Information welcome!

Stampa

Foto di Niccolò Caranti ®

Wikipedia 4 Refugees è un progetto che ha coinvolto un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati accolti in Trentino nel processo di traduzione di voci Wikipedia dall'italiano alle lingue dei partecipanti. Si tratta di un’iniziativa nata dal basso, da un gruppo di volontari che conoscono il funzionamento di Wikipedia, che per due mesi a partire dallo scorso Ottobre hanno affiancato otto ragazzi e ragazze di cinque nazionalità diverse, aiutandoli a comprendere le potenzialità informative della più grande enciclopedia libera del web.

Wikipedia 4 Refugees ha coinvolto persone per le quali la difficoltà di ottenere determinate informazioni al momento giusto ha rappresentato e rappresenta un problema tangibile: chi affronta un viaggio verso una destinazione per lo più sconosciuta trarrebbe grande giovamento da un’enciclopedia facilmente accessibile che spieghi, nella propria lingua madre, quali sono le caratteristiche principali del paese verso cui è diretto, quali sono le procedure da seguire una volta arrivato, come funziona il diritto d’asilo.

Così, voci che spaziano dalle rotte dei migranti nel Mediterraneo alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea sono state tradotte in quattro lingue: il pular- parlato in Guinea, Sierra Leone, Senegal e Mali da quasi 3 milioni di persone- il bambara, uno degli idiomi più diffusi nell’Africa Occidentale, utilizzato da quasi 6 milioni di persone tra Mali, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea e Mauritania- il pashto, parlato in Afghanistan e Pakistan da circa 50 milioni di persone- e l’urdu, parlato da più di 100 milioni di persone tra Pakistan e India. Le voci tradotte appartengono a tre macro-categorie, ci spiega Martina Puppi, una volontaria: “Abbiamo tradotto alcune voci riguardanti i migranti e i loro diritti, altre riguardanti l’educazione civica- ad esempio, alcuni articoli della Costituzione italiana- ed altre ancora relative alla geografia e la cultura locale: l’Italia, Trento, le valli in cui si trovano i centri di accoglienza”.

Wikipedia è un’enciclopedia libera, nel senso che chiunque può modificare in qualsiasi momento le informazioni che vi sono contenute. Nonostante ciò, la comunità di Wikipedia si autoregola sulla base di cinque principi. Sulla base di questi, le voci di Wikipedia devono essere enciclopediche: le informazioni, cioè, devono essere verificabili, devono provenire da fonti attendibili (ad esempio, un libro della Oxford Press è più attendibile di un blog) e devono mantenere un punto di vista il più possibile neutrale.

“Pensavamo che il problema principale in quest’opera di traduzione sarebbe stato la lingua: ognuna si ramifica in molti dialetti diversi” ci spiega Puppi. “Invece, uno dei problemi principali è stato spiegare i concetti base di Wiki. Ad esempio, la costruzione del sapere per la comunità di Wikipedia avviene dal basso: per noi è accettabile, per molti è addirittura una conquista. In altre culture, invece, il principio di autorità funziona diversamente: poche persone possono decidere cosa è giusto o vero, e la loro opinione è in qualche modo più importante di altre. Un ragazzo, dopo la spiegazione dei principi di Wiki, ci ha incalzato con una serie di domande che si concludeva sostanzialmente con: “Ma quindi, chi possiede la verità?” ” .

L’obiettivo del progetto è stato fornire ai partecipanti un mezzo di accesso e condivisione delle informazioni. In generale, nel mondo, i livelli di alfabetizzazione informatica non sono omogenei: nella maggior parte del globo, la principale fonte di informazione è ancora la televisione. Cercare attivamente informazioni online richiede invece un bagaglio di educazione informatica, che può variare a seconda di tempo, luogo, età, genere e molti altri fattori. Mountagua Kouyate, uno dei partecipanti a Wikipedia 4 Refugees, non sapeva come utilizzare Wikipedia prima di questa esperienza, non solo per modificare l’enciclopedia e tradurne alcune voci ma anche semplicemente per cercare informazioni al suo interno.

“Quando ho deciso di lasciare la Guinea per venire in Europa, non avevo letto nulla sull’Italia: le poche informazioni che avevo le ricevevo guardando il telegiornale. Mi rendo conto ora di quanto informarsi sia importante: in particolare, la cosa essenziale è capire come funziona il paese in cui si arriva. Quali sono le sue regole, quali sono i tuoi diritti e i tuoi doveri lì, cosa ci si aspetta da te”. Kouyate ha tradotto in lingua pular alcune parti della voce “Italia” e la voce dedicata alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Di seguito, la lista completa di voci tradotte: lo ius soli, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e l’Italia in pular, il permesso di soggiorno, l’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e i Centri per l'immigrazione in Italia in bambara, le rotte dei migranti nel mediterraneo in pashto, Trento e il permesso di soggiorno in urdu.

Il progetto si è svolto con il sostegno della Wikimedia Foundation, Cinformi e l’Università degli Studi di Trento.

Sofia Verza

Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Trento, ha studiato ad Istanbul presso le Università Bilgi e Yeditepe, specializzandosi nel campo del diritto penale e dell'informazione. Ad Istanbul, ha lavorato per la fondazione IKV (Economic Development Foundation), ricercando nel campo della libertà di espressione. E' stata vice presidente dell'associazione MAIA Onlus di Trento, occupandosi di sensibilizzazione sulla questione israelo-palestinese e cooperazione culturale in Cisgiordania. Scrive per il Global Freedom of Expression Centre della Columbia University e collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso

Ultime su questo tema

Difendiamoci, sì, ma da chi e come?

15 Dicembre 2017
In occasione del 15 dicembre, quarantacinquesimo anniversario dell'approvazione della Legge sull'obiezione di coscienza, diciamo che "Un'altra difesa è possibile". 

L'impegno con gli altri è l'impegno per gli altri

09 Dicembre 2017
Come ogni anno si è svolta la cerimonia che ha assegnato il Premio del volontariato Focsiv 2017. (Michele Focaroli)

Badilisha: in Kenya si guarda alle dipendenze con occhi diversi

23 Agosto 2017
Abuso e dipendenza da alcool e droga sono gravi preoccupazioni anche in Kenya. Il progetto Badilisha vuole contribuire a cambiare strada. (Sara Bin)

Forum: soddisfatti del traguardo raggiunto, il lavoro continua

09 Agosto 2017
Giudizi positivi per le novità introdotte. "Quella disciplinata dai decreti è una materia vasta" ha dichiarato la portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi. "I prossimi...

Far lavorare i richiedenti asilo? Impossibile con questa burocrazia

02 Agosto 2017
La denuncia di Alberto Franceschini, presidente del CSV di Treviso. Su 2.700 migranti presenti in provincia, solo qualche decina hanno potuto svolgere lavori di pubblica utilità: «Continui ostacoli...

Video

Servizio civile: una scelta che cambia la vita