Notizie

Archivio Notizie

10 notizie sui palestinesi che la TV ti ha nascosto

Stampa

Il muro che divide Israele e Palestina - Foto: Un.org

Oggi, 29 novembre, l’Onu celebra la Giornata Internazionale di Solidarietà con il popolo Palestinese. Una buona occasione per riflettere sulla situazione dei palestinesi e sulla violenza che ancora oggi gli viene inflitta. Una violenza continua, quotidiana, spesso nascosta dai grandi mezzi d’informazione. Per questo pubblichiamo un articolo di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace.

1. Privati da oltre sessant’anni della libertà, 4 milioni di palestinesi sono costretti a vivere sotto il peso dell’occupazione militare israeliana. 2.2 milioni hanno meno di 18 anni. Più di 1.800.000 palestinesi vivono da rifugiati nella propria terra. Quasi 3 milioni vivono in Giordania, Libano e Siria. Più di 20.000 palestinesi vivono rinchiusi in un campo profughi nel Città Santa di Gerusalemme.

2. Dall’inizio del 2010, l’esercito israeliano ha ferito 1074 palestinesi (in prevalenza giovani e bambini) che protestavano contro l’occupazione, contro l’espansione degli insediamenti e contro la costruzione del muro. Nel 2009 ne sono stati feriti 764.

3. Da quando il 26 settembre è finita la moratoria sulla costruzione di insediamenti nei territori occupati, i coloni israeliani hanno costruito 1650 case nuove, poco meno del totale di quelle costruite nel 2009.

4. Ai palestinesi invece non è permesso di costruire o ingrandire la propria casa in tanta parte della propria terra. Dal 24 novembre le autorità israeliane hanno abbattuto 18 case palestinesi e una moschea. 54 persone sono state gettate per la strada.

5. Il 23 novembre un gruppo di coloni israeliani accompagnati dalla polizia israeliana si sono impossessati di un palazzo palestinese di tre appartamenti di Gerusalemme. Tre famiglie palestinesi con 5 bambini sono finiti per strada. In luglio i coloni israeliani hanno fatto lo stesso con le case di altre 29 persone e otto famiglie. Osservatori internazionali parlano di “pulizia etnica”.

6. Nella settimana tra il 10 e il 23 novembre, l’esercito israeliano ha condotto 57 incursioni e arresti di palestinesi nelle città e nei villaggi della West Bank e a Gerusalemme. Un po’ meno della media settimanale che nel 2010 è di 93 incursioni e arresti.

7. Dall’inizio dell’anno i coloni hanno aggredito i contadini palestinesi o distrutto le loro proprietà agricole, sradicando e bruciando migliaia di ulivi secolari, in media 6 volte alla settimana. Questa settimana (10 e il 23 novembre) le aggressioni sono state 7, una al giorno.

8. Nonostante il ritiro del 2005, Israele continua a controllare tutti gli aspetti fondamentali della vita di 1,5 milioni di palestinesi che abitano nella Striscia di Gaza. Dall’inizio del 2010, 58 palestinesi sono stati uccisi e 233 feriti. La maggioranza erano civili. Prima dell’inizio dell’assedio, dalla Striscia di Gaza entravano e uscivano in media 650 persone al giorno. Oggi ne passano 340. I palestinesi di Gaza hanno la corrente elettrica solo per 12 ore al giorno. L’acqua arriva nelle case ogni due giorni, per poche ore. E in alcune zone arriva solo ogni 5 giorni.

9. Ai palestinesi non è concesso di circolare liberamente nella propria terra. Il muro di 700 km costruito dagli israeliani nella West Bank separa molti palestinesi dai loro terreni, dai posti di lavoro e dai familiari. Il resto lo fanno una serie di coprifuoco, circa 600 posti di blocco e altri ostacoli. Per spostarsi spesso i palestinesi devono chiedere un permesso che spesso non arriva. A molti palestinesi viene così negata la possibilità di accedere alla terra, al lavoro, alle strutture scolastiche e ai servizi di base.

10. Israele continua a negare ai palestinesi l’accesso all’acqua, intralciando lo sviluppo socioeconomico e ponendo a repentaglio la loro salute. Un palestinese può utilizzare al massimo 70 litri di acqua al giorno, meno del minimo necessario. Un israeliano ne consuma 4 volte di più. L'esercito israeliano ha ripetutamente distrutto le cisterne di raccolta di acqua piovana usate dai palestinesi con la motivazione che erano state costruite senza permesso.

Piccolo decalogo delle cose che possiamo fare per la pace in Medio Oriente: (1) rafforzare il dialogo e la conoscenza reciproca con il popolo palestinese e con il popolo israeliano; (2) alleviare le sofferenze del popolo palestinese e ricostruire la fiducia e la speranza nella pace; (3) vigilare sulle violazioni e il rispetto della dignità e dei diritti umani; (4) sostenere i familiari delle vittime palestinesi e israeliane; (5) collaborare con tutti coloro che operano per la pace in Israele e nei territori palestinesi occupati; (6) contribuire a rafforzare le istituzioni locali palestinesi; (7) promuovere l’incontro e il dialogo tra israeliani e palestinesi; (8) sensibilizzare i giovani sui problemi del Medio Oriente e coinvolgerli in iniziative di solidarietà e di pace; (9) chiedere la fine della vendita di armi e la denuclearizzazione del Medio Oriente; (10) rafforzare l’impegno politico dell’Italia e dell’Unione Europea per la pace in Medio Oriente.

Flavio Lotti da Tavola della pace

Ultime notizie

Slow Food e la Fao uniscono le forze in una “gastronomia della liberazione”

25 Maggio 2013
La Fao e Slow Food uniscono le forze per aiutare i piccoli agricoltori dei Paesi più poveri attraverso la promozione di sistemi agricoli e alimentari più inclusivi a livello locale, nazionale e int...

Firenze: “Terra Futura”, un segno di speranza

24 Maggio 2013
Nello scorso week-end, si è tenuta a Firenze la X edizione della manifestazione organizzata dalla “Fondazione Culturale Responsabilità Etica”, di cui sono sostenitori diversi enti ed associazioni,...

Festa della Repubblica, un patrimonio di tutti i cittadini

23 Maggio 2013
Con una lettera al presidente Napolitano le principali reti che lavorano sul tema del servizio civile, della pace e disarmo, vogliono sottolineare come la festa del 2 giugno non sia l’occasione di...

Rete Disarmo chiede al governo di riaprire il dialogo sull’export di armi

23 Maggio 2013
La Rete Italiana per il Disarmo ha inviato ieri una lettera formale alla Presidenza del Consiglio per chiedere che venga resa nota al più presto la Relazione annuale sulle esportazioni italiane di...

Aviano TARGET

22 Maggio 2013
Il Pentagono investirà 11 miliardi di dollari per adeguare 200 atomiche Usa stoccate in Europa e in Italia (50 ad Aviano e 20 a Ghedi) ai caccia F35. C’è chi dice no, ma è scontro legale, tra falsi...