Vicenza: conclusa l'occupazione del 'Dal Molin', nuova fase di mobilitazione

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Dopo la fiaccolata di ieri sera (vedi video), a cui hanno partecipato sotto la pioggia 3000 cittadini, il comitato 'No Dal Molin' ha deciso oggi la fine dell'occupazione dell'area civile dell'aeroporto Dal Molin iniziata venersì scorso. "La fine dell'occupazione segna l'apertura di una nuova fase di mobilitazione: quella del blocco dei lavori nell'area militare, proseguiti anche in questi giorni" - riporta il comunicato del 'No Dal Molin'.

"L'occupazione, oltre ad aver riportato alla ribalta la questione, ha ottenuto due importanti risultati politici" - evidenzia la nota del 'No Dal Molin'. "Il primo è l'apertura di una trattativa tra amministrazione comunale e Enac per far si che la parte civile del Dal Molin, oggi inutilizzata, sia messa a disposizione della città. Se questo avverrà, un bene comune di diverse decine di ettari tornerà a disposizione dei cittadini e, soprattutto, gli statunitensi saranno costretti a rinunciare alle proprie ambizioni sull'intera area del Dal Molin. Dalla documentazione che abbiamo presentato lo scorso novembre, infatti, si chiarisce l'obiettivo finale dell'esercito nordamerciano, ovvero l'intera area – e non solo una parte – del Dal Molin".

"Il secondo obiettivo raggiunto - continua il comunicato - è l'apertura di un percorso per la realizzazione di uno studio tecnico sull'impatto ambientale del progetto statunitense". All'interno dell'area aeroportuale sarà allestito un punto di appoggio per attività di valutazioni tecniche del territorio circostante. "L'arroganza del commissario Costa, che impedisce una rigorosa valutazione d'impatto ambientale mettendo a rischio la salute dei cittadini, non impedirà agli esperti di eseguire uno studio sull'impatto che avrebbe la base, se realizzata" - sottolinea il comitato.

"Ma la tre giorni di occupazione - prosegue la nota - ha soprattutto dimostrato le potenzialità del movimento vicentino; non solo la determinazione e il coraggio di difendere la propria terra, ma anche il radicamento locale. Ieri sera 3000 persone hanno sfilato, sotto la pioggia battente, fino al Dal Molin dichiarando collettivamente il prossimo obiettivo della cittadinanza vicentina: fermare e ostacolare i lavori, tutt'ora in corso, all'interno della zona militare del Dal Molin".

Nonostante l'occupazione, Cmc e Ccc e le ditte subappaltatrici hanno proseguito la propria opera di devastazione del territorio vicentino. "Queste cooperative e queste aziende si stanno rendendo responsabili della distruzione del territorio vicentino e della messa in pericolo dei cittadini" - evidienzia il comitato 'No Dal Molin' che già da tempo ha cercato di sensibilizzare le ditte appaltatrici e ha inviato una lettera aperta ai lavoratori delle due ditte richiamandoli a "riconsiderare i lavori che state eseguendo e a interrompere la vostra prestazione d’opera".

Lo scorso dicembre, inoltre, il Presidio permanente 'No Dal Molin' ha lanciato una raccolta fondi nazionaleper "acquistare, tutti assieme, un terreno adiacente all’area Dal Molin per far sì che il Presidio metta radici e diventi definitivo": raccolta fondi che è tuttora in corso.

Va ricordato che l'ottobre scorso una consultazione autogestita dal Comune di Vicenza - a cui hanno partecipato più di 24mila i votanti sugli oltre 84mila aventi diritto - ha espresso chiaramente la propria contrarietà alla nuova base Usa 'Dal Molin' manifestando il sì all'acquisizione dell'area dell'aeroporto a uso della città anziché alla base Usa. [GB]

 

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