Ddl intercettazioni: "si uccide la libertà di stampa" denunciano Libera e Articolo 21

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Intercettazioni telefoniche

Il disegno di legge sulle intercettazioni che è stato approvato ieri alla Camera, "blindato da Berlusconi con un voto di fiducia che ha ferito l'autonomia del Parlamento e ogni possibilità di confronto democratico, uccide la libertà di stampa e i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione". E' il giudizio delle associazioni Articolo 21 e Libera, che in un comunicato "respingono questo gravissimo atto di sopraffazione, che minaccia di porre definitivamente il bavaglio ai giornalisti, colpendo insieme la giustizia penale e minacciando gli editori". Le due associazioni riaffermano "la volontà di continuare comunque ad assicurare a ogni costo l'informazione su vicende ed eventi che coinvolgono il diritto dell'opinione pubblica a non essere privata di notizie d'interesse essenziale per affrontare i problemi del Paese".

D'intesa con le organizzazioni della stampa e degli editori, Articolo 21 e Libera "chiedono che al Senato possa svolgersi un serio confronto fra tutte le forze politiche per portare alla legge le necessarie correzioni" e "fin d'ora si preparano a costituire un comitato in difesa della libertà di stampa, con la partecipazione di associazioni della società civile, giornalisti, editori, avvocati e giuristi". "Il comitato - annunciano - assumerà le conseguenti iniziative in ogni sede italiana ed europea, a partire dalla Corte Costituzionale, e garantirà forme di assistenza agli atti di disobbedienza civile che dovessero rendersi necessari da parte di cronisti, redazioni e comunicatori in rete".

Il nuovo Ddl se approvato sarà "un regalo alle ecomafie” - commenta Legambiente. "Le intercettazioni telefoniche hanno avuto in questi anni un ruolo risolutivo per fermare tante organizzazioni criminali che hanno smaltito illegalmente rifiuti in tutto il Paese. Impedirle per questi reati è un atto gravissimo che avrà gravi ripercussioni sulla lotta contro la criminalità ambientale” - afferma il vicepresidente di Legambiente e responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità, Sebastiano Venneri. Legambiente ha ribadito più volte la necessità di mantenere questo strumento indispensabile per tutti i reati contro l’ambiente come i traffici illeciti di rifiuti tossici e gli incendi dolosi, senza restrizioni di tempo e senza la necessità che vi siano evidenti indizi di colpevolezza.

Le associazioni Articolo 21 e Libera Informazione dedicano numerosi articoli di approfondimento e commenti sulle conseguenze del "Ddl intercettazioni" approvato ieri alla Camera.

Tra gli altri viene riportato il commento di Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) che mette in evidenza "l'impressionante l’elenco delle vicende delle quali non potremo più scrivere, parlare e sapere per tempo, se diventerà legge il testo votato dalla Camera. Crack Parmalat, scalate bancarie, clinica Santa Rita, scandali del calcio: solo per citare i titoli più importanti, e per smentire la gigantesca mistificazione che il governo ha dovuto mettere in atto per arrivare all’approvazione del disegno di legge Alfano". Si tratta - aggiunge Natale - di "storie pubbliche, altro che pettegolezzi privati". "Stanno fiorendo proposte di disobbedienza civile - continua Natale. Soprattutto c’è una protesta che sta coinvolgendo i cittadini: ai quali risulta via via più chiaro che il bavaglio a noi giornalisti è soprattutto un gigantesco sequestro di conoscenza per loro".

Fieg e Fnsi in una nota congiunta sottolineano come il voto di oggi sia "una brutta notizia per l'informazione, la sua autonomia, il suo valore non meramente materiale". E lanciano l'appello "per rinnovare al Parlamento, ora in particolare al Senato, e a tutte le forze politiche, l'invito a scongiurare l'introduzione nel nostro ordinamento di limitazioni ingiustificate al diritto di cronaca e di sanzioni sproporzionate a carico di giornalisti ed editori". [GB]

 

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