MSF: crisi umanitarie sempre più 'dimenticate' dai TG

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Il rapporto di MSF sulle 'crisi dimenticate' dai media

Un preoccupante calo delle notizie delle principali edizioni dei telegiornali RAI e Mediaset sulle crisi umanitarie che passano dal 10% del totale delle notizie del 2006 all'8% del 2007 e nessuna traccia della Repubblica Centrafricana, dove la popolazione è intrappolata nella morsa degli scontri tra gruppi armati. E' quanto segnala il recente rapporto di Medici Senza Frontiere sulle "Crisi umanitarie dimenticate dai media", un'analisi elaborata con l'Osservatorio di Pavia. Le dieci crisi umanitarie identificate da MSF come le più ignorate sono: Somalia, Zimbabwe, tubercolosi, malnutrizione infantile, Sri Lanka, Repubblica Democratica del Congo, Colombia, Myanmar, Repubblica Centrafricana e Cecenia.

"Alla malnutrizione, che ogni anno uccide 5 milioni di bambini sotto i 5 anni, sono state dedicate solo 18 notizie, la maggior parte delle quali in relazione a generici appelli del Papa conto la fame nel mondo e alla campagna "Il Cibo non Basta" di MSF per promuovere l'utilizzo degli alimenti terapeutici pronti all'uso per combattere la malnutrizione infantile. All'Aids che uccide due milioni di persone ogni anno, 54 notizie. Alla malaria, che ne causa una ogni 3 secondi, solamente 3" - segnala il rapporto.

Altrettanto preoccupante è la tendenza dei TG a dare notizia di queste crisi solo in presenza di "raccolta fondi" o per la mobilitazione di attori e personaggi del mondo dello spettacolo. Un esempio è quello del Darfur, dove il conflitto tra il governo del Sudan e i diversi gruppi di opposizione armata ha provocato lo sfollamento di oltre due milioni di persone dal 2004, che ha visto una copertura mediatica maggiore rispetto al 2006 ma le notizie erano soprattutto relative a iniziative di raccolta fondi e alle brevi visite di divi di Hollywood e dell'attore George Clooney.

Un'altra tendenza già riscontrata nei precedenti rapporti è quella, da parte dei nostri media, di parlare di contesti di crisi solo laddove riconducibili a eventi o personaggi italiani o comunque occidentali. Emblematici in questo senso sono la crisi in Somalia, cui si fa riferimento soprattutto in occasione di vertici politici cui partecipa il governo italiano o dell'omicidio di Ilaria Alpi; la guerra in Sri Lanka di cui si parla esclusivamente in occasione del ferimento dell'ambasciatore italiano; la Colombia che entra nell'agenda dei notiziari soprattutto per il sequestro di Ingrid Betancourt, in questo paese il conflitto tra governo, gruppi guerriglieri come FARC e ELN e gruppi paramilitari ha provocato la fuga di oltre 3 milioni di persone, portando la Colombia al terzo posto tra i paesi con il più alto numero di sfollati dopo Repubblica Democratica del Congo e Sudan. Alla tubercolosi, che ogni anno provoca due milioni di vittime, e a cui nel 2006 erano state dedicate solo tre notizie, nel 2007 i TG hanno dedicato 26 notizie, di cui tuttavia ben 15 sulla vicenda di un americano affetto da una forma di tubercolosi resistente ai farmaci che viaggiava in aereo tra Stati Uniti ed Europa.

"È spesso difficile, in Italia ma anche nel resto del mondo, raccontare le vite e le sofferenze dei milioni di persone che incontriamo e curiamo ogni anno in oltre 65 paesi del mondo" - afferma Kostas Moschochoritis, direttore di MSF Italia. "È quindi importante che i media si impegnino per informare sulla realtà dei tanti contesti di crisi nel mondo perché raccontare significa sollevare problemi che altrimenti resterebbero nascosti e richiamare alle proprie responsabilità nei confronti delle popolazioni in pericolo i governi e le istituzioni. Ed è importante anche perché i cittadini italiani hanno il diritto di essere informati sulle tante crisi umanitarie, perché non è vero, come viene spesso affermato, che queste non interessano: lo dimostrano le centinaia di migliaia i cittadini italiani che, attraverso le loro donazioni, contribuiscono all'azione di MSF per aiutare popolazioni spesso dimenticate, e i 30mila italiani che lo scorso anno hanno aderito alla campagna di MSF "Dimmi di Più" chiedendo un'informazione più attenta alle crisi umanitarie".

Insieme al rapporto sulle crisi dimenticate, MSF ha presentato alla stampa il libro "Non tornerò col dubbio e con il vuoto", una raccolta di testimonianze di alcuni degli oltre 150 italiani che ogni anno partono come operatori umanitari di Medici Senza Frontiere dalle tante crisi umanitarie (guerre, epidemie, catastrofi naturali) degli ultimi anni: dallo Tsunami alle crisi nel Darfur e in Repubblica Democratica del Congo, dal terremoto in Pakistan alle guerre in Afghanistan, in Colombia e in Uganda; dalle pandemie di AIDS in Africa e in Asia alle violenze in Liberia e in Haiti. [GB]

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