Banca Etica, la risposta giusta alla crisi

Stampa

La campagna di Banca Etica – foto: change.org

In un comunicato del 22 gennaio 2013 si legge: Per il quinto anno consecutivo dopo lo scoppio della crisi Banca Etica ha chiuso anche il 2012 con volumi positivi.

Il capitale sociale ha raggiunto quota 42 milioni e 790 mila € (+22% rispetto al 2011); la raccolta di risparmio si è portata oltre quota 730 milioni € (+8% sul 2011) e soprattutto hanno continuato a crescere i finanziamenti erogati da Banca Etica a favore di imprese sociali e famiglie socie della banca: i crediti deliberati ammontano a 761 milioni di euro (+8,04%), quelli utilizzati ammontano a 546 milioni di euro (+13,58%).

In questa epoca di credit crunch Banca Etica è orgogliosa di essere tra i pochissimi istituti di credito che chiudono l'anno con il segno “più”: l'ultimo outlook ABI di dicembre segnala infatti che nel 2012 l'insieme del sistema bancario italiano ha contratto i prestiti a famiglie e imprese del -2,4%.

«La sfida per il 2013 – dice Mario Crosta, Direttore Generale di Banca Etica - sarà quella di continuare a mantenere il trend di crescita. Per farlo è fondamentale che sempre più organizzazioni e cittadini facciano una scelta di campo: decidere quale tipo di economia sostenere attraverso i propri risparmi. Abbiamo lavorato molto per rendere Banca Etica più accessibile attraverso il nuovo conto In Rete che completa la nostra offerta di servizi per l'operatività, i pagamenti e la gestione del risparmio anche on line. Mai come ora la scelta della finanza etica è alla portata di tutti. Nel 2013 punteremo sull'innovazione finanziaria per radicarci ancora di più nei settori dell'economia civile e sociale».

«Banca Etica è nata nel 1999 su impulso delle principali reti della società civile italiana – commenta il presidente, Ugo Biggeri - . In questi 14 anni siamo cresciuti grazie al passaparola tra i cittadini e le imprese responsabili, senza nulla chiedere alla politica. Oggi - a 5 anni dallo scoppio della crisi che ha innescato la recessione e che ha messo sotto gli occhi di tutti i danni provocati dalla finanza speculativa - ci sentiamo però di avanzare alcune richieste alla politica affinché si decida a regolamentare la finanza, possibilmente premiando i risparmiatori e gli investitori che utilizzano il loro denaro per sostenere l'economia reale e sostenibile e disincentivando invece chi persegue il massimo profitto per pochi nel brevissimo periodo. Nonostante le recenti norme che penalizzano l’azionariato popolare, il capitale sociale di Banca Etica continua a crescere oltre le previsioni, grazie ai nostri collaboratori, ai soci e alle tante organizzazioni che ci sostengono diventando socie o rafforzando la loro partecipazione al capitale della banca. Proprio in questi giorni abbiamo lanciato la Campagna “Cambiamo la finanza per cambiare l’Italia”. In pochi giorni abbiamo già raccolto quasi 8mila firme per chiedere ai candidati e ai leader politici impegni chiari sulla regolamentazione della finanza, che inspiegabilmente resta una delle grandi assenti dai dibattiti pre-elettorali»”.

Fonte: bancaetica.it

Ultime notizie

Erotismo a temperature polari

17 Gennaio 2018
Perché a parlare di sesso si scopre più di quanto si immagini. (Anna Molinari)

Tra sfratti e case fatiscenti: quel milione di bambini in povertà

16 Gennaio 2018
Trascorrere l’inverno per strada, accampati in tende di fortuna, è duro per chiunque. Ma lo è ancora di più se sei un bambino... (Anna Toro)

Architutti: architetti libera tutti

15 Gennaio 2018
“Non si può pensare un’architettura senza pensare alla gente” è uno dei motti dell’architetto Richard Rogers. Qualcuno lo ha preso sul serio. (Alessandro Graziadei)

Vita "più umana" e assistenza flessibile: la sfida del welfare di prossimità

15 Gennaio 2018
L'analisi di don Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco. I pilastri della proposta per un nuovo welfare: non sradicare le persone da dove sono vissute e un’assistenza integrata e meno one...

I regolamenti no slot ben fatti funzionano: Anacapri ne è la prova

14 Gennaio 2018
Fra Capri e Anacapri esiste una differenza minima di popolazione residente, ma un divario abissale nelle abitudini al gioco d'azzardo. (Marco Dotti)