Notizie

Archivio Notizie

Banca Mondiale sotto accusa

Stampa

La sede della Banca Mondiale

L'Aja è senza dubbio uno dei simboli della giustizia internazionale. Nelle sue aule di tribunale in passato si sono avvicendati sanguinari dittatori o spietati criminali di guerra. Domenica è toccato alla Banca Mondiale doversi sedere sul banco degli imputati. Una presenza eterea, quella della più grande istituzione multilaterale di sviluppo esistente al mondo. Nessun suo rappresentante, infatti, è intervenuto all'udienza organizzata dal Tribunale permanente dei popoli e dalla Campagna europea sulla Banca Mondiale nella capitale politica dei Paesi Bassi. La Banca ha preferito non ascoltare le dure critiche alla sua condotta espresse da un novero di testimoni provenienti da tutti gli angoli del pianeta dove la stessa realtà multilaterale finanzia progetti e promuove politiche.

Esponenti delle comunità locali della Nigeria, del Perù, del Malawi, del Nicaragua e del Kazakistan hanno puntato il dito contro i progetti estrattivi sostenuti dalla Banca e le condizionalità economiche imposte ai governi del Sud del mondo, cioè gli obblighi che l'istituzione esige siano rispettati per concedere i suoi prestiti. Condizioni che troppo spesso penalizzano invece di aiutare quegli stessi paesi e che si chiede a gran voce vengano cancellate in futuro.

Altrimenti si ripeteranno altri casi come quello del Malawi dove fin quando si sono seguite le ricette della Banca c'è stato il rischio di una tremenda carestia. Solo allorché il governo del paese africano ha deciso di ignorare le condizionalità, nel 2005, c'è stato un vertiginoso aumento della produzione agricola, da cui dipende oltre il 90% della popolazione malawiana.

Ma non sono meno devastanti gli impatti dei progetti estrattivi, come il West African Gas Pipeline, che partendo dalla Nigeria attraversa Benin e Togo per arrivare in Ghana. Un gasdotto che, invece di ridurre il gas flaring nella regione del Delta del Niger, sta avendo solo conseguenze nefaste sulle comunità locali, ancora prive delle promesse compensazioni e penalizzate dagli impatti ambientali legati alla realizzazione del progetto.

Tra le personalità chiamate ad esprimere un giudizio sull'operato della Banca mondiale domenica c'erano Medha Patkar, storica attivista indiana contro le dighe sul fiume Narmada, l'economista ghanese Charles Abugre, il senatore di Rifondazione Francesco Martone, noto per il suo impegno ambientalista, e Maartje van Putten, ex membro dell'Inspection Panel, l'organismo indipendente che controlla l'operato della Banca. La loro dichiarazione finale non avrà il valore legale degli altri tribunali attivi a l'Aja, ma è senza dubbio un significativo pro-memoria per i burocrati della Banca e la loro fede incondizionata per le ricette neo-liberiste.

L'evento, giunto alla sua terza edizione, dopo le precedenti tenutesi a Berlino (1988) e a Madrid (1994), si è svolto a soli cinque giorni dall'inizio degli Incontri Annuali delle Istituzioni di Bretton Woods (Banca mondiale e Fondo monetario internazionale), in programma a Washington dal 20 al 22 ottobre. Chissà se il nuovo presidente della Banca, Robert Zoellick, chiamato a riparare i guasti della gestione Wolfowitz, terrà conto delle testimonianze e delle conclusioni dell'udienza dell'Aja.

di Luca Manes della CRBM

Fonte: Nigrizia

Ultime notizie

Filippine: riso in 160 caratteri

09 Febbraio 2012
Nelle Filippine, capitale mondiale degli sms, due milioni di risicoltori ricevono assistenza direttamente sul telefono cellulare. A sostegno del piano governativo per incrementare la produzione di...

Libia senza pace, tra gas, propaganda e violazioni dei diritti umani

08 Febbraio 2012
Si riparla di Libia. Per l’emergenza gas: il solito Scaroni, eterno amministratore delegato dell’Eni, ci assicura che anche questa volta ce la caveremo anche grazie al gas libico che, per fortuna,...

Conclusioni Social Forum Mondiale: “Se il presente è di lotta il futuro è nostro!”

07 Febbraio 2012
Si è concluso il 29 gennaio scorso il XII Social Forum Mondiale che si è svolto nella città brasiliana di Porto Alegre. Questo incontro si è innestato con le grandi mobilitazioni che stanno riempie...

Privatizzare le carceri: è il turno di Monti

07 Febbraio 2012
A fronte della terribile emergenza del sovraffollamento delle carceri italiane si pensa di affidare ai privati la costruzione e la gestione di nuovi penitenziari. La trentennale esperienza degli St...

Naufragio del Giglio, quanto ci costa la Costa!

06 Febbraio 2012
Il disastro della Costa crociere ha gettato nuova luce su un fenomeno già noto e denunciato da anni dalle associazioni ambientaliste, quello dell’impatto ecologico che questi giganti del mare produ...