Aizo: la schedatura dei Rom è un'iniziativa razzista

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da www.perlapace.it

In questi 13 anni di collaborazione e vicinanza con sinti e rom ho più volte preparato il "momento della memoria", il ricordo dell'olocausto che ha sconvolto per atrocità l'intero mondo. Ho scritto un articolo che ripercorreva gli eventi storici di un triste passato e che oggi ricalcano invece le scelte di un governo che non riconosce nel reato un atto personale, ma lo addebita a tutta una particolare popolazione creando situazioni devastanti di razzismo: sia dal punto morale, ricordo che la nostra ambasciata in Spagna è stata oggetto di proteste per la scelta di prendere le impronte digitali ai rom e ai minori rom; sia dal punto di vista concreto, il campo nomadi di Napoli è stato oggetto infatti di lanci molotov. Riprendo qui una parte di quell'articolo.

"Agli occhi di chi governa, il nomadismo è un elemento di disordine, che sfugge al pieno controllo esercitato sugli altri cittadini, ed è contro questo "disordine" (Zigeunerunwesen) che si indirizzano le misure di polizia, ieri come oggi. Si è molto discusso se la persecuzione degli Zingari sotto il regime nazista fosse motivata dalla prevenzione e repressione della criminalità oppure da motivi razziali. La prima tesi, sostenuta anche a lungo dal governo della Repubblica Federale Tedesca per negare ogni loro risarcimento, trova il suo fondamento nella definizione di "asociali" attribuita agli Zingari ancor prima dell'avvento di Hitler. Dal 1899 al 1933 vengono emesse 150 ordinanze contro gli Zingari. Nel 1899 viene istituita a Monaco una Zigeunerpolizeistelle, un ufficio di polizia con compiti specifici di controllo su Sinti e Roma, che nel 1926 estese la sua competenza su tutto il territorio germanico. Contemporaneamente la legge Zigeuner - und Arbeitscheuengesetzt ( legge sugli Zingari e i renitenti al lavoro) impediva l'accesso di gruppi Zingari nomadi nel territorio bavarese, mentre quelli presenti venivano di fatto obbligati alla sedentarizzazione.

Nel 1926 il Reich affermava che la legge costituiva "un significativo progresso nella prevenzione della criminalità". Anche nel Baden era in vigore un'ordinanza per la lotta contro il disordine zingaro (Bekampfung des Zigeunerunwesens im Beden) allo scopo di sedentarizzarli. Nel 1934 fu ordinato un controllo di tutti gli Zingari presenti nel Land. In tre giorni vennero schedate 1019 persone con un rilevamento delle impronte digitali anche dei bambini al di sopra dei sei anni. I dati vennero raccolti dall'ufficio della polizia criminale di Karlsruhe. Iniziarono nel 1936 le prime deportazioni di Zingari nel "campo di lavoro" di Dachau, destinato inizialmente agli "asociali", categoria che comprendeva gli Zingari, i detenuti politici, gli omosessuali e i Testimoni di Geova. Nel 1935 arriva il peggio con le leggi razziali di Norimberga, Nurnberger Rassengesetze, emanate per gli ebrei, ma che in breve tempo vennero estese anche agli Zingari."

Pare evidente ritenere la schedatura come un'iniziativa razzista. Il problema razzista di un tempo sembra essere stato dimenticato, ma tutto ciò che viene fatto in questo momento in Italia nei confronti dei rom ricorda le persecuzioni naziste. Vogliamo sul serio fare un tuffo nel passato e adottare nuovamente scelte politiche folli?

Credo che il voto degli italiani di maggio non sia da interpretarsi in modo razzista: il voto a destra è sicuramente la richiesta di maggiore controllo e sicurezza, di una politica più onesta e non in combutta con i grandi poteri economici. Gli italiani sono da sempre un popolo che cerca di aiutare le tante etnie presenti nel nostro paese, da sempre un paese che respira il senso della solidarietà a pieno ed anche a livello internazionale, che lotta dal 1861 con poco successo contro la mafia, che ha superato gli anni di piombo ed il terrorismo, che ha vissuto una ripresa economica tutta nei conti economici di alcune classi sociali.

Il voto a destra non chiede un giro di vite nei confronti dei rom, chiede maggiore serietà ad una classe politica investita da procedimenti giudiziari, chiede che gli investimenti nelle casse del mezzogiorno non continuino ad essere una farsa, chiede che insieme agli stipendi dei vari politici a vario livello aumentino anche quelli dei lavoratori di ogni ordine e grado, chiede che paghi personalmente chi commette un reato, chiede che un ambiente come la sanità, uno dei lavori più nobili, torni ad avere deontologia e valori.

E' inutile schedare in modo preventivo tutta la popolazione italiana, mentre sarebbe una manovra di stile razzista farlo solo con la popolazione rom. La vera prevenzione alla criminalità passa attraverso le iniziative di integrazione e di informazioni corrette, creando e dando gli strumenti a tutti i cittadini di godere di uguali diritti e di avere uguali doveri. Forse il pacchetto sicurezza dovrebbe in realtà essere una ricerca di valori andati perduti, poiché è senza quelli che siamo in pericolo.

Gian Luca Magagni
(Associazione italiana Zingari Oggi - Aizo)

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