Un'altra difesa è possibile

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Immagine: Forumpace.it

Promossi dalla Campagna “Un’altra Difesa è possibile”, dal Forum Trentino per la pace e i diritti umani e dal Comitato delle associazioni per la Pace e i diritti umani di Rovereto, si terranno a Trento il 4 e 5 novembre gli Stati generali della Difesa civile non armata e nonviolenta.

L'idea di difesa della Patria fino a qualche decennio fa richiamava alla mente la difesa dei confini italiani ed evocava nomi come Piave, Caporetto, Monte Grappa; oggi invece per noi la difesa della Patria (ma sarebbe bello chiamarla anche Matria) significa messa in sicurezza del territorio, e i nomi evocativi sono quelli di Amatrice, L'Aquila, Norcia ... L'evoluzione della storia, del pensiero, del sentire comune ha modificato e aggiornato il senso stesso della parola: forse già i padri e le madri costituenti avevano in mente un concetto ampio e moderno di Patria, poiché “il sacro dovere” lo affidarono ai cittadini, e non ai militari. Sono i civili, donne e uomini, bambini ed anziani, chiamati ad essere in prima persona i protagonisti della difesa della comunità e del territorio. E dunque compito nostro è anche quello di individuare le vere minacce (le più percepite oggi sono la fragilità dell'ambiente, l'insicurezza nelle città, la povertà economica, la mancanza di lavoro, ecc.). Per battere questi nemici servono nuove forme di difesa, un vero e proprio esercito di pace che abbia gli strumenti operativi per intervenire efficacemente a difesa della vita, dei diritti, della libertà, del futuro dei cittadini e del paese stesso. 

Sono questi i contenuti di fondo sui quali è stata costruita la Campagna “Un'altra difesa è possibile”, promossa dalle sei Reti del mondo disarmista, nonviolento, del servizio civile: la Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, il Forum Nazionale per il Servizio Civile, la Rete della Pace, la Rete Italiana per il Disarmo, la campagna Sbilanciamoci!, il Tavolo Interventi Civili di Pace.

La Campagna “Un'altra difesa è possibile” è un buon esempio di azione collettiva nonviolenta, che sta raggiungendo, uno dopo l'altro, gli obiettivi che si prefigge, nei tempi e nei modi stabiliti, grazie soprattutto al lavoro di coordinamento e di sinergia tra le Reti promotrici.

L'obiettivo finale è la piena attuazione dell'articolo 52 della Costituzione, con il riconoscimento della difesa nonviolenta. Dopo aver raccolto le firme e presentato la Legge di iniziativa popolare, sottoscritta anche da 74 deputati, ora è incardinata nella Commissione Difesa della Camera. Noi chiediamo che la proposta di Legge che prevede l'istituzione del Dipartimento per la Difesa civile, non armata e nonviolenta venga discussa in Parlamento entro questa legislatura, in modo da arrivare alla ricorrenza dei 100 anni della fine della Prima guerra mondiale con un risultato positivo: voltare pagina e spostare risorse importanti dalla difesa armata alla difesa nonviolenta.

La “difesa della Patria” è un dovere costituzionale. Ma è anche un diritto, da quando la legislazione e la giurisprudenza hanno riconosciuto l'esistenza e l'efficacia di forme di difesa attuate con i metodi della nonviolenza, alternative o contestuali a quelle militari. Dunque la difesa istituzionale oggi è costituita sia dalla componente militare che da quella civile. Tuttavia, mentre la prima è ampiamente finanziata, dotata di strumenti, di politiche, di progetti di sviluppo, la seconda finora è stata relegata ad un ruolo da cenerentola, affidata esclusivamente alla buona volontà e ai pochi mezzi del volontariato.

La Campagna entra ora nel vivo con la convocazione, per la prima volta in Italia, degli Stati generali della Difesa civile non armata e nonviolenta che costituisce un primo passo per coordinare e creare un confronto tra i diversi soggetti che già ora agiscono nel settore della difesa civile: le Istituzioni preposte alla Difesa, alla Protezione civile, al Servizio Civile Nazionale, la ricerca sulla risoluzione nonviolenta dei conflitti, il Terzo Settore e le organizzazioni non governative che lavorano per la pace e il disarmo.

La Legge “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa civile, non armata e nonviolenta” offre un quadro normativo e finanziario per implementare e coordinare una politica organica della Difesa nonviolenta anche nel nostro paese.

Gli interventi civili di pace, sia all'estero che all'interno, dovranno avere una regia unica che vedrà agire insieme, pur nella diversità di ruoli e specializzazioni, i corpi civili di pace, gli operatori della protezione civile e gli operatori e i volontari del servizio civile nazionale.

Con gli “Stati generali”, che si riuniscono a Trento nei giorni 4 e 5 novembre presso il Centro per la formazione alla solidarietà internazionale, desideriamo in qualche modo prefigurare quello che la proposta di Legge prevede: il “Consiglio Nazionale della difesa civile, non armata e nonviolenta” che sarà l'organismo di sintesi tra i Dipartimenti della difesa civile, della protezione civile e del servizio civile nazionale, con compiti paritetici di indirizzo e di confronto per avviare finalmente una politica della Difesa nonviolenta.

Di fatto, questo 4 novembre festeggeremo a Trento, presso il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale (CFSI) in Vicolo S. Marco 1, la Festa della forze disarmate.

L'incontro inizierà venerdì 4 novembre con la Tavola rotonda "Difesa civile / Protezione Civile / Difesa del territorio e della popolazione". Un tema più che mai importante in questi giorni in cui il nostro Paese è scosso dall’emergenza sismica e, purtroppo, anche in questo caso il 4 novembre rappresenta una data importante. Proprio il 4 novembre di 50 anni fa infatti Trento e molte località trentine e città italiane subivano, dopo giorni di pioggie insistenti, trementi danni a causa dell'inondazione (e con un conseguente ingente numero di vittime). Per questo ci sentiamo più che mai drammaticamente “sul pezzo” nel chiedere in maniera pressante che, al posto della difesa militare armata, vengano destinati fondi e maggiore impegno per la difesa civile non armata e nonviolenta. 

Durante la giornata di sabato 5 novembre saranno approfonditi e discussi alcuni temi cruciali: le minacce alla sicurezza, i costi della difesa militare, il commercio delle armi, il servizio e la protezione civile, i corpi civili di pace, la ricerca e gli studi per la pace, con i contributi degli esponenti ed esperti delle sei Reti promotrici della Campagna: Conferenza nazionale degli Enti di Servizio Civile, Forum nazionale del Servizio Civile, Rete della Pace, Rete Italiana Disarmo, Tavolo interventi civili di pace, Sbilanciamoci!

In conclusione di giornata si terrà poi una tavola rotonda per la quale sono stati invitati il Presidente della Commissione Difesa della Camera e i deputati primi firmatari del PdL C3484 ("Istituzione del Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta presso la Presidenza del Consiglio dei ministri). Hanno già confermato la loro presenza: Massimo Artini (Alternativa Libera), Giuseppe Civati (Possibile), Giulio Marcon (Sinistra Italiana), Mario Sberna (Democrazia Solidale – Centro Democratico), Giorgio Zanin (Partito Democratico).

Il Forum trentino per la pace e i diritti umani, condividendo appieno l’importanza di questi momenti di confronto, collabora con entusiasmo all’organizzazione delle due giornate che rappresentano anche un’occasione per celebrare i 25 anni dalla legge istitutiva del Forum per la promozione e la diffusione della pace.

 Mao Valpiana  Coordinatore della Campagna “Un'altra difesa è possibile” e Massimiliano Pilati Presidente del Forum Trentino per la pace e i diritti umani 

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