Italia: spiagge e fondali ripuliti da migliaia di volontari

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Foto: Facebook.com

Con la crisi economica che incombe vi sarà sempre più comunità e sempre meno municipalità? È possibile, visto che nonostante il maltempo che ha colpito gran parte d’Italia e costretto a rinviare al prossimo week-end diversi appuntamenti, tra venerdì 24 e domenica 26 maggio non sono stati degli esperti a parlare di ambiente astrattamente, ma dei semplici cittadini a ripulirlo concretamente. La campagna di Legambiente Spiagge e fondali puliti - Clean up the Med dedicata alla pulizia delle coste e organizzata tutti gli anni l’ultimo fine settimana di maggio, in concomitanza con i volontari di altri 21 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo (mare che rientra tra i 25 luoghi della terra a maggior concentrazione di forme di vita animale e vegetale e ospita il 20% di tutte le specie marine), è riuscita a raccogliere 25 tonnellate di rifiuti solo nel centinaio di località balneari dove, come previsto, si è potuto procedere alle pulizie straordinarie della costa del Belpaese. Ma i volontari di Legambiente non lasciano e anzi raddoppiano pensando di riuscire a fare un bottino complessivo di cinquanta tonnellate di immondizia da mettere insieme durante questo fine settimana lungo tutti quei litorali dove le operazioni sono state rimandate per il maltempo.

Un importante, ma non solitario, gesto collettivo di volontariato ambientale, che ha visto protagonisti migliaia di cittadini, grandi e piccoli, con il comune obiettivo di restituire a tutti coste e mare ripuliti dai rifiuti abbandonati nei fondali o risputati dal mare, mettendosi in gioco nel nome dei beni comuni. L’iniziativa, che in molti comuni ha visto coinvolte le scuole, è stata anche l’occasione per diffondere le buone pratiche di sostenibilità ambientale attraverso incontri, punti informativi e giochi di gruppo per i più piccoli. “Sono 24 anni che organizziamo Spiagge e fondali puliti - ha dichiarato la direttrice di Legambiente Rossella Muroni - e continueremo a portarla avanti, nella speranza che un giorno non troppo lontano non sia più necessario andare a raccogliere spazzatura gettata in mezzo alla natura, sui litorali o direttamente in mare. La partecipazione a questa campagna, che ha per altro, ormai, un respiro internazionale, è cresciuta con costanza, ma l’informazione e il coinvolgimento dei cittadini ancora non bastano. L’ignoranza di chi abbandona i rifiuti va combattuta ancora, con forza, così come i comportamenti illegali”.

Poche sorprese dalle tipologie di rifiuti raccolti. Sono le solite: mozziconi e filtri di sigarette in primis, seguiti da bottiglie, sacchetti e plastica in generale. Non mancano catrame, recipienti metallici e rifiuti ingombranti quali gli elettrodomestici, a pezzi o tutti interi. Un bottino simile a quello degli anni passati e in linea con i risultati degli studi internazionali più recenti sulla spazzatura in mare causata da “pesca illegale, discariche abusive, trasporto del greggio, oltre che all’incuria delle amministrazioni e dei cittadini” ha commentato la Muroni. Oltre all'esperienza dei volontari, anche diverse fonti concordano sul fatto che la plastica rappresenta ormai il principale rifiuto rinvenuto nei nostri mari, attestandosi secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep) sul 60-80% del totale dell’immondizia trovata nelle acque, con punte del 90-95% in alcune aree. Sono invece 500 le tonnellate di rifiuti in plastica che complessivamente galleggiavano nel Mediterraneo nell’estate 2010 secondo una ricerca dell’Istituto francese di ricerca sullo sfruttamento del mare (Ifremer) e dell’Università di Liegi, quando la concentrazione di frammenti plastici riscontrata a largo di Spagna, Francia e nord Italia “superava addirittura quella dei cosiddetti continenti spazzatura presenti nell’Oceano Pacifico e Atlantico”. Quella più alta era nel nord del Tirreno e a largo dell’Isola d’Elba con 892.000 frammenti plastici per km quadrato, rispetto ad una media di 115.000 per km quadrato.

Ma difendere il bene comune e la bellezza in Italia significa anche tutelare dall'abusivismo l’immenso e invidiato patrimonio paesaggistico e naturalistico delle nostre coste. “È importante sentirsi tutti coinvolti - ha proseguito la Muroni - e capire anche che la mala gestione del nostro sistema rifiuti, a fronte di ingenti guadagni per le mafie, comporta danni alla salute dei cittadini, all’ambiente e al sistema economico del paese, sempre più spesso minacciato anche dalle speculazioni e dall’abusivismo edilizio”. Non a caso uno dei “focus” dello scorso fine settimana è stato la lotta alla cementificazione delle coste: “sensibilizzare e informare cittadini e amministrazioni su un fenomeno che in Italia sembra inarrestabile è stato uno degli obiettivi di Spiagge e fondali puliti - ha precisato la Muroni - Cementificazione selvaggia, abusivismo edilizio ed ecomostri adornano le nostre coste e lo scempio che subiscono paesaggi unici al mondo non è più tollerabile, troppe violenze sono state fatte e permesse negli ultimi decenni a un patrimonio di tutti per scopi privati e illegali. Nel 2012 il cemento illegale sul demanio marittimo è stato oggetto di 3.171 reati, 4.762 denunce e 1.298 sequestri. E ogni anno in Italia si consumano circa 500 km quadrati di territorio, come se ogni quattro mesi spuntasse una città uguale all’area urbanizzata del comune di Milano”. È evidente dunque che si costruisce troppo e non sempre in modo legale.

Attenzione quindi, anche durante il prossimo week-end speso per la difesa del mare e delle coste, ai regolamenti edilizi, agli abusi, ed ai piccoli illeciti. Anche per questo Legambiente ha ricordato che per legge le spiagge sono aperte a tutti: “nessuno stabilimento balneare ha il diritto di negare l’accesso alla battigia, né deve essere pagato alcun pedaggio per raggiungere il mare” e raccomanda a cittadini e turisti di segnalare eventuali violazioni denunciandole al comando locale dei vigili urbani o alla capitaneria di porto. E ora che i nostri lidi con il nostro impegno sono liberi (o quasi) da bottiglie, lattine, buste di plastica, polistirolo, vecchie scarpe, carcasse di elettrodomestici, cannucce, accendini e mozziconi, Legambiente lancia a tutti l’invito a scegliere la spiaggia più bella d’Italia per stilare la nuova classifica de La più bella sei tu, la top ten del nostro mare, bene comune e nel contempo risorsa di inestimabile e non più trascurabile bellezza. Una bellezza che sarà anche quest’anno celebrata da Legambiente con la presentazione a Roma il 7 giugno della Guida Blu 2013 realizzata insieme al Touring Club, con le spiagge più belle, le località costiere più pulite e tutte i mari premiati con le Vele della qualità.

Alessandro Graziadei

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