Giornata della donna: Ban Ki-moon "uguaglianza e pari opportunità sono un imperativo"

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Bambine a scuola in Bangladesh - Foto: GMR/Akash ©UNESCO

"L’uguaglianza per donne e bambine è anche un imperativo economico e sociale. Finché donne e ragazze non saranno libere da povertà e ingiustizia, tutti i nostri obiettivi – pace, sicurezza, sviluppo sostenibile – saranno in pericolo". Lo afferma il Segretario Generale dell'Onu, Ban Ki-moon, nel suomessaggio per la 'Giornata internazionale della donna' che si celebra oggi. Il Segretario Generale ricorda quindi che la campagna UNiti per porre fine alla violenza contro le donne e che la Rete dei leader uomini, lanciata di recente, stanno cercando di promuovere gli sforzi dell'Onu di sviluppo a livello globale.

"Quindici anni fa, alla Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne, i governi si impegnarono a promuovere uguaglianza, sviluppo e pace per tutte le donne ovunque - prosegue il messaggio. La 'Dichiarazione di Pechino' (in .pdf) – una pietra miliare in questo percorso – ha avuto un impatto esteso e profondo, guidando il processo politico e ispirando nuove leggi nazionali. Essa ha inviato a donne e ragazze di tutto il mondo il chiaro messaggio che l’uguaglianza e l’opportunità sono loro diritti inalienabili".

Dopo aver evidenziato diversi progressi e limiti in questi anni nel cammino per l'affermazione delle pari opportunità, il Segretario Generale ribadisce che "La Dichiarazione di Pechino ha conservato la rilevanza che aveva al momento della sua adozione. Il terzo Obiettivo del Millennio – raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne – è centrale per la realizzazione di tutti gli altri". "Quando alle donne è negata l’opportunità di migliorare se stesse e le proprie società di appartenenza, perdiamo tutti" - conclude Ban Ki-moon.

Per la giornata l'Aidos (Associazione italiana donne) organizza e partecipa a numerose iniziative per ricordare gli sforzi fatti dalle donne nella corsa verso l'uguaglianza, la pace e lo sviluppo e per raccogliere fondi per sostenere nuovi progetti che migliorino la salute e la vita delle donne nei paesi Poveri in cui lavora. Nelle scorse settimane Aidos insieme ad ActionAid e Cestas ha presentato a Roma il rapporto su "La salute materna dai finanziamenti al campo. Le politiche che fanno la differenza" (in .pdf). "Di questo passo, sottolineano le Ong, è davvero improbabile il raggiungimento del quinto Obiettivo del Millennio, cioè la riduzione di tre quarti del tasso di mortalità materna e l’accesso alla salute riproduttiva "

ActionAid rilancia le numerose iniziative per i "diritti delle donne". "Ancora oggi nel 2010 le donne rappresentano la fascia più povera della popolazione mondiale e molte di loro nel Sud del mondo avranno ben poco da festeggiare" - sottolinea ActionAid che evidenzia come nel mondo più del 60% delle persone che soffrono di malnutrizione sono donne. Sono donne il 64% degli adulti analfabeti. Nei Paesi in via di sviluppo tra il 60 e l’80% del cibo è prodotto dal lavoro delle donne, eppure le donne possiedono meno del 2% della terra coltivabile. "Le più colpite da queste discriminazioni sono le bambine. Basti pensare che una piccola donna su cinque non conclude neanche il ciclo di istruzione primaria e che spesso le bambine subiscono atroci violenze e sono costrette a matrimoni precoci"- conclude l'Ong.

Anche Save the Children, nel ricordare che ogni minuto 1 donna muore per cause legate a gravidanza o parto e che è di appena un punto percentuale annuo la diminuzione del tasso di mortalità materna nel mondo sottolinea che "Non ci sarà parità di diritti fra uomo e donna finché tante donne non vedranno adeguatamente tutelata la loro salute e continueranno a morire in coincidenza con quello che dovrebbe essere uno dei momenti più lieti della loro vita, la gravidanza o il parto". "Esiste una stretta correlazione tra il benessere della donna e quello infantile" - afferma l'associazione impegnata a promuovere l’educazione delle donne e a sostenere l’accesso alle cure alle madri e ai bambini.

Le associazioni Cipsi e Chiama l’Africa - promotrici della campagna Noppaw per l'assegnazione del Nobel per la Pace alle donne africane - per la giornata odierna hanno lanciato un appello ai direttori dei media (quotidiani, telegiornali, radiogiornali nazionali e locali) di dedicare uno spazio di primo piano alle donne africane. "Parlate di loro, raccontate le loro storie, le esperienze di vita, di lavoro, di integrazione e di riscatto. Le donne africane sono protagoniste trainanti sia nei settori della vita quotidiana che nell’attività politica e sociale" - sottolineano ricordando il ruolo delle donne africane come promotrici dei diritti, della salute, della pace. E per domani le due associazioni promuovono presso la Camera dei Deputati una conferenza stampa durante la quale alcune deputate presenteranno l’impegno del Parlamento italiano per l’assegnazione del Nobel per la pace 2011 alle donne africane.

Le origini della festa dell’8 marzo risalgono al 1908 quando a New York le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Da allora la data dell'8 marzo venne proposta come Giornata di lotta internazionale a favore delle donne e dal 1975 è diventata una Giornata internazionale celebrata dall'Onu. [GB]

 

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