Associazioni: su Facebook grave episodio sui bambini Down, oscurato il gruppo

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"Il grave episodio del gruppo Facebook creato contro i bambini affetti da Sindrome di Down evidenzia nuovamente la necessità di una co-regolamentazione normativa che vada a sostituire l’attuale e poco efficace autoregolamentazione, unita ad una maggiore informazione e prevenzione sui pericoli del web” - afferma Maria Rita Munizzi. presidente del Moige - Movimento Italiano Genitori e delegato in materia di media e minori dell'European Parents Association (EPA) di cui il Moige è componente del board.

Il tema è stato affrontato durante l’ultimo Safer Internet Day del 9 febbraio scorso - prosegue Munizzi - e proprio i dati emersi durante l’incontro hanno dimostrato l’urgenza di interventi comuni che coinvolgano istituzioni, famiglie e produttori non solo per tutelare i ragazzi da un cattivo uso di Internet ma anche per evitare casi simili. Auspichiamo quindi che vengano prese delle decisioni serie in tale ambito”.

Intanto il gruppo su Facebook contro i bambini down è stato oscurato. "Non si sa se siano stati gli stessi promotori a censurarsi, se sia stato l'intervento della polizia postale o se siano stati i gestori del social network a chiuderla, il risultato è che non si arriva più a quella pagina online" - riporta la Repubblica. Sono invece ancora attivi i numerosi gruppi che hanno protestato contro gli autori dell'iniziativa "giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down".

Dura la posizione di Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni Familiari, che rileva come per fortuna "molte voci si siano alzate, indignate, per bloccare le pagine, per perseguire i responsabili, per impedire, insomma, una barbarie che oggi sembra inarrestabile. Si tratta di un segnale di allarme che non deve essere banalizzato né sottovalutato: è vero che 'sulla rete circola tutto e il contrario di tutto', ma proprio per questo - precisa - non è tollerabile che il disprezzo della dignità della persona umana si esprima senza conseguenze: non sono ragazzate, non sono atti goliardici: sono parole indegne di un Paese civile, che non hanno alcun diritto di cittadinanza".

"Disagio, rabbia, dolore e sofferenza" sono state espresse dall'Anffas, l'Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, il cui comunicato sottolinea che se è vero che il gruppo contava oltre mille iscritti, allora questo è segno di "una strisciante e subdola deriva culturale, ormai imperante, dove sovrana regna la paura ed il rifiuto dell'altro e della sua diversità, e dove il rispetto della dignità delle persone, in quanto tali, ha perso ogni valore".

Il Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down Onlus ha avanzato una proposta: "E' stato un segnale di grande importanza che la società civile si sia immediatamente attivata per prendere le distanze da queste insidiose provocazioni. Sarebbe un bellissimo traguardo - dicono - a questo punto, se una parte, anche piccola, delle migliaia di persone che hanno espresso solidarietà 'virtuale' alla nostra causa volesse sostituire al facile gesto di un click davanti al computer un'azione nel mondo reale. Quella di incontrare e conoscere le persone con sindrome di Down, di scoprire i progetti delle tante associazioni italiane che lavorano sul territorio, di dedicare qualche ora del proprio tempo come volontari".

Daniela Mignogna, mamma di una bimba affetta da una malattia rara, abituata a usare i social network per fare comprendere al mondo cosa voglia dire la disabilità, sul suo sito precisa: "La mia esperienza su Facebook è stata molto positiva soprattutto perché mi ha permesso di entrare in contatto con altri genitori che condividono l'esperienza di una malattia rara come la sindrome di Angelman". "Quando si scoprono episodi del genere è giusto condannarli e chiudere i gruppi - conclude - ma un controllo preventivo non risolverebbe il problema: quello che vediamo on line esiste nella società, e si combatte solo con una battaglia culturale".

Il prossimo 21 marzo, sarà la Giornata Mondiale delle persone con sindrome di Down, dedicata quest'anno all'inserimento scolastico dei bambini e adolescenti con sindrome di Down. [GB]

 

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