L’Aids arretra, le sfide restano. On line

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Lady Gaga ha scelto la morte digitale. Scopo: raccogliere un milione di dollari da devolvere all’associazione Keep a Child Alive che sostiene le famiglie dei bambini malati di Aids. È una delle iniziative in occasione della giornata mondiale della lotta all’Aids, che si celebra in tutto il mondo il primo dicembre. CCosì hanno fatto anche Justin Timberlake e Alicia Keys: aderendo al “Digital Life Sacrifice” sono spariti dai social nework, in particolare Facebook e Twitter, dove hanno milioni di fan. “Resusciteranno” nel mondo digitale solo quando le donazioni per sostenere al progetto di Keep a Child Alive avranno raggiunto il milione di dollari.

Diminuite le infezioni - Il 2011 è un anno importante nella lotta al virus: per la prima volta da quando è comparsa la malattia, circa trent’anni fa, il numero delle nuove infezioni è sceso. L’ultimo rapporto di Unaids dice che dal 1999 a oggi le nuove contaminazioni sono diminuite di un quinto (il 19%) raggiungendo i 2,6 milioni nel 2009.

“Meno persone sono state contagiate dall'Hiv” ha detto il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon in occasione della Giornata mondiale. “Milioni di persone hanno ottenuto accesso ai trattamenti Hiv. Più donne hanno oggi la possibilità di prevenire il contagio dell'Hiv dei loro bambini”. “Abbiamo raggiunto finalmente la prima parte del sesto Obiettivo del Millennio, bloccando e invertendo la tendenza legata alla diffusione dell’Hiv” ha annunciato il numero uno dell’Onu.

Ma il rapporto di Unaids evidenzia che bisogna tener presente l’entità della sfida che, anche considerando i leggeri progressi, resta enorme: sono 33,3 milioni le persone che vivono nel mondo con l'Hiv. E secondo un rapporto di Action Aid International le persone sottoposte ai trattamenti sono solo un terzo di quante ne avrebbero urgentemente bisogno.

Il nuovo obiettivo - In occasione di questo primo dicembre, l’Onu ha fissato un nuovo traguardo, la realizzazione dei “tre zeri”: zero nuove infezioni da Hiv, zero discriminazione e zero decessi per Hiv. “Il nostro obiettivo comune è chiaro” ha detto Ban Ki-moon, “fornire accesso universale alla prevenzione dell'Hiv, cure, assistenza e sostegno.

Il prossimo anno segnerà il 30esimo anniversario dell'epidemia Aids, “un traguardo che offre un momento per riflettere e rinnovare la nostra determinazione” ha detto il segretario generale dell’Onu .

"Negli ultimi decenni l'Aids ha causato indicibili sofferenze e morte” ha sottolineato Ban. “Ma c'è un'altra storia che si è dispiegata nel corso degli anni, quella della comunità globale che si è unita con passione per intervenire e salvare vite umane. Questi sforzi stanno facendo una reale differenza in tutto il mondo".

I numeri - In totale sono 33,3 milioni le persone che vivono nel mondo con l'Hiv, 2,5 milioni sono minori di 15 anni e 2,6 milioni quelle che hanno contratto il virus nel 2009 (di cui 370 mila bambini), una cifra in diminuzione rispetto ai 3,1 milioni del 1999. Scendono anche i decessi: erano 2,1 milioni nel 2004 e ne sono stati registrati, indicativamente, 1,8 milioni nel 2009, tra questi 260 mila minori di 15 anni. Il rapporto rivela che l'incidenza del virus è diminuita dal 2001 al 2009 del 25% in 22 paesi subsahariani ed anche in India e nel sud est asiatico. Rimane invece stabile negli Usa e nell'Europa centrale ed occidentale mentre cresce di oltre il 25% in Russia ed in diverse altre repubbliche ex-sovietiche.

Le iniziative: In Italia Anlaids, Arcigay, Lila e Nadir hanno presentato un documento al governo chiedendo azioni concrete a sostegno di chi vive con l’Hiv, istituzione di organismi in grado di monitorare il reale andamento dell’epidemia in Italia, nuove e più incisive iniziative di prevenzione e un sostegno non saltuario alla ricerca.

L’ong Action Aid International ha presentato “Ogni promessa è debito: l’Italia e la lotta all’AIDS”, rapporto che analizza il ruolo dell’Italia nella lotta all’Aids rispetto a due elementi fondamentali: le risorse e il rafforzamento dei sistemi.

“Cinque milioni di persone sono state sottoposte al trattamento anti-retrovirale, una crescita di 12 volte negli ultimi 5 anni. Ma non dobbiamo farci ingannare”, afferma Marco Simonelli, curatore del rapporto. “Sebbene le risorse impegnate dalla comunità internazionale dei donatori siano raddoppiate negli ultimi 4 anni, rimane ancora elevata la distanza tra le risorse disponibili e quelle necessarie per combattere la pandemia. Nel corso del 2010, inoltre, lo sforzo fatto per aumentare le risorse si è interrotto a causa della crisi economica globale”.

“Secondo le Nazioni Unite il 2010 sarebbe dovuto essere l’anno del raggiungimento dell’accesso universale alle cure per HIV/AIDS. In realtà, le persone sottoposte ai trattamenti sono solo un terzo di quante ne avrebbero urgentemente bisogno” denuncia l’ong.

Cesvi, ong attiva con progetti di lotta all’Aids soprattutto in Africa, ha scelto quest’anno di testare le conoscenze dei giovani italiani su questo argomento attraverso il "Virus Free Test", un quiz preparato da esperti di tematiche legate al virus e alla sua diffusione, sia in Italia sia nei Paesi in via di Sviluppo, con l’obiettivo di fornire informazioni sull’HIV/AIDS sconfiggendo stereotipi e pregiudizi. L’obiettivo? Stimolare nei giovani la curiosità e la voglia di documentarsi sui rischi e sulle possibili risposte relative all’endemia. Saranno gli studenti del SISM, Segretariato Studenti di Medicina - che supporta Cesvi da anni, a sottoporre il test ai giovani nella giornata del 1° dicembre in 32 piazze italiane.

Emanuela Citterio

 

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