Italia: No alla segnalazione sanitaria dei migranti, 'siamo medici non spie'

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Medico di MSF - Foto ©MSF

"Divieto di segnalazione: siamo medici e infermieri, non spie". E' il titolo dell'appello sottoscrivibile online di 50 associazioni contro l'emendamento della Lega sulla segnalazione dei migranti irregolari negli ospedali. Il 3 febbraio prossimo il Senato voterà infatti un emendamento volto a sopprimere il principio di "non segnalazione" alle autorità per il migrante irregolare che si rivolge ad una struttura sanitaria. Medici Senza Frontiere (MSF), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) oltre all'appello online promuovono per lunedì prossimo, dalle 17 alle 20, una fiaccolata davanti a Montecitorio per abrogare l'emendamento.

La "logica" della norma attualmente in vigore - scrivono le associazioni - "non è solo quella di 'aiutare/curare l'immigrato irregolare', ma anche quella di dare piena attuazione all'art. 32 della Costituzione, in base al quale la salute è tutelata dalle istituzioni in quanto riconosciuta come diritto pieno ed incondizionato della persona in sé, senza limitazioni di alcuna natura, comprese - nello specifico - quelle derivanti dalla cittadinanza o dalla condizione giuridica dello straniero". "Il concreto rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria - avvertono le associazioni - creerebbe nell'immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie".

"Tutto ciò potrebbe provocare - proseguono - una pericolosa "marginalizzazione sanitaria" di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio, anche aumentando i fattori di rischio per la salute collettiva. Il citato obbligo di non segnalazione risulta quindi essere una disposizione fondamentale al fine di garantire la tutela del diritto costituzionale alla salute. Appare pertanto priva di significato l'ipotesi di affidare alla libera scelta del personale sanitario se procedere o meno alla segnalazione dello straniero poiché ciò, in contrasto con il principio della certezza della norma, lascerebbe al mero arbitrio dei singoli l'applicazione di principi normativi di portata fondamentale".

La cancellazione di questo comma - sottolineano le associazioni che già da tempo avevano richiamato l'attenzione nazionale sulla tema - "vanificherebbe inoltre un'impostazione che nei 13 anni di applicazione ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri testimoniato, ad esempio, dalla riduzione dei tassi di Aids, dalla stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, dalla riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale…). E tutto questo con evidente effetto sul contenimento dei costi, in quanto l'utilizzo tempestivo e appropriato dei servizi (quando non sia impedito da problemi di accessibilità) si dimostra non solo più efficace, ma anche più "efficiente" in termini di economia sanitaria".

"In questi anni - spiega in un'intervista Rolando Magnano di Medici Senza Frontiere - abbiamo operato su tutto il territorio italiano aprendo ambulatori per gli stranieri irregolari e cercando di implementare la normativa ancora oggi in vigore che prevede che gli immigrati irregolari che si recano presso le strutture sanitarie non devono essere segnalati all’autorità. Riteniamo che nel caso in cui questo divieto di segnalazione venisse soppresso, com’è nelle intenzioni di questo emendamento proposto al Senato nell’ambito dell’approvazione del pacchetto sicurezza, si verrebbe a creare un clima di paura e diffidenza tra gli immigrati che si tradurrebbe in un ostacolo all’accesso alle strutture sanitarie".

Ma solo il fatto di averlo proposto ha avuto già degli effetti concreti. "In due mesi - ovvero da quando si è cominciato a parlarne - sono scesi di ben il 30% gli accessi degli immigrati alle strutture sanitarie, quelle realizzate ad hoc per loro, ma anche pronto soccorso e corsie degli ospedali" - afferma Foad Hodi, fisiatra e presidente dell'Associazione medici stranieri in Italia (Amsi), a margine della conferenza stampa dove le associazioni hanno lanciato l'appello ai senatori per convincerli a bocciare la misura. "La diminuzione di stranieri irregolari nelle strutture sanitarie è dovuto a un aumento della paura, con conseguenze che minano la salute pubblica di tutti noi, nessuno escluso".

Contrarietà verso l'emendamento è stata espressa nei mesi scorsi da numerose associazioni, tra cui gli Ordini ed i Collegi che rappresentano, su base nazionale, le principali categorie di operatori impegnati nell'assistenza socio-sanitaria alle persone immigrate: Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FnOMCEO), Federazione Nazionale Collegi Infermieri (IPASVI), Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche (FNCO), Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali (CNOAS). [GB]

 

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