La malaria? Si può vincere… parola di George Clooney

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George Clooney in Sudan - Foto: ©Tim Freccia

La malaria può essere risolta in dieci giorni. Ne è la prova l’attore americano Clooney. “George è guarito dalla malaria che ha contratto mentre era in Sudan la prima settimana di gennaio - ha detto il suo portavoce. E’ stata la seconda volta. Questo dimostra che con le opportune medicazioni, la più letale malattia del continente africano può essere risolta in dieci giorni”. Il 49enne protagonista di Ocean’s eleven, figlio del grande giornalista Tv Nick Clooney, ha visitato il Sudan in occasione del referendum sull’autodeterminazione del Sud (9-15 gennaio), con l’obiettivo di far accendere i riflettori su questo Paese che sta cercando di uscire da una ventennale guerra civile.

È proprio in Sudan che George ha contratto la malaria. Durante l’intervista tv in cui l’ha dichiarato è riuscito a scherzarci su, dicendo che le zanzare che gli hanno inoculato il virus «saranno state forse al servizio di Al Bashir», il presidente del Sudan. Non sono state altrettanto fortunate le 781mila persone che nel 2009, secondo i dati più recenti dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono morte di malaria. La malattia, causata dal parassita Plasmodium, è trasmessa dal morso di zanzare infettate e colpisce fino al 10% della popolazione mondiale uccidendo circa un milione di persone l’anno, in modo particolare donne incinte e bambini.

Sul fronte della lotta alla malattia molti progressi sono stati fatti, sia sul fronte della prevenzione che della ricerca. «In Eritrea, Ruanda, Zambia, Zanzibar e Sao Tome e Principe le morti a causa della malaria sono crollate del 50%, grazie soprattutto alla diffusione delle zanzariere e alle campagne di sensibilizzazione» afferma Kristina Köning, della campagna Stop Malaria Now, creata da un consorzio di dieci ong europee, africane e statunitensi.

Un’altra recente buona notizia è il successo della sperimentazione in Africa del primo vaccino contro la malaria. Secondo la rivista “The Lancet” i risultati dello studio di fase II condotto sui bambini in Kenya e Tanzania hanno mostrato una protezione a 15 mesi del 46 per cento, giudicata molto positiva dagli scienziati coinvolti. Quali passi allora mancano per vincere la battaglia contro la malaria? “La barriera più alta è l’insufficienza di fondi, insieme alla debolezza dei sistemi sanitari nei Paesi dove la malattia è presente” - afferma la Köning.

Sebbene l’ONU abbia proclamato il periodo 2001-2010 il decennio per combattere la malaria nei paesi in via di sviluppo, l’impegno effettivo dei paesi membri mostra tutt’altre intenzioni. Kofi Annan ha calcolato in 8 miliardi di dollari all’anno il denaro necessario per il fondo mondiale contro AIDS, tubercolosi e malaria, istituito durante il vertice del G8 a Genova. Ma per il momento i paesi più ricchi del mondo hanno promesso soltanto 1,9 miliardi di dollari.

Dall’Australia arriva una notizia che farà fare passi da gigante alla ricerca. Grazie ad un sistema di microscopia ad altissima risoluzione, gli scienziati sono riusciti per primi a catturare immagini dei parassiti della malaria mentre penetrano nelle pareti delle cellule dei globuli rossi umani e le invadono. La nuova tecnologia fornisce immagini su una scala molto più piccola dei normali microscopi luminosi e offre conoscenze inedite sul comportamento dell'infezione e sulle migliori maniere per combatterla. ''La svolta decisiva di questa tecnologia è di costruire un'immagine tridimensionale dei processi cellulari ad un'altissima risoluzione'', spiega Jake Baum dell'Istituto Walter and Eliza Hall di Melbourne, principale autore della ricerca pubblicata sulla rivista "Cell Host and Microbe".

E' possibile così catturare una visione dettagliata di ciò che avviene quando il parassita scava attraverso le cellule. Una volta entrato si moltiplica rapidamente, creando decine di nuove versioni che si diffondono nel flusso sanguigno della persona infettata, ormai febbricitante. ''Abbiamo ora una piattaforma per capire come opera il parassita e per capire come poter creare anticorpi contro la malaria, e quindi un vaccino che protegga dalla malattia ma allo stesso tempo permetta di sviluppare una risposta immunitaria'', aggiunge Baum. Grazie alle immagini, sarà inoltre possibile osservare nel dettaglio più preciso la maniera in cui il parassita reagisce a farmaci esistenti e sperimentali. Animazioni dettagliate del ciclo vitale del parassita, sia nelle zanzare che dentro le cellule umane, sono visibili su .

I lettori di Unimondo possono scaricare la nuova “Carta di Trento” per una migliore cooperazione internazionale incentrata sul sesto Obiettivo del millennio per combattere l’AIDS, la tubercolosi e, per l’appunto, la malaria.

E. Citterio e F. Pipinato

 

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