L'Aquila: al via l'osservatorio 'Ricostruire Pulito' di Libera, Legambiente e Provincia

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Macerie triturate a L'Aquila nei giorni post-terremoto - Foto: Site.it

"La verità ha bisogno sempre di essere vigilata". Con queste parole il presidente di Libera, don Luigi Ciotti ha presentato ieri a L'Aquila, presso il Centro Direzionale Carispaq, l’Osservatorio Ricostruire Pulito che vede protagonisti Libera, Legambiente e la Provincia de L’Aquila. "Un atto d'amore e di rispetto per questa meravigliosa terra e per le tante persone che non ci sono più" - ha continuato don Ciotti parlando della necessità di una vigilanza da parte della società civile nel processo di ricostruzione in una terra profondamente ferita, ma che necessita di rialzarsi in fretta e bene.

"L’Abruzzo non è un’isola felice" - ha sottolineato Angelo Venti che con la redazione di Site.it, Libera Informazione e Libera, dalla notte del sisma sta lavorando alacremente e senza tregua per mantenere un riflettore acceso sul processo di ricostruzione. Proprio queste redazioni nei giorni di Pasqua - nel generale silenzio dei media nazionali - hanno denunciato la distruzione di macerie 'sensibili' e necessarie per verificare la costruzione dei palazzi attraverso macchinari tritura-macerie in Piazza d’Armi, area militare posta sotto il controllo della Protezione Civile. In seguito a quella denuncia le aree da cui venivano prelevate le macerie sono state posti sotto sequestro e l’asportazione delle macerie è stata interrotta.

"Le mafie non sono una novità in Abruzzo e con molta probabilità non si lasceranno sfuggire la ghiotta occasione di fare affari durante la ricostruzion" - ha affermato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente citando i dati del recente dossier "Ecomafie": "il fatturato delle mafie in Abruzzo già prima del terremoto nel 2008 era di circa 20 miliardi di euro e la regione è in nona posizione per numero e gravità di reati commessi sia nel ciclo del cemento che in quello dei rifiuti". Lo scorso anno ci sono state 278 persone denunciate e 71 sequestri di immobili nel campo degli appalti, e 216 infrazioni e 93 sequestri nel campo dei rifiuti". Tra questi va ricordato il sequestro da parte della Direzione Distrettuale antimafia della villa di un imprenditore campano legato al clan Mallardo, oppure le inchieste sul tesoro di Ciancimino a Tagliacozzo, o l’inchiesta Histonium II che vede il coinvolgimento della ‘ndrangheta calabrese. Mafia, ‘ndrangheta e camorra prosperano da anni anche qui. "Tutti segnali pericolosi in vista della ricostruzione" - ha aggiunto Sebastiano Venneri di Legambiente..

Angelo Venti ha fatto quindi una ricostruzione storica degli affari dei boss in Abruzzo. "Le mafie in Abruzzo hanno stretto legami con gli imprenditori locali, si è creata una rete di relazioni – continua Venti – che hanno facilitato l’infiltrazione ben prima del terremoto". "La consistenza economica delle risorse necessarie per la ricostruzione, l’impatto ambientale degli interventi previsti, dallo smaltimento delle macerie alle opere di ricostruzione, richiede la massima attenzione per prevenire illegalità e tentativi di infiltrazione - ha concluso la Presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane. Accanto alla prevenzione di fenomeni di illegalità ci proponiamo attraverso l’Osservatorio anche di diffondere un processo di buone pratiche della ricostruzione".

L'Osservatorio Ricostruire Pulito, infatti, intende vigilare sulla ricostruzione, senza volersi sostituire alla magistratura o alle Forze dell’ordine, piuttosto segnalando casi o fatti "oscuri", su cui chi fa le indagini può far chiarezza. Tra i settori di monitoraggio vi è quello del corretto smaltimento delle macerie provocate dai crolli. Tra le proposte concrete su cui l’Osservatorio cercherà di costruire convergenze virtuose c’è la definizione di un progetto per il recupero e il riciclaggio degli inerti, anche ai fini di un minor ricorso alla cavazione. L’Osservatorio si pone anche l’obiettivo di affiancare le istituzioni competenti nel monitorare le imprese edili e di costruzione coinvolte nella ricostruzione; controllare il meccanismo dei subappalti e del nolo di mezzi e macchinari; controllare la filiera di approvvigionamento e la qualità dei materiali utilizzati, in particolare la produzione di calcestruzzo verificando l’idoneità delle cave per l’estrazione degli inerti e della sabbia; vigilerà anche sul trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti inerti derivanti dai crolli e dalle demolizioni. [GB]

 

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