Tubercolosi multiresistente: via libera all’antibiotico generico

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Phumeza Tisile - Foto: Msfaccess.org

Lo scorso mese di maggio la ventitreenne sudafricana Phumeza Tisile, sopravvissuta a una delle peggiori forme di tubercolosi multiresistente e co-autrice del Manifesto di Medici Senza Frontiere (MSF) Curami, Salvami (che ha raccolto più di 53.000 firme in tutto il mondo), ha viaggiato da Khayelitsha, vicino Cape Town, a Ginevra per partecipare alla 67° Assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) che ha approvato un piano globale ventennale contro la tubercolosi che mira a ridurre i decessi del 95% e i nuovi casi del 90% entro il 2035.  Le solite promesse buone per le Nazioni Unite, meno per i malati, è stato il mio primo pensiero. Ma non è così, non questa volta!

Durante l’Assemblea Phumeza ha partecipato a una riunione organizzata da MSF e dall’WHO per individuare le azioni più urgenti per migliorare la diagnosi e il trattamento per la tubercolosi multiresistente ai farmaci, ed è intervenuta descrivendo il suo “infernale e personale percorso di cura” rilanciando l’appello “per avere subito nuovi trattamenti più brevi, meno tossici, più economici e più efficaci”. Solo dopo tre anni di trattamento e l’appoggio di MSF, infatti, Phumeza è riuscita a guarire entrando in quell’esiguo 13% di pazienti con tubercolosi resistente ai farmaci ad aver vinto questa forma di malattia, ma ha dovuto assumere più di 20.000 pillole e come effetto della tossicità della cura è rimasta priva dell’udito in modo permanente. Adesso, anche grazie alla presa di posizione forte del WHO, qualcosa è cambiato, visto che finalmente dopo una lotta durata tre anni, MSF ha annunciato il 4 luglio scorso un primo importante passo verso l’eliminazione di questa malattia ricevendo l’approvazione, da parte dell’Agenzia Sudafricana per il Controllo dei Farmaci (MCC), all’importazione di una versione generica molto più economica di un antibiotico essenziale per curare le persone affette da tubercolosi resistente ai farmaci.

Sebbene il Linezolid (questo il nome del farmaco generico) non sia stato ancora registrato in Sud Africa, MSF ha ottenuto il permesso di importarlo dopo aver presentato una regolare richiesta all’MCC in base alla Sezione 21 della Legge 101 del 1965 sul Controllo dei farmaci e sostanze correlate, che autorizza in via eccezionale la vendita di farmaci non registrati per usi, scopi e durata determinati. Con l’approvazione dell’Agenzia, MSF può ora importare la prima versione anti tubercolosi generica, ma di qualità, approvata dalle autorità di controllo del Regno Unito a un prezzo di 8 dollari per compressa, una riduzione di prezzo dell’88% rispetto al prodotto di marca. MSF utilizza il Linezolid sin dal 2011, in particolar modo nell’area di Kayelitsha, per trattamenti individualizzati rivolti a pazienti affetti da questa particolare forma di tubercolosi. In questi casi il farmaco veniva comprato al prezzo di mercato, ovvero più di 700 Rand sudafricani (circa 65 dollari) per ogni compressa da 600 mg. Ma il Linezolid è solo uno dei tanti farmaci di una terapia molto complessa e il costo totale a paziente degli oltre due anni di trattamento può superare i 520.000 Rand sudafricani (49.000 dollari).  “Il prezzo elevato del prodotto di marca assorbiva circa il 10% dell’intero budget annuale delle operazioni di MSF per progetti di HIV e TBC a Kayelitsha, limitando seriamente il numero di pazienti cui potevamo offrire il Linezolid” ha aggiunto Jennifer Hughes, medico di MSF specializzato in tubercolosi. 

MSF cura la tubercolosi da più di 30 anni, e negli ultimi anni ha riscontrato un allarmante aumento della tubercolosi multiresistente. Anche per questo “Ottenere l’approvazione all’utilizzo del Linezolid generico è un passo importante e garantirà un più ampio accesso alle cure per i pazienti affetti da tubercolosi multiresistente in tutto il Sud Africaha spiegato Hughes. “Altri operatori sanitari, incluso il Dipartimento Nazionale della Salute, potrebbero intraprendere azioni simili. Questo permetterebbe loro di  contenere i costi e di offrire il farmaco a un numero maggiore di pazienti, nel rispetto delle linee guida e dei protocolli nazionali per il trattamento della tubercolosi”. Sebbene questa versione del Linezolid generico sarà disponibile per il momento solo per i pazienti di MSF a Kayelitsha, l’Agenzia per il Controllo dei Farmaci sta verificando la possibilità di registrare il prodotto in Sud Africa, una soluzione che consentirebbe l’approvvigionamento a prezzi concorrenziali su scala nazionale ai pazienti affetti da tubercolosi multiresistente che potrebbero così avere accesso al trattamento anche attraverso il servizio pubblico.

Questa decisione arriva in contemporanea con il tentativo del Dipartimento del Commercio e dell’Industria del Sud Africa di cambiare in meglio le leggi del paese sulla proprietà intellettuale. “La riforma delle leggi che regolano la proprietà intellettuale - ha spiegato Julia Hill, Advocacy Officer per la Campagna per l’Accesso ai Farmaci di MSF - aiuterebbero a controllare i costi dei farmaci prevenendo i monopoli dei brevetti, per questo auspichiamo la rapida finalizzazione di una politica nazionale sulla proprietà intellettuale che promuova l’accesso ai farmaci a basso costo, così da evitare che lunghe battaglie come quella per il Linezolid generico si ripetano per altri farmaci salva-vita”. “Il Linezolid è stato il farmaco che mi ha aiutato a sconfiggere la tubercolosi resistente ai farmaci” ha raccontato Phumeza che è stata la prima paziente affetta da tubercolosi multiresistente ai farmaci curata da MSF a Kayelitsha. Un passo importante, ma non basta: “Altri pazienti non hanno avuto accesso al Linezolid e non sono sopravvissuti. Abbiamo bisogno di nuovi farmaci efficaci disponibili a prezzi accessibili per offrire migliori opportunità di guarigione a un numero maggiore di pazienti, perché i trattamenti per la tubercolosi multiresistente che abbiamo attualmente sono inefficaci” ha spiegato Phumeza. Adesso, con il benestare dell’Assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il lungo e faticoso viaggio di Phumeza e MSF per rendere la tubercolosi multiresistente una priorità globale forse è ad una svolta decisiva.

Alessandro Graziadei

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