grande notizia che l’Italia si sia unita alla crescente lista dei paesi impegnati a contrastare i danni provocati da queste armi” – ha dichiarato Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna Italiana contro le mine. “Questo dimostra che anche i grandi produttori ed i detentori di scorte di munizioni cluster ora sono favorevoli ad adottare i principi umanitari che guidano questo trattato, ed a lavorare insieme per un mondo più sicuro” – aggiunge Schiavello.

La Campagna contro le mine – che fin dall’inizio è stata impegnata a sostenere la promulgazione della Convenzione e la ratifica da parte del nostro paese – segnala che l’Italia possiede scorte di munizioni cluster ed in passato è stata un paese produttore. “Non si sa se l’Italia abbia esportato munizioni cluster, ma ora è legalmente obbligatorio interrompere ogni uso, produzione e commercio, e distruggere le scorte ‘nel più breve tempo possibile’ e non oltre gli otto anni successivi all’adesione alla Convenzione” – sottolinea Schiavello.

L’Italia inoltre è obbligata dalla Convenzione a non assistere nessuno Stato, compresi i suoi alleati della NATO, prendendo parte ad azioni proibite dal Trattato. Attualmente 16 dei 28 paesi NATO sono Stati Parte della Convenzione sulle Munizioni Cluster. “Le bombe cluster non dovrebbero più venire usate nel corso di operazioni NATO” – ha commentato Amy Little, Campaign Manager per la Cluster Munition Coalition. “Speriamo che i restanti paesi NATO aderiscano presto alla Convenzione, e rispettino gli standard umanitari protetti dal trattato” - ha aggiunto la dottoressa Little.

L’Italia ha partecipato sin dall’inizio al Processo di Oslo che ha portato a definire il testo della Convenzione. La posizione del nostro Paese si è evoluta significativamente dal 2006 al 2008: l'Italia ha firmato la Convenzione ad Oslo il 3 dicembre 2008

Va ricordato, inoltre, che prima della ratifica l’Italia ha approvato una legge per implementare i provvedimenti contenuti nella Convenzione. La legge n°95/2011 contiene sanzioni penali e multe per le violazioni alle proibizioni della Convenzione che mette al bando la “produzione, uso, riparazioni, promozione, vendita, distribuzione, importazione, esportazione, immagazzinamento, o trasporto di mine antipersona, bombe a grappolo e sub-munizioni”: nello specifico, la legge italiana stabilisce sanzioni fino alla “reclusione da tre a dodici anni” anche per chi “assiste anche finanziariamente, incoraggia o induce altri ad impegnarsi in tali attività”.

“Pur essendo molto soddisfatti della ratifica italiana, ci chiediamo come tutti questi impegni sottoscritti possano convivere con i tagli di fondi a cui da anni e sottoposta la cooperazione internazionale, non ultimo un taglio di 700mila euro allo già scarno Fondo 58 dedicato proprio alle attività richiamate anche dalla Convenzione sulle Cluster” - ha concluso Schiavello.

Nei giorni scorsi anche la Repubblica Ceca ha ratificato la Convenzione portando a 17 il numero di Paesi appartenenti alla NATO che l’hanno ratificata. Su 28 Paesi appartenenti all’Alleanza Atlantica, tre stati membri hanno firmato ma non ancora ratificato (Canada, Islanda e Ungheria) la Convenzione mentre altri otto membri della NATO rimangono completamente fuori dalla Convenzione (Estonia, Grecia, Lettonia, Polonia, Romania, Slovacchia, Turchia e Stati Uniti).

“ I paesi NATO che ancora non hanno aderito alla Convenzione, in particolare gli Stati Uniti, dovrebbero comprendere che costituiscono una minoranza tra i loro colleghi militari e che dovrebbero unirsi ai paesi che hanno aderito alla Convenzione” – ha commentato Amy Little. “Per capire la differenza che ciò potrebbe produrre, basterebbe parlare con gli abitanti del Kosovo, dove centinaia di persone sono state uccise e ferrite dalle bombe a grappolo inesplose lanciate nel 1999 dalla NATO” – ha concluso l’attivista della Cluster Munition Coalition.

La Convenzione di Oslo mette al bando in maniera globale l’uso, la produzione, l’immagazzinamento ed il trasferimento delle munizioni cluster, prevede severe scadenze per la bonifica delle aree contaminate e la distruzione delle scorte delle armi, ed include provvedimenti innovativi a favore dell’assistenza alle vittime e per le comunità affette. Un totale di 111 paesi hanno aderito al Trattato, che è entrato in vigore come legge obbligatoria internazionale il 1 agosto 2010.

Italia e Repubblica Ceca diventeranno ufficialmente "State Party" (Stato Parte) della Convenzione il primo marzo 2012 dopo il periodo di attesa previsto dal Trattato. [GB]

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