MSF: le industrie farmaceutiche rendano disponibili i brevetti dei farmaci anti-Hiv

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Farmaci bloccati dai brevetti - Foto: MSF

Nei giorni scorsi Medici Senza Frontiere ha chiesto alle nove maggiori compagnie farmaceutiche al mondo di rendere accessibili al più presto i nuovi farmaci contro l’HIV ai milioni di persone colpite dalla malattia, inserendo i loro brevetti in un patent pool che comprende una lista di farmaci chiave contro l’HIV.

La richiesta - che è possibile sottoscrivere online - è stata avanzata da MSF alle compagnie Abbott Laboratories, Boehringer Ingelheim, Bristol-Myers Squibb, Johnson & Johnson, Gilead Sciences, GlaxoSmithKline, Merck & Co, Pfizer e Sequoia Pharmaceuticals Molti dei prodotti che MSF, sulla base della propria esperienza sul campo, ha individuato come indispensabili all’iniziativa sono raccomandati all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’uso nei paesi in via di sviluppo.

Il patent pool è un meccanismo che permette la condivisione di un certo numero di brevetti detenuti da più soggetti e li rende disponibili agli altri membri del consorzio, che di conseguenza li possono produrre o sviluppare ulteriormente. I detentori ricevono le royalty da chi usa i loro brevetti. Questo meccanismo si è già rivelato uno strumento importante nella promozione e nello sviluppo dell’industria aeronautica e delle telecomunicazioni digitali.

"L’idea è semplice: alcune compagnie mettono in comune le loro conoscenze in cambio di un equo pagamento delle royalty" - spiega Michelle Childs, direttore delle relazioni istituzionali della Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali. "Eppure è un’idea che potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui le compagnie considerano la questione dell’accesso ai farmaci contro l’HIV, e potrebbe promuovere l’innovazione in un modo che rappresenta un’alternativa ai rapporti conflittuali del passato".

UNITAID, l’agenzia internazionale per l’acquisto dei farmaci, sta attualmente lavorando per costituire un patent pool per i farmaci contro l’HIV. Per il successo dell’iniziativa è indispensabile che le compagnie detentrici di brevetti accettino di partecipare facendo confluire i loro brevetti nel fondo comune.

"Aderire all’iniziativa è un atto volontario, che le compagnie possono scegliere o meno di compiere, ed è proprio questo che noi oggi chiediamo loro di fare" - continua Michelle Childs. “Per le compagnie questa è l’occasione di dimostrare che sono realmente interessate a trovare il modo di rendere i farmaci salvavita accessibili a tutte le persone colpite dall’HIV nei paesi in via di sviluppo. Alcune compagnie hanno mostrato un certo interesse verso questo progetto, ma a noi serve che facciano di più, che condividano cioè i brevetti dei loro farmaci-chiave facendoli confluire nel patent pool”.

Per chi è malato di HIV/AIDS questa iniziativa potrebbe avere un’importanza capitale. Il patent pool potrebbe accelerare la disponibilità di versioni più accessibili dei nuovi farmaci, dato che la produzione di versioni generiche di questi prodotti potrebbe iniziare ben prima dei 20 anni di validità del brevetto. Inoltre, le attuali restrizioni in termini di brevetti possono impedire ogni ulteriore sviluppo o perfezionamento dello stesso farmaco, per esempio una versione a uso pediatrico o le sempre più necessarie combinazioni a dose fissa.

“Questa iniziativa giunge in un momento cruciale,” sostiene il dottor Eric Goemaere, coordinatore medico di MSF per il Sud Africa. “Molti nostri pazienti infatti hanno sviluppato resistenza ai farmaci di prima linea e adesso dovrebbero passare ad altri più nuovi ed efficaci. Poiché questi o non sono disponibili, o sono troppo cari, i pazienti rischiano di essere nuovamente condannati a morire di AIDS in mancanza di prodotti alternativi”. MSF ha attualmente in cura più di 140mila pazienti affetti da HIV/AIDS in 30 diversi paesi nel mondo.

Nei giorni scorsi un rapporto presentato congiuntamente dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), Unicef e Unaids ha messo in evidenza che negli ultimi anni è migliorato l'accesso alle terapie antiretrovirali per la cura dell'Aids che nel 2008 hanno raggiunto oltre 4 milioni le persone nei Paesi a basso e medio reddito, ma almeno 5 milioni di persone che hanno contratto la malattia non hanno ancora accesso ai trattamenti e alle cure. [GB]

 

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