Giornata contro l'Aids: il Governo italiano ha vuoti di memoria e tocca il Fondo

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"Il Governo italiano è vittima di frequenti vuoti di memoria". E' il titolo della petizione online lanciata da ActionAid in occasione della 'Giornata mondiale per la lotta all’Aids' che si celebra oggi, primo dicembre. "Nonostante la promessa del Presidente del Consiglio al G8 de L’Aquila, non è stato ancora versata la quota per il 2009 di 130 milioni di euro al 'Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria' (GFATM) - sottolinea ActionAid che da tempo chiede al Presidente del Consiglio di mantenere le promesse fatte al G8.

"L'Italia, dopo Stati Uniti e Francia, è per quantità dei finanziamenti il terzo donatore al Fondo, ma fra i paesi G8 è l’unico a non aver versato ancora nemmeno una parte di quanto promesso. Ciò rischia - afferma ActionAid - di compromettere seriamente la credibilità del nostro Paese all’interno del Fondo Globale e della comunità internazionale, ma soprattutto mette a rischio la somministrazione delle necessarie terapie antiretrovirali. Nel 2005 - spiega ActionAid - l’Italia si era impegnata, insieme agli altri paesi del G8, a fare in modo che entro il 2010 venisse garantito l’accesso universale alle cure per l’Aids".

"Ma già nel 2004 e nel 2006 l’Italia mancò di pagare le quote dovute. Nel 2007 il governo di Romano Prodi pagò 410 milioni di euro con cui vennero saldati arretrati e anticipata la quota del 2008. Tornato in carica il governo Berlusconi, i versamenti si sono nuovamente interrotti" - spiegava nei mesi scorsi Marco De Ponte, il segretario generale di ActionAid. "Questo andamento altalenante del nostro paese riduce l’efficacia dell’azione contro le grandi pandemie. Per fermare il meccanismo di propagazione del virus dell’Hiv-Aids occorrono cure continue: i malati non possono certo permettersi un anno di sospensione dei trattamenti" – concludeva De Ponte.

Oggi, ActionAid presenterà al Comitato parlamentare per gli Obiettivi del Millennio della Camera dei Deputati la quarta edizione del rapporto "Ogni promessa è debito: l’Italia e la lotta all’Aids" che analizza i progressi fatti a livello globale per raggiungere il sesto degli Obiettivi del Millennio: "Combattere l’Hiv/Aids, la malaria ed altre malattie". Nel mondo oltre 33 milioni di persone convivono con l’Hiv di cui 2 milioni di bambini; due terzi dei sieropositivi vivono nella sola Africa Sub-Sahariana, dove ogni anno si registrano oltre un milione e mezzo di decessi legati all’Aids. "La comunità internazionale si è impegnata notevolmente nella lotta all’Aids e oggi iniziamo ad intravedere i primi frutti di questo impegno, nonostante il traguardo attualmente più importante – quello dell’accesso universale ai programmi di prevenzione, trattamento e cura, fissato per il 2010 – sembra essere ancora lontano" - conclude ActionAid.

Anche Unicef Italia con la petizione online "Non toccate il Fondo" chiede al Governo italiano di versare il contributo dovuto al 'Fondo Globale per la lotta all'Aids, Tubercolosi e Malaria'. "Il termine è scaduto ed i fondi non sono ancora stati stanziati" - evidenzia Unicef Italia nel sottolineare come "il ritardo nel versamento dei fondi rischia di compromettere i programmi finanziati dal Fondo Globale e quindi di mettere a serio rischio la salute di milioni di persone che beneficiano di questi programmi".

Il Fondo è stato creato per aumentare in maniera significativa le risorse per combattere tre delle pandemie più devastanti - Aids, Tubercolosi e Malaria - e per destinare i fondi nelle zone maggiormente colpite. "Esso - spiega l'Unicef - rappresenta un meccanismo innovativo nel panorama del finanziamento dei progetti di salute globale poiché è basato su un'alleanza tra governi, società civile, settore privato e le comunità colpite dalle pandemie". "Ci auguriamo che, in occasione della Giornata mondiale il Governo italiano preveda lo stanziamento di questa quota magari aumentandola nella Legge Finanziaria in discussione in queste settimane in Parlamento" - commenta il presidente di Unicef Italia, Vincenzo Spadafora.

In occasione della Giornata odierna il cui tema è "Accesso universale e diritti umani" quattro agenzie delle Nazioni Unite - UNICEF, UNAids, UNFPA e OMS - hanno presentato il rapporto dal titolo "Bambini e Aids: 4° rapporto di aggiornamento 2009" (in .pdf). Il rapporto sottolinea che gli sforzi a livello internazionale per combattere l'Aids, in particolar modo attraverso la prevenzione della trasmissione da madre a figlio, mostrano risultati positivi, tuttavia molti bambini colpiti da Hiv-Aids non ricevono ancora le cure necessarie.

Nel 2008 - si legge nel rapporto - 19 stati hanno raggiunto la soglia ottimale dell'erogazione del test per l'Hiv e dell'accesso a servizi consultoriali sulla prevenzione del contagio madre-figlio dell’Hiv per l'80% delle donne in gravidanza. Sempre nel 2008, circa il 45% delle donne incinte sieropositive nei Paesi a basso e medio reddito hanno ricevuto i farmaci antiretrovirali per prevenire la trasmissione dell’Hiv ai propri bambini. Ancora nel 2006, la quota era soltanto del 24% (salita a 35% nel 2007). In media, nel 2008, nei Paesi in via di sviluppo, il 32% dei bambini nati da madri sieropositive ha ricevuto la profilassi antiretrovirale per la prevenzione della trasmissione da madre a figlio dell’Hiv alla nascita: nel 2007 erano il 20% e nel 2006 solo il 18%.

Il rapporto delle quattro agenzie Onu evidenzia il legame tra povertà, salute materna e infantile e Hiv. "I progressi saranno più grandi se le concause dell’Hiv/Aids, come la povertà, la disuguaglianza di genere e la violenza sessuale, saranno affrontate" - si legge nel rapporto. "Non possiamo permetterci di abbassare la guardia - ha affermato Margaret Chan, Direttore generale dell'Oms. "In molti paesi ad alto reddito il problema dell’Hiv pediatrico è stato praticamente eliminato. Questo dimostra che ciò è possibile. L’Oms ha formulato nuove raccomandazioni in materia di prevenzione della trasmissione da madre a figlio che offrono un'importante opportunità per migliorare notevolmente la salute delle madri e dei bambini nei paesi a basso reddito".

Medici senza Frontiere - che nelle scorse settimane con un rapporto ha evidenziato come la riduzione dei finanziamenti per l’Aids a livello internazionale rischia di minare i progressi compiuti negli ultimi anni nella lotta contro la mortalità e le malattie collegate all’Aids - ha lanciato oggi un sito dedicato all'Aids in Sud Africa. Sul sito vengono raccontate le storie della gente di Khayelitsha a Città del Capo (Sud Africa), sieropositiva o malata di Aids, e il modo in cui le loro vite sono cambiate in seguito all’ introduzione della terapia antiretrovirale e la cura contro la tubercolosi. Le strade di Khayelitsha, una township (baraccopoli) in continua crescita, immersa nella povertà della periferia di Città del Capo, sono percorse da un detto: "Vivere con l’Hiv, morire con la tubercolosi", che riassume la vita in questa zona, in cui una persona su tre è sieropositiva e le infezioni derivanti dal virus Hiv rappresentano la principale causa di morte. [GB]

 

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