Lebbra: Giornata mondiale in nome della dignità e bellezza di ogni persona

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Il manifesto della Giornata - Foto: Aifo

Si è celebrata ieri la 57a 'Giornata mondiale dei malati di lebbra'. Promossa dalla Chiesa cattolica è diventata un appuntamento internazionale: fu istituita da Raoul Follereau nel 1954 ed è oggi ufficialmente riconosciuta dalle agenzie dell'Onu.

In Italia sono state numerose le iniziative promosse dall'Aifo attraverso per la giornata che ha voluto soprattutto richiamare all'attenzione sulla dignità e bellezza di ogni persona. "Ogni persona è portatrice di una bellezza che costituisce l'essenza della nostra umanità" - sottolinea il comunicato dell'Aifo. "La lebbra è una malattia carica di simbolismo, anche per questo: priva la persona della sua armonia esteriore, e induce chi osserva a considerare il malato mutilato della sua stessa dignità umana".

La lebbra, o meglio il "morbo di Hansen" o "Hanseniasi" è una malattia da cui oggi si può guarire con facilità grazie ai farmaci, ma che colpisce ancora oltre 250mila persone ogni anno nel mondo. "Un problema - sottolinea l'Aifo - ignorato dai mass media perché lontano dalla nostra vita di ogni giorno, e tuttavia ancora drammaticamente attuale; un male che ancor più delle altre malattie dimenticate testimonia la condizione di povertà estrema, la privazione dei più elementari diritti sociali e sanitari che colpisce gran parte dell'umanità".

Le Nazioni Unite hanno trattato il tema della discriminazione affrontata dalle persone colpite dalla lebbra, che può includere i membri della famiglia. Il Comitato Consultivo del Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani sta definendo un complesso di "Linee Guida e di Principi che saranno sottoposti alla 15° Sessione del Consiglio per i Diritti Umani" nel settembre 2010. "Questo sarà fatto in stretta collaborazione con tutti gli attori principali, compresi i Membri dell'ILEP, scienziati, esperti medici, e persone colpite dalla lebbra" -afferma l'Aifo.

La libertà dalla discriminazione e la promozione dell'equità e delle uguali opportunità per le persone colpite dalla lebbra sono anche elementi potenti nella Strategia Globale dell'OMS per la riduzione dell'impatto della lebbra tra il 2011 e il 2015. Tale Strategia afferma: "sforzi costanti dovrebbero essere fatti per assicurare che gli atteggiamenti discriminatori, derogatori e di negazione della dignità nei confronti di persone affette dalla lebbra siano evitati da tutti".

Nei paesi che hanno registrato più di 1000 nuovi casi di lebbra nel 2008, che insieme ammontano al 94% dei nuovi casi, la Giornata mondiale dei malati di lebbra è stata un'occasione per una celebrazione reale di tutti coloro che sono colpiti dalla lebbra, come persone che contribuiscono nel loro modo peculiare alla vita della comunità e della società. Si tratta dei seguenti diciassette paesi: Angola, Bangladesh, Brasile, Cina, Repubblica Democratica del Congo, India, Etiopia, Indonesia, Madagascar, Mozambico, Myanmar, Nepal, Nigeria, Filippine, Sri Lanka, Sudan e la Repubblica Unita di Tanzania.

La sensibilizzazione è infatti uno degli elementi chiave delle nuove "Linee Guida e Principi per l'eliminazione della discriminazione contro le persone affette dalla lebbra e le loro famiglie". Anche quest'anno i volontari dell'Aifo hanno promosso la distribuzione del Miele della Solidarietà, allestendo banchetti in centinaia di piazze italiane e coinvolgendo altre associazioni, istituzioni, cittadini. L'iniziativa intendeva sensibilizzare la popolazione nei confronti della lebbra e dei temi legati allo sviluppo socio-sanitario nei Paesi a basso reddito, e a raccogliere fondi a favore dei progetti promossi dall'Aifo per la cura dei malati di lebbra. Il miele utilizzato proviene da piccoli produttori delle aree rurali della Croazia attraverso il circuito del Commercio equo e solidale.

Tra le iniziative organizzate per la Giornata mondiale grande importanza hanno assunto gli incontri di sensibilizzazione presso scuole, parrocchie ed altre istituzioni svolti in tutta Italia dai Testimoni della Solidarietà, persone direttamente impegnate nei progetti dell'Aifo all'estero, che per l'occasione si fanno promotrici di consapevolezza presso la società civile.

L'AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau) è nata nel 1961 dall'azione di gruppi spontanei di volontari mobilitatisi nella lotta contro la lebbra e contro tutte le lebbre, cioè contro le forme più estreme di ingiustizia ed emarginazione. Mantiene la sua dimensione popolare attraverso la presenza di decine di gruppi in tutta Italia e centinaia di volontari. Tra i suoi specifici ambiti d'intervento vi sono la prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette dal morbo di Hansen; interventi di sanità di base volti a garantire i servizi di base alle popolazioni delle aree più povere del pianeta. Di particolare rilevanza i progetti di riabilitazione e reinserimento sociale per persone con disabilità realizzati attraverso l'approccio della Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC) e gli interventi per bambini in grave difficoltà che vivono condizioni di infanzia negata. [GB]

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