Addio Bossi-Fini: la campagna al rush finale schiera tutti i big

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Siamo arrivati al rush finale per la campagna “Ero straniero - L’umanità che fa bene. Mancano infatti 16mila firme al traguardo delle 50mila a sostegno della legge popolare per superare la Bossi-Fini e la campagna che la sostiene, promossa da Radicali Italiani con Emma Bonino, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ACLI, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD, con il sostegno di numerose organizzazioni impegnate sul fronte dell’immigrazione, tra cui Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Comunità di Sant’Egidio, CGIL, Federazione Chiese Evangeliche Italiane e il supporto di una rete che conta oltre 120 sindaci.

Proprio alla Casa della Carità questa settimana si è svolta una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di don Virginio Colmegna, Emma Bonino, Giorgio Gori, Pierfrancesco Majorino e Giuliano Pisapia, per ribadire le ragioni della mobilitazione e presentare le future iniziative a sostegno, prima tra tutte l’evento di sabato 16 settembre "Ero straniero... ora sono milanese" che si svolgerà all’Isola Pepe Verde di via Guglielmo Pepe 10, un pomeriggio di arte e musica in cui numerosi volontari raccoglieranno le adesioni del pubblico presente.

«Questa campagna è portatrice di inclusione sociale e raccoglie le istanze di chi è preoccupato per la grande irregolarità prodotta dalla legge Bossi Fini», ha esordito don Colmegna, che ha snocciolato anche alcune cifre sull’attività della Fondazione Casa della Carità: questa dal 2016 a oggi è entrata in contatto con 3.542 cittadini stranieri bisognosi di aiuto. Di loro, solo 1.396 (meno del 40%) possedevano un permesso di soggiorno valido. «Tutti gli altri, per un totale di 2.146 persone, erano vittime della legge Bossi-Fini, accomunate da disagi più o meno forti causati dalla normativa vigente o dalle sue conseguenze», ha detto Colmegna, sottolineando anche la necessità di arrivare a 50mila firme entro il 31 ottobre, e ringraziando anche Vita per l’aiuto e il sostegno prestato alla campagna.

È stata poi la volta di Emma Bonino, presidente del Radicali Italiani, che dopo aver sottolineato come la questione immigrazione non riguardi solo l’Italia ma il mondo intero (con 60 milioni di persone in mobilità indotta da guerre o calamità naturali), ha ribadito il significato della campagna: «Siamo persone messe insimee da uno scopo comune: mettere la legalità e legalizzazione al centro della politica. Abbiamo 6 milioni di immigrati regolari in Italia, cittadini integrati, che spesso fanno impresa e danno lavoro anche gli italiani, oltre a pagare le nostre pensioni. Quello che disturba è l’esercito degli irregolari, circa 500mila, che lavorano in nero o si arrangiano alimentando la criminalità». Per ristabilire la legalità occorre dunque stare ai fatti, ragionare con la testa e non solo con la pancia, e «prosciugare lo stagno dell’irregolarità attraverso il lavoro, ricorrendo a una politica positiva, non urlata. Facciamo proposte che possano essere applicate».

In sintesi, la proposta di legge popolare sostenuta dalla campagna per la quale si richiedono le firme è composta da otto articoli che prevedono, tra l’altro, l’abolizione del reato di clandestinità, l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo, valido 12 mesi, per la ricerca di occupazione, la reintroduzione del sistema dello sponsor (sistema a chiamata diretta), anche da parte di singoli privati, per l'inserimento nel mercato del lavoro del cittadino straniero e, infine, la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati” che si trovino in situazione di soggiorno irregolare, dove sia dimostrabile l’esistenza in Italia di un'attività lavorativa o di comprovati legami familiari o l’assenza di legami concreti con il paese di origine.

Gabriella Meroni da Vita.it

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