Italia: plauso a Famiglia Cristiana per la nomina di Laura Boldrini "italiana dell'anno"

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La copertina di Famiglia Cristiana

Ha riscosso l'unanime plauso delle associazioni la decisione da parte del settimanale 'Famiglia Cristiana' di assegnare il titolo "italiana dell'anno" a Laura Boldrini, portavoce dell'Unhcr, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Il motivo della scelta - spiega nell'editoriale il direttore don Sciortino - è "il costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo. E soprattutto, la dignità e la fermezza mostrate nel condannare, l’estate scorsa i respingimenti degli immigrati nel Mediterraneo. Resistendo anche agli attacchi di chi voleva delegittimarla, definendola “estremista”. E assieme a lei, liquidare l’Unhcr, uno degli organismi dell’Onu più rispettato nel mondo civile, con oltre seimila impiegati, 50 milioni di rifugiati assistiti, 278 uffici in 111 Paesi, e due Nobel per la pace (nel 1954 e nel 1981)".

Laura Boldrini, marchigiana, laureata in Legge, giornalista pubblicista, è in forza all’Unhcr dal 1998, dopo aver lavorato alla Fao e al World Food Programme. Coordina l’informazione per i rifugiati anche per Grecia, Malta, Cipro, Albania, San Marino e Santa Sede. In particolare il suo impegno è rivolto all’emergenza dei flussi migratori nel Mediterraneo.

"Assegnando a Laura Boldrini il titolo di Italiana dell’anno - evidenzia don Sciortino - l’attenzione va anche all’accoglienza degli immigrati nel nostro Paese. Oggi, l’Italia è divisa tra chi reagisce con indifferenza e fastidio, allarmato e impaurito dalla invasione degli stranieri, e chi si impegna, con realismo e nel rispetto della legalità, a governare il fenomeno con umanità". Il settimanale auspica che "la scelta della Boldrini contribuisca a far prevalere la via dei diritti e dell’uguaglianza di tutti gli uomini. Al di là del colore della pelle, della provenienza e del credo religioso. Appunto, la via dei valori e della civiltà". Va ricordato che l'UNHCR ha ripetutamente condannato la pratica dei respingimenti così come messa in atto dal Governo italiano.

"Il 2009 è stato un anno difficile - ha dichiarato Laura Boldrini - l'anno dei respingimenti, che hanno messo in discussione la fruibilità del diritto d'asilo in Italia e per questo un tale riconoscimento acquista un significato più rilevante". Sono onorata - ha proseguito la Boldrini - del riconoscimento che simbolicamente è andato a me, ma che è rivolto a tutti i colleghi e a coloro che lavorano per la difesa dei diritti dei rifugiati, per promuovere la conoscenza reciproca e la convivenza civile, in un momento in cui molti si adoperano ad alimentare la paura e l'ostilità nei confronti dei migranti".

In un'intervista al settimanale cattolico, la Boldrini sottolinea che "Uno dei compiti del nostro ufficio di Roma è sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Ma è dura: negli ultimi anni la sensibilità degli italiani è molto cambiata". "Quando si parla di migranti - continua la portavoce dell'Unhcr - l’Italia ritratta dai mezzi di comunicazione è soprattutto quella che ha paura, che guarda allo straniero con diffidenza. Eppure c’è un altra Italia: quella più silenziosa e meno visibile, che è andata avanti da sola, che prosegue la tradizione di accoglienza e solidarietà radicata nello spirito del Paese. È l’Italia degli insegnanti che realizzano progetti educativi nelle scuole, dei medici che si dedicano all’impegno umanitario, delle famiglie che danno una mano al volontariato".

La scelta di Famiglia Cristiana è stata accolta con favore da numerosi esponenti di organizzazioni e associazioni che si occupano di immigrazione. "Laura Boldrini ha sempre dimostrato grande sensibilità, attenzione ed equilibrio nello svolgere il suo ruolo a tutela dei diritti dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo" - ha dichiarato don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera. "Si è spesa e continua a spendersi in contesti difficili con un'umanità che va al di là del ruolo istituzionale - ha proseguito don Ciotti - mantenendo fermo il richiamo al rispetto dei diritti umani e delle convenzioni internazionali che tutelano chi fugge dalla fame, dalla povertà, dalla guerra".

"Difendere i diritti degli stranieri in un Paese sempre più a rischio xenofobia e razzismo richiede insieme coraggio ed equilibrio, doti che Laura Boldrini possiede appieno - ha dichiarato Andrea Olivero, presidente delle Acli e portavoce del Forum del Terzo Settore - Bisogna, infatti, impegnarsi tanto per rendere concreti ed esigibili i diritti umani, spesso declamati e altrettanto spesso disattesi, anche nella nostra Italia, quanto per far crescere una cultura dell'accoglienza, del rispetto e di solidarietà in tutta la società, a partire dai più giovani".

Anche la Tavola della Pace plaude alla scelta: "Di fronte al dramma di chi fugge dalla miseria e dalla guerra, Laura ha “semplicemente” tenuto la schiena dritta in un tempo in cui l’egoismo, il cinismo e l’indifferenza piegano molte schiene e chiudono molte bocche" - ha commentato il coordinatore della Tavola della Pace, Flavio Lotti.. "Un segnale per riaffermare il valore di ogni vita umana, la sua dignità, i suoi diritti inalienabili, ma anche uno sprone per il nostro impegno quotidiano ad essere sempre più collante per una concreta integrazione nei nostri territori" - ha aggiunto mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana.

"La designazione di Famiglia Cristiana - secondo il mons. Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco - mette insieme tre volti: quello degli immigrati e dei richiedenti asilo; quello dell'Onu; infine quello di chi si impegna quotidianamente per far emergere temi drammatici all'attenzione dell'opinione pubblica".

Anche il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) si è congratulato vivamente per il conferimento del riconoscimento a Laura Boldrini. "L’UNHCR e CIR, assieme con molte altre associazioni e sindacati, hanno condotto molte battaglie congiunte per la protezione dei rifugiati. Il premio arriva alla fine di un anno durante il quale l’Italia si è macchiata di gravi violazioni del principio del non respingimento dei rifugiati con la politica di restituire indiscriminatamente alla Libia centinaia di richiedenti asilo, rifugiati e migranti intercettati nel Canale di Sicilia. Laura Boldrini ha contribuito instancabilmente a tenere viva per molti mesi l’attenzione dei mass media su questi temi sempre sottolineando le gravi conseguenze umane delle persone colpite da tale politica". [GB]

 

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