I controlli sulle notizie online e la nuova Wikipedia cinese

Stampa

Foto: Asianews.it

L’Ufficio governativo di internet ha diffuso il 1 maggio nuove regole, più strette, che proibiscono a compagnie private cinesi e straniere di diffondere servizi di notizie online. L’Amministrazione cinese del Ciberspazio ha stabilito che tutti i siti che al momento offrono notizie online in collaborazione con compagnie straniere dovranno verificare il rapporto all’Ufficio per una verifica della sicurezza. Tutte le pubblicazioni online di notizie devono ottenere un permesso dall’Ufficio. Tale permesso vale per siti, apps, blog, social media, messaggi istantanei, forum. La norma sarà in vigore a partire dal primo giugno. Le nuove regole ampliano quelle già in vigore da almeno 12 anni. Con esse si esclude che una compagnia straniera possa entrare nel mercato delle notizie e fare investimenti in questo campo. In più, si esige che una compagnia di informazione registrata in Cina abbia sempre un direttore cinese.

Il controllo dell’informazione è già molto forte fra i media cinesi. Essi non possono trattare molti temi secondo una loro visione, ma devono seguire le indicazioni e le visioni riportate nei canali ufficiali (Xinhua, Quotidiano del popolo, ecc..). Negli ultimi anni molte fonti straniere di informazioni erano raggiungibili via internet o smarphone, anche se alcune testate rimanevano oscurate. Fra queste il New York Times, Bloomberg e perfino AsiaNews. E’ anche vero che molti utenti, grazie all’uso di server stranieri, hanno avuto la possibilità di leggere e usufruire di tali notizie, rendendo spesso inutile tutta la censura. Secondo il World Press Freedom Index, compilato da Reporter Senza Frontiere quest’anno, la Cina è al 176mo posto – il quinto dal basso – come libertà di informazione. L’anno scorso, la censura governativa ha chiuso diversi canali di informazione sui portali cinesi, anche quelli più famosi, come Sina.com e Sohu.com, vietando ai giornalisti di produrre articoli propri o con contenuti originali.

All’inizio di quest’anno, il Ministero dell’industria e dell’informazione la lanciato una campagna contro l’uso di connessioni internet non autorizzate o private, che di fatto riescono a superare la censura cinese, il Grande Firewall. E’ di pochi giorni fa la notizia che la Cina ha deciso di lanciare una versione online di enciclopedia cinese che faccia concorrenza a Wikipedia. Per compiere questo lavoro vengono impiegati 20mila ricercatori e accademici che sono incaricati di redigere più di 300mila articoli di circa 1000 parole l’uno. Wikipedia in cinese è composta da circa 900mila articoli. A differenza di Wikipedia, gli articoli dell’enciclopedia cinese saranno chiusi al contributo degli internauti, permettendo lo stretto controllo delle informazioni. In Cina è possibile ricercare voci su Wikipedia, ma alcuni contenuti - esempio quelli legati a temi sensibili come Tibet, Xi Jinping, sindacati, ecc… - sono bloccati.

Il progetto per un’enciclopedia cinese “governativa” data dal 2011, ma il progetto è stato varato da poco e sarà completato entro il prossimo anno. Nel 2016, Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia aveva cercato di venire a patti con il governo cinese. “Sono andato al ministero incaricato della censura”, aveva spiegato al tempo. “Era una sorta di missione diplomatica per cercare di far loro cambiare parere. Noi siamo stati chiari: non censureremo Wikipedia per far piacere al governo cinese. Sono pronto ad attendere 1000 anni perchè sono sicuro che la Cina finirà per cambiare, per trovare stupida [la censura di Wikipedia]”.

Da Asianews.it

Ultime su questo tema

I giornali di carta non moriranno mai

25 Settembre 2017
Negli ultimi vent’anni molti giornali statunitensi hanno usato internet per distribuire le notizie, ma hanno avuto solo un successo limitato. Secondo Iris Chyi, docente alla scuola di giornali...

Cooperazione internazionale e diritto al futuro

16 Maggio 2017
Cooperazione internazionale e migrazioni: la nona edizione del seminario della Carta di Trento (Anna Molinari)

La democrazia trasparente su web

03 Marzo 2017
Esistono e sono accessibili siti come Openpolis che permettono ai cittadini di controllare direttamente i conti del proprio comune così come di chiedere dell’attività degli amministratori e dei par...

Da dove vengono? Perché? Chi li “porta”?

24 Febbraio 2017
“Siamo stati scelti dal villaggio per andare a cercare la salvezza e la fortuna altrove, o perché ci sono già i nostri parenti emigrati in Europa. Nel nostro paese non si può vivere…”. Queste parol...

La guerra di Aleppo non è come ve la raccontano

21 Dicembre 2016
La battaglia di Aleppo, con le stragi di questi giorni e gli anni terribili che le hanno precedute, ha segnato tra le altre cose il collasso del sistema informativo occidentale, ormai quasi incapac...

Video

Borderless Communication: An African Innovation