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Amnesty: a Cuba tuttora violazioni, ma l'embargo Usa va abolito

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Cuba: manifesto contro l'embargo Usa

I media mondiali riportano che dopo tre mesi Fidel Castro è riapparso in televisione: l'ottantenne 'lider maximo' è apparso, mentre conversava con il presidente venezuelano Hugo Chavez durante un incontro che si è tenuto lunedì a L'Avana. Nelle immagini, durate circa un minuto, le sue condizioni di salute, sebbene ancora fragili, sono apparse migliori rispetto all'ultima volta in cui è apparso in video. Le ultime immagini diffuse prima di quelle di ieri, il 28 ottobre scorso, avevano mostrato un Castro molto dimagrito. Sei mesi fa, il leader cubano ha subito un intervento chirurgico per una emorragia intestinale, in seguito al quale ha ceduto il potere ad interim al fratello Raul.

Amnesty International ha intanto pubblicato un comunicato nel quale segnala il permanere di numerose violazioni commesse dal governo di Cuba tra cui, in particolare, l'imprigionamento di dissidenti politici e giornalisti, collegato alle gravi restrizioni alla libertà d'espressione, di associazione e di assemblea in vigore sull'isola. Le "gravi restrizioni alla libertà d'espressione e d'associazione colpiscono migliaia di persone" - afferma Amnesty. "Tutti i mezzi d'informazione stampati e radiofonici sono sotto il controllo statale. L'accesso a internet è fortemente limitato al di fuori degli uffici governativi e delle istituzioni educative ufficiali. I dissidenti e coloro che esprimono critiche nei confronti del regime, tra cui i giornalisti, vengono frequentemente arrestati e imprigionati, in alcuni casi con l'accusa di "pericolosità pre-criminale". Sarebbero almeno 67 i prigionieri di coscienza - insegnanti, giornalisti e difensori dei diritti umani detenuti per attività del tutto pacifiche - attualmente in carcere, a seguito di processi iniqui che non hanno rispettato gli standard internazionali.

L'associazione denuncia anche arresti arbitrari nei confronti di dissidenti politici, giornalisti indipendenti e persone critiche nei confronti del regime, il cui unico "reato" è quello di documentare la situazione dei diritti umani a Cuba. "Gli arrestati vengono lasciati in carcere, in attesa di processo, per mesi o persino anni. In altri casi, i processi e le condanne avvengono entro pochi giorni dall'arresto" - nota Amnesty. Decine di persone sono detenute senza accusa, e in alcuni casi senza processo, per il sospetto di svolgere attività controrivoluzionarie o per imputazioni poco chiare, mentre dissidenti e critici del regime vengono spesso condannati per un reato conosciuto come "pericolosità sociale". Si tratta di una misura preventiva, definita come "tendenza a commettere un reato", e volta a colpire qualsiasi atteggiamento contrario alla "morale socialista" come l'alcoolismo, la tossicodipendenza e il "comportamento anti-sociale". In realtà, viene usata contro dissidenti politici, giornalisti indipendenti e oppositori. Persone processate per "pericolosità sociale" sono state condannate persino a quattro anni di carcere, anche se la legge prevede un "trattamento terapeutico", la "rieducazione" o la "sorveglianza da parte della Polizia rivoluzionaria nazionale".

Ma Amnesty giudica negativamente l'impatto dell'embargo economico Usa e ne chiede l'abolizione ritenendo che "esso pregiudichi il pieno godimento, da parte della popolazione e soprattutto delle sue fasce più deboli e vulnerabili, di tutta una serie di diritti economici, sociali e culturali, come quelli all'alimentazione, alla salute e all'igiene". Secondo l'Unicef, la disponibilità di medicinali e di materiale medico di base è diminuita proprio a causa dell'embargo Usa. Amnesty ritiene, inoltre, che l'embargo pregiudichi la libertà di movimento tra Cuba e gli Usa e ponga limitazioni alla riunificazione familiare.

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