Nobel a Liu Xiaobo. L’Europa esulta. L’Italia tace.

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Liu Xiaobo - Foto: Chinadigitaltimes

Il premio Nobel per la pace 2010 è stato assegnato al dissidente cinese Liu Xiaobo. Confermate dunque le previsioni, nonostante le pressioni di Pechino. Prima dell'annuncio ufficiale, Oslo aveva affermato che si sarebbe trattato di una "scelta da difendere". Il governo cinese aveva dichiarato in precedenza che una decisione del genere avrebbe avuto ripercussioni negative sui rapporti tra la Repubblica popolare e la Norvegia. Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha chiesto l'immediata liberazione del dissidente. Il governo italiano mette a conoscenza, nelle stesse ore, il piano di cooperazione economica 2010 tra Cina ed Italia.

Jose Manuel Durao Barroso, che manda "Un forte messaggio di sostegno a tutti quelli che nel mondo, qualche volta con grandi sacrifici personali, combattono per la libertà ed i diritti umani". "Questi valori - ha sottolineato il numero uno dell'esecutivo di Bruxelles - sono al centro dell'Unione Europea e la decisione del Comitato dei Nobel sottolinea la loro importanza in tutto il mondo".

Con l'occasione anche Amnesty International ha fatto un nuovo appello alle autorità cinesi la liberazione di tutti gli altri dissidenti in carcere. Tra coloro che hanno supportato la candidatura di Liu Xiaobo v’erano i premi Nobel Vaclav Havel and the Dalai Lama. Havel aveva copromosso Carta 77, il documento per il rispetto dei diritti umani in Cecoslovacchia al quale ha preso esempio Carta 08 per il rispetto dei diritti umani in Cina.

"Durante gli ultimi decenni - si legge nelle motivazioni - la Cina ha fatto enormi progressi economici, forse unici al mondo, e molte persone sono state sollevate dalla povertà. Il Paese ha raggiunto un nuovo status che implica maggiore responsabilità nella scena internazionale, che riguarda anche i diritti politici. L'articolo 35 della Costituzione cinese stabilisce che i cittadini godono delle libertà di associazione, di assemblea, di manifestazione e di discorso, ma queste libertà in realtà non vengono messe in pratica. Liu è stato un grande difensore dell'applicazione di questi diritti, ha preso parte alla protesta di Tienanmen nell '89, è stato tra i firmatari e i creatori del Manifesto 08 della democrazia in Cina. Liu ha costantemente sottolineato questi diritti violati dalla Cina. La campagna per il rispetto e l'applicazione dei diritti umani fondamentali è stata portata avanti da tanti cinesi e Liu è diventato il simbolo principale di questa lotta".

E mentre in Cina è stata interrotta la trasmissione in diretta della rete televisiva Bbc sull'annuncio del Nobel, davanti all'abitazione di Liu si è subito radunata una folla di giornalisti e cameraman.

Liu Xiaobo sta scontando una condanna ad 11 anni di carcere per "istigazione alla sovversione". Liu, che già aveva trascorso lunghi periodi in galera, è stato accusato di essere tra i promotori di Carta08, il documento favorevole alla democrazia che è stato firmato da oltre duemila cittadini cinesi. Liu era stato arrestato alla fine del 2008 ma la condanna gli fu inflitta nel giorno di Natale del 2009 , probabilmente nella speranza di ridurre la copertura dei mezzi d'informazione occidentali.

Reazione sdegnata dalla Cina alla news: “un'oscenità" che va contro i principi di questo premio e ha ribadito che avrà ripercussioni sulle relazioni con la Norvegia. [F.P.]

 

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