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Acqua: lotte ed enti locali per il bene comune

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goccia d'acqua

A Roma non sono più solo le associazioni e i movimenti a parlare di acqua come bene comune. Una nota del Dip.IV Servizi di Tutela Ambientale della Provincia di Roma invita per la mattina del 2 marzo al Centro Congressi Frentani per confrontarsi sul diritto e l'accesso all'acqua da parte delle comunità locali. "Grazie all'azione del Comitato per il Contratto Mondiale dell'Acqua e dei movimenti dell'acqua, all'insieme delle vertenze territoriali, alla nascita di forum e comitati, alla recente campagna in numerose regioni d'Italia per la ripubblicizzazione del servizio idrico, all'ipotesi di costituzione di un Forum italiano dei movimenti per l'acqua, alle numerose esperienze locali e nel mondo, si è largamente diffusa la consapevolezza sociale delle popolazioni riguardo alla necessità di non mercificare l'acqua e di riconoscerla e difenderla come bene comune".

Queste parole invitano al seminario che si propone di definire una proposta con queste finalità: ripubblicizzare il governo dell'acqua; promuovere la partecipazione effettiva dei cittadini; inserire il diritto all'acqua nello statuto degli enti locali; elaborare, nell'ambito delle competenze assegnate alle province, misure capaci di garantire un servizio più efficace e trasparente; ridefinire le responsabilità ed il ruolo delle istituzioni locali ed in particolare degli Ato nella gestione del servizio idrico integrato sulla base del principio dell'acqua come bene pubblico comune; rideterminare le "carta dei servizi" sulla base del principio di gestione pubblica dell'acqua; ristrutturare le modalità di governo della gestione; valorizzare le buone pratiche; definire un "quantum gratuito" di acqua per tutti i cittadini per affermare che il bene comune acqua è pubblico e che la tariffa può essere progressivamente applicata solo al di sopra di una determinata soglia.

Lo scontro sull'acqua ha raggiunto livelli di elevata e diffusa conflittualità. Se da una parte le scelte del governo di centro-destra si sono prefisse la messa sul mercato "tout court" del servizio idrico, dall'altra anche la sinistra riformista, attraverso il modello della partnership pubblico-privato, ha avviato su larga scala, in particolare nelle regioni da questa amministrate, il processo di aziendalizzazione, liberalizzazione e privatizzazione del servizio idrico. Non a caso, lo scontro più grosso è avvenuto -ed è tuttora aperto- in Toscana, dove al modello della società a capitale misto pubblico-privato cara agli amministratori regionali, si è contrapposta una forte ed incisiva campagna per la ripubblicizzazione dell'acqua, che ha visto centinaia di realtà locali raccogliere 43000 firme in calce ad una legge di iniziativa popolare. Ma sono ormai decine i territori nel nostro paese dove lo scontro è aperto e gli esiti non scontati : è di poche settimane fa la vittoria dei comitati civici e del movimento a Napoli, dove mesi di mobilitazione popolare hanno costretto le istituzioni a ritirare una delibera di privatizzazione del servizio idrico; e sono ormai numerose le amministrazioni pubbliche che scelgono il modello dell'affidamento "in house" a società a totale capitale pubblico.

Sabato 25 si è tenuta a Palermo un incontro-dibattito contro la privatizzazione dell'acqua. Oggi 28 febbraio cade la giornata di presentazione delle offerte di gestione e per questo si è deciso di organizzare un sit-in di protesta davanti la sede della Provincia a Palazzo Comitini in via Macqueda 100. In contemporanea è stata indetta una conferenza stampa e lanciata un'azione di volantinaggio e di raccolta firme a sostegno dell'iniziativa. Un'assemblea pubblica regionale dove, per la prima volta a Palermo, si è discusso della difesa della gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato. A fine giornata il neonato Comitato Civico "Acqua in comune" ha stilato una lettera indirizzata a tutti i sindaci dei comuni della provincia di Palermo per intraprendere percorsi comuni per la tutela dei diritti di tutti i cittadini e per una maggiore informazione degli stessi.

E a partire proprio dalle lotte locali si terrà i prossimi 10-11-12 marzo il primo Forum italiano dei movimenti per l'acqua. Nei tre giorni del Forum, diversi temi verranno dibattuti, attraverso i differenti seminari : dagli aspetti internazionali e di sistema in cui vanno collocate le strategie di privatizzazione dell'acqua, alla tutela della risorsa idrica all'interno delle politiche di programmazione urbanistica e territoriale; dalla critica di questo modello di sviluppo alla proposizione di un'altra economia; dal superamento dell'aziendalizzazione del servizio idrico al governo pubblico e partecipato dell'acqua; dalla truffa delle acque minerali all'analisi dei poteri forti e degli interessi in gioco; dalle resistenze alla privatizzazione a modelli alternativi sulle politiche fiscali e i sistemi di finanziamento di un servizio idrico pubblico. Ma la vera novità è la centratura di ogni confronto e discussione verso l'orientamento all'azione. L'obiettivo è creare le condizioni per la fuoriuscita radicale dalle politiche liberiste, riaffermare lo spazio pubblico dei beni comuni -a partire dall'acqua- come elemento costitutivo di un altro modello sociale. Fuori dall'ossessione liberista del competere, dentro l'orizzonte collettivo del compatire, ovvero provare comuni passioni. [AT]

Fonte: Contratto mondiale sull'acqua

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