Benvenuto 2018! Appunti per un’agenda di pace

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Bandiera della pace e della nonviolenza - Foto: Pasquale Pugliese

E’ iniziato il nuovo anno. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio di fine anno rivolto agli italiani, ha ricordato che il 4 marzo prossimo si voterà per eleggere le nuove Camere. “Le elezioni – ha detto Mattarella – aprono, come sempre, una pagina bianca: a scriverla saranno gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese”. Con il Capo dello Stato anche noi auspichiamo “un'ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese”, soprattutto i giovani. 

Il Presidente della Repubblica nel suo messaggio ha inoltre affermato che oggi “assistiamo al riaffacciarsi della corsa all’arma nucleare”: un pericolo reso ancor più attuale dall’annuncio di ieri del leader nordcoreano Kim Jong-un della volontà “di produrre testare nucleari e missili balistici ed accelerare il loro dispiegamento”. In un contesto internazionale sempre più fosco, il Presidente Mattarella ha voluto evidenziare che “Non dobbiamo smarrire la consapevolezza di quel che abbiamo conquistato: la pace, la libertà, la democrazia, i diritti”.

Proprio pensando a questi valori che – come ha ricordato Mattarella – “non sono condizioni scontate, né acquisite una volta per tutte” e per offrire il nostro contributo alla democrazia che “vive di impegno nel presente, ma si alimenta di memoria e di visione del futuro” affacciandoci al nuovo anno vogliamo ripresentare ai nostri lettori dodici notizie pubblicate l’anno scorso sul nostro portale e su quelli di siti amici. Possono costituire una piccola guida, un pro-memoria, anche per le associazioni impegnate nella cooperazione internazionale, nella solidarietà, nel volontariato, per la pace e per il disarmo, per definire un’agenda programmatica da presentare ai partiti in vista delle prossime elezioni e per nuove azioni a livello locale e nazionale. Buona lettura a tutti e… Buon Anno, insieme sui sentieri di giustizia, solidarietà e di pace!

“La legge è bloccata in Senato da un anno, un ritardo esagerato. Ho amici che sono nati qui e che dopo 30 anni di vita in Italia non hanno ancora la cittadinanza, magari solo per un permesso di soggiorno scaduto” racconta a Unimondo il giovane Youness Warhou, 22 anni, in Italia da quando ne aveva 14. Lui stesso, nonostante abbia fatto tutte le scuole superiori e oggi sia iscritto all’università (Ingegneria gestionale), attualmente vive ancora nella sua Reggio Emilia con il permesso di soggiorno. “Mi sento italiano perché ovviamente ho costruito la mia vita qui, sono cresciuto qui, la lingua che parlo è l’italiano, partecipo attivamente alla vita sociale e m’interesso alla politica italiana – spiega – eppure non sono ancora cittadino perché la legge attuale me lo impedisce”. Una condizione che gli ha precluso tante opportunità, dai viaggi studio all’estero, all’Erasmus…  (Anna Toro - 9 gennaio 2017)

“Un’operazione ideologico-culturale e, adesso, politica per incentivare la diffusione delle armi”. Così Rete Italiana per il Disarmo, Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere di Brescia e 26 associazioni vicentine in un comunicato hanno definito la tre giorni fieristica HIT Show che si è conclusa ieri a Vicenza. Promossa da Italian Exhibition Group (IEG) – ente di cui i principali azionisti sono Enti pubblici (principalmente i Comuni e le Province di Rimini e di Vicenza e la Regione Emilia Romagna) – e da ANPAM  tra cui il Comune di Rimini e la Provincia di Vicenza e la Regione Emilia Romagna – e da ANPAM (Associazione nazionale produttori di armi e munizioni), la manifestazione vicentina espone in fiera armi di tutti i tipi, tranne quelle “da guerra”: fucili sovrapposti e da tactical hunter, carabine e pistole per il tiro sportivo, fucili semi-automatici, pistole d’ordinanza e fucili a pompa, rivoltelle a tamburo e fucili modulari “per la difesa abitativa” (sic!) e quelli per il tiro dinamico, fino alle repliche di armi antiche… (Giorgio Beretta - 14 febbraio 2017)    

Siamo stati tra i primi a documentarlo con vari articoli per Unimondo. Ma adesso a certificarlo sono le Nazioni Unite. Lo scorso 27 gennaio è stato infatti trasmesso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il “Rapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemen” che dimostra il ritrovamento, a seguito di due bombardamenti a Sana’a nel settembre 2016, di più di cinque “bombe inerti” sganciate dall’aviazione saudita contrassegnate dalla sigla “Commercial and Government Entity (CAGE) Code A4447”. Quest’ultima è riconducibile all’azienda RWM Italia S.p.A. del gruppo tedesco Rheinmetall, con sede legale in via Industrale 8/D a Ghedi, in provincia di Brescia. I bombardamenti sulle aree civili sono espressamente vietati dalle convenzioni internazionali e pertanto – affermano gli esperti – queste azioni militari «may amount to war crimes» («possono costituire crimini di guerra»)... (Giorgio Beretta - 31 marzo 2017)  

Nei prossimi giorni in Parlamento si discuteranno alcune proposte di modifica delle normative attinenti alla legittima difesa. Al riguardo, l’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (OPAL) ritiene che non è in alcun modo ammissibile l’assunto secondo cui “la difesa è sempre legittima” e ribadisce che la potestà punitiva appartiene esclusivamente allo Stato che deve garantire le misure idonee a salvaguardare la sicurezza della collettività anche al fine di prevenire forme di “giustizia privata”. OPAL evidenzia la necessità adeguati controlli sulla disponibilità delle medesime e che una rigorosa revisione delle normative sul porto d’armi potrebbe rappresentare anche l’occasione per un effettivo censimento delle armi regolarmente detenute in Italia… (Opal Brescia - 22 aprile 2017) 

Si è tenuto a Trento venerdì 12 maggio scorso il nono appuntamento con il seminario della Carta di Trento, organizzato da Fondazione Fontana Onlus e promosso in collaborazione con numerose associazioni impegnate nel settore della cooperazione internazionale. Sono stati affrontati argomenti rilevanti per una lettura consapevole delle buone (e a volte anche delle cattive) prassi della cooperazione internazionale, che si trova a doversi confrontare con un fenomeno globale in continua evoluzione, costantemente in equilibrio tra logiche emergenziali, assistenzialistiche e tentativi di empowerment. Si pensi che solo nel 2015 le persone migranti hanno superato i 244 milioni, e di questi circa 65 milioni sono persone in fuga. La Carta di Trento si conferma un importante contributo per non perdere di vista questioni cruciali… (Anna Molinari - 16 maggio 2017)  

Lo sa, ma non lo dice in pubblico. Eppure è stata la miglior performance del suo governo. Matteo Renzi ha raggiunto un primato storico di cui però, stranamente, non parla: ha sestuplicato le autorizzazioni per esportazioni di armamenti. Dal giorno del giuramento (22 febbraio 2014) alla consegna del campanellino al successore (12 dicembre 2016), l’esecutivo Renzi ha infatti portato le licenze per esportazioni di sistemi militari da poco più di 2,1 miliardi ad oltre 14,6 miliardi di euro: l’incremento è del 581% che significa, in parole semplici, che l’ammontare è più che sestuplicato. Una vera manna per l’industria militare nazionale, capeggiata dai colossi a controllo statale Leonardo (Ex Finmeccanica) e Fincantieri. E’ tutto da verificare, invece, se le autorizzazioni rilasciate siano conformi ai dettami della legge n. 185 del 1990 e, soprattutto, se davvero servano alla sicurezza internazionale e del nostro paese… (Giorgio Beretta  - 5 giugno 2017) 

L'Italia va in fumo, il fuoco sta bruciando anche quest'anno, ma con una voracità mai vista, migliaia di ettari di bosco. Gli italiani assistono impotenti a questa distruzione, in parte dolosa, in parte, probabilmente dovuta al clima torrido effetto dei mutamenti climatici in atto. Eppure i nostri vigili del Fuoco e la Protezione Civile fanno il possibile. Nel 2017 a metà di luglio da inizio anno i Canadair hanno compiuto oltre mille missioni per contribuire a spegnere molti dei ventiduemila gli incendi. Nel 2016 sono andati in fumo 58mila ettari di boschi, il 40% in più rispetto al 2015. E nei primi mesi del 2017 le richieste di intervento delle Regioni alla flotta aerea dello Stato sono aumentate "al punto da risultare la stagione invernale più complicata dal 2004, dopo il 2012". Già, Protezione Civile e Vigili del Fuoco fanno il possibile. Ma con quali mezzi?... (Elio Pagani - 19 luglio 2017)  

Sconfiggere la fame e la povertà, garantire la salute e un’istruzione di qualità per tutti, eliminare le diseguaglianze, promuovere un utilizzo responsabile delle risorse del pianeta. Sono solo alcuni degli Obiettivi di sviluppo sostenibile sanciti dall’Agenda 2030 dell’Onu sottoscritta esattamente due anni fa da 193 Paesi. Traguardi certo ambiziosi che gli Stati si sono impegnati a perseguire per contribuire allo sviluppo globale, promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente. Tra i paesi che hanno sottoscritto l’impegno vi è anche l’Italia, che però sarebbe ancora ben lontana anche solo dall’imboccare il binario giusto verso la meta: “Nonostante i progressi compiuti in alcuni campi nel corso degli ultimi anni, l’Italia non è in una condizione di sviluppo sostenibile” – ha commentato Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), durante la presentazione del Rapporto ASviS 2017 avvenuta a fine settembre. (Anna Toro - 5 ottobre 2017)   

Una delegazione di Rete italiana per il Disarmo e Campagna Senzatomica ha accompagnato Susi Snyder, membro del Comitato di coordinamento internazionale della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) recente vincitrice del premio Nobel per la Pace, alla Camera dei Deputati per un incontro ufficiale. Il supporto internazionale al percorso di disarmo nucleare iniziato alle Nazioni Unite è stato calato nel contesto italiano con la richiesta che il nostro Paese inizi un percorso che possa condurre l'Italia e i suoi partner europei all'interno del novero dei Paesi firmatari del Trattato. “In questo senso continua la mobilitazione ‘Italia Ripensaci’ lanciata dalle nostre organizzazioni che vedrà numerosi appuntamenti e azioni nelle prossime settimane in tutta Italia”. (Campagna Ican – 10 ottobre 2017) 

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le città d’Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze. Affinché il 4 novembre, anniversario della fine dell’ “inutile strage” della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l’impegno affinché non ci siano mai più guerre, mai più uccisioni, mai più persecuzioni. La Campagna vuole aprire un confronto pubblico per ridefinire i concetti di difesa, sicurezza, minaccia, dando centralità alla Costituzione che “ripudia la guerra” (art. 11), afferma la difesa dei diritti di cittadinanza ed affida ad ogni cittadino il “sacro dovere della difesa della patria” (art. 52).  (Movimento Nonviolento – 4 novembre 2017) 

Il 27 ottobre 2017 scorso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto alle Camere, a norma dell'art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge: "Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo. Dopo un iter travagliato durato 7 anni dalla sua prima presentazione in Senato (2010)  la proposta di legge recante è stata votata definitivamente alla Camera dei Deputati  con 389 favorevoli su 393 presenti  0 contrari 3 astenuti. “E’ necessario approvare la legge entro questa legislatura – dichiara Santina Bianchini presidente della Campagna Italiana Contro le Mine onlus. Attendiamo un segnale di volontà politica del Parlamento”.  (Francesco Vignarca – 7 novembre 2017) 

La proposta tende allo sbocco legislativo, oltre che culturale, politico e finanziario, per assolvere al dovere costituzionale di difesa della Patria (art. 52) nell’ottemperanza del ripudio della guerra (art. 11) e prevede la costituzione del “Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta” con i compiti di difendere la Costituzione, di predisporre piani per la difesa civile, non armata e nonviolenta, curandone la sperimentazione e la formazione della popolazione, di svolgere attività di ricerca per la pace, il disarmo, la riconversione civile dell’industria bellica, di favorire la prevenzione dei conflitti armati, la riconciliazione, la mediazione, la promozione dei diritti umani, la solidarietà internazionale e l’educazione alla pace… (Campagna "Un'altra difesa è possibile" – 15 dicembre 2017)

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