Simona Atzori emoziona il Saint Martin

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La platea del S. Martin davanti a Simona Atzori

Non sarà facile dimenticare l'avventura di Simona Atzori in Kenya, ospite della Fondazione Fontana presso il St. Martin a Nyahururu. L'artista milanese, pittrice e ballerina, nata senza braccia, è stata accolta, durante la sua visita in novembre, quasi come una star. È apparsa sui notiziari serali delle reti locali "Citizen" e "KBC", oltre che sul più importante quotidiano nazionale Daily Nation ed altri.

La visita africana è entrata nel vivo con la grande festa per il secondo anniversario di Effatha, una casa d’accoglienza per disabili adulti nata sullo spirito de l’Arche di Jean Vanier. Ad Effatha abita, tra gli altri, il presidente di Unimondo don Gabriele Pipinato – fidei donum della diocesi di Padova.

All’evento erano presenti un centinaio di disabili seguiti dal Saint Martin ed un migliaio di persone, tutte emozionatissime dalla danza di Simona, la sua prima volta da ballerina in Africa. I suoi passi di danza sono stati accompagnati da un silenzio che faceva venire i brividi.

Al termine della danza, è stato il momento della parola. Tutti sono rimasti colpiti dalla sua testimonianza, anche se le parole erano quasi superflue di fronte ai suoi movimenti così naturali nel sistemarsi i capelli, stropicciarsi gli occhi, reggere il microfono, scattare una fotografia. Il tutto con i piedi. Il messaggio è stato chiaro: tu sei unico e vali come sei.

"Dio - ha detto Simona - mi ha disegnato come sono e c'è sicuramente un motivo. Non riuscire ad immaginarmi diversa e non saprei cosa farmene delle braccia!". Un messaggio forte, di speranza. Racchiuso nello slogan appeso all'ingresso del Saint Martin. "Flying without wings", "Volare senz'ali", che accompagna da sempre la vita speciale di Simona. Nei prossimi giorni il viaggio continuerà con attività al Saint Martin e l'incontro con gli studenti dell'Università Kenyatta di Nairobi.

Il St. Martin ha già compiuto i 10 anni come scrivemmo in passato e basa la sua attività su 5 progetti specifici:

  • Programma comunitario per bambini con disabilità. L'obiettivo di questo programma è quello di ridurre l'incidenza della disabilità e di migliorare le condizioni di vita di persone con disabilità fisiche e/o mentali attraverso la riabilitazione fisica e sociale. Il programma ha come target i ragazzi al di sotto dei 18 anni e, in questo momento sono più di 2.000 i casi trattati;
  • Programma comunitario per l’azione nonviolenta ed i diritti umani. L'obiettivo di questo programma è quello di ridurre la violenza attraverso la promozione dei principi di non violenza attiva, appunto, e dei diritti umani. E' stato inoltre creato uno sportello di aiuto e supporto legale "Bega kwa bega" (in kishawili=spalla a spalla) che offre servizi di consulenza legale a chi ne ha bisogno. I casi più frequenti sono quelli di violenza ed abuso sessuale, violenze domestiche e diatribe legale alla terra. Nello staff del St Martin c'è un avvocato e alcuni altri avvocati in città offrono gratuitamente il loro servizio. Il programma forma anche alcuni volontari sul territorio, chiamati para-legals, che cercano di risolvere quei casi che possono essere risolti senza necessariamente arrivare in Tribunale (cosa costosa e spesso inaccessibile per molti).
  • Programma comunitario per i ragazzi e ragazze di strada. Il programma si prende cura di ragazzi che provengono dalla strada e di ragazzi che vivono situazioni di particolare disagio. Il programma ha tre centri di recupero (uno per le ragazze e due per i maschi) e, attualmente, sta seguendo circa 50 ragazzi;
  • Programma comunitario per l’Aids, Alcol ed abuso di droghe. Il programma cerca di prevenire il problema dell'AIDS e quello dell'abuso di droghe ed alcol, attraverso campagne di formazione e di sensibilizzazione. Inoltre si occupa delle persone infette o affette da HIV/AIDS attraverso il counselling, attività di assistenza domiciliare e di assistenza agli orfani. Per i bambini orfani e malati di AIDS per i quali non si riesce a trovare una famiglia affidataria a causa della gravità del loro stato di salute e delle cure loro necessarie, il St Martin - attraverso il contributo della comunità locale e internazionale - ha costruito una casa che da luglio accoglierà circa 80 bambini da 0 a 9 anni;
  • Programma comunitario per il risparmio ed il microcredito. E' l'ultimo nato ed ha come obiettivo quello di educare al risparmio i beneficiari degli altri progetti per poter poi eventualmente accordare loro dei piccoli prestiti. Grazie ad essi, i beneficiari possono avviare piccole attività redditizie (generalmente agricole o di allevamento) che possano migliorare la qualità di vita loro e della propria famiglia. Alcuni dei gruppi seguiti dal Progetto sono formati, ad esempio, da genitori di bambini con disabilità: l’obiettivo è quello di consentire loro di raggiungere un livello economico tale da poter rispondere alle specifiche necessità dei loro figli (spese mediche ed ospedaliere, costo per l’eventuale intervento o per le protesi, ….)

Il St.Martin – CSA opera cercando di coinvolgere l'intera comunità (cosiddetto comunity-based approach): ecco perché il nome di ogni progetto inizia con " Programma comunitario per...". Tutti i progetti derivano da iniziative locali e sono gestiti da comitati rappresentativi delle diverse comunità. In questo modo è la comunità stessa a farsi carico dei problemi dei suoi membri ed a determinare le modalità di svolgimento dei progetti. Chi volesse supportare il Saint Martin può farlo attraverso la Fondazione Fontana. [F.P.]

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