No Dal Molin: sabato 8mila in corteo, domani le donne a Bruxelles

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Il corteo di sabato scorso del 'No Dal Molin'

Sabato scorso 8mila cittadini hanno preso parte al corteo promosso dalla associazioni 'No dal Molin' per difendere la consultazione popolare del prossimo 5 ottobre e chiedere le dimissioni del Questore Giovanni Sarlo per "aver portato in città la violenza". I manifestanti hanno sfilato lungo i quatto chilometri di percorso, da Piazza Matteotti al Festival 'No Dal Molin', sotto la pioggia e, in alcuni momenti, sotto la grandine.

"Chi pensava di chiudere la questione vicentina con una lettera del Presidente del Consiglio e una carica della Polizia è stato smentito: il cielo di Vicenza oggi è grigio ma nelle sue strade è tornato a splendere il sole" - hanno affermato i promotori riferendosi alla lettera di Berlusconi al sindaco Variati nella quale il Presidente del Consiglio ha definito la consultazione popolare "gravemente inopportuna" e alle violenze della Polizia della scorsa settimana nei confronti dei manifestanti che avevano cercato di costruire una "torretta di osservazione" in un terreno privato vicino all'aeroporto per controllare che i lavori non iniziassero fino al referendum popolare di ottobre.

Il Questore Sarlo aveva addotto a motivo del violento intervento, per una manifestazione pienamente autorizzata, l'intento di "cementificare la base e rendere la struttura permanente": "un chiaro pretesto" - hanno replicato i 'No dal Molin' - che, nel rendere pubbliche le prove filmate delle violenze, attraverso una petizione chiedono le dimissione del Questore. Numerose associazioni, tra cui la 'Tavola della Pace' e 'Beati i costruttori di pace' hanno deplorato l'intervento violento della Polizia come "un fatto gravissimo, una grave violazione dei diritti umani e della democrazia". Alla fine della manifestazione la 'torretta di osservazione' è stata montata in un'area adiacente al 'Dal Molin' e nei prossimi giorni sarà utilizzata per cercare di controllare quanto sta avvenendo all'interno dello scalo. "Questo è quello che volevamo fare anche la settimana scorsa - hanno detto i manifestanti - e nei prossimi giorni verremo a vedere cosa succede in aeroporto".

Al corteo di tanti i vicentini - con famiglie, giovani e anziani - si sono aggiunti delegazioni provenienti dalla Val Susa, da Chiaiano, da Mattarello (TN) per difendere il diritto di Vicenza a esprimersi, nonostante il dichiarato tentativo, da parte del governo, di far saltare e delegittimare la consultazione popolare.

"La manifestazione organizzata oggi a Vicenza si è dimostrata una grande prova di civiltà" - ha commentato il sindaco di Vicenza Achille Variati. "Come al solito, la manifestazione era stata accompagnata dalle previsioni troppo fosche dei molti profeti di sventura - ha sottolineato Variati - che, purtroppo, preferirebbero i disordini: sono gli stessi che rabbiosamente tentano in ogni modo di impedire una democratica consultazione popolare, che darà finalmente la parola ai cittadini". "Come sindaco non posso che essere felice che la manifestazione del dissenso, qualunque siano le ragioni della protesta si svolga tranquillamente e civilmente. È lo spirito con cui affrontare le tre settimane che ci separano dalla consultazione". Fin dalla sua elezione a sindaco, Variati ha promosso e difeso il referendum popolare.

Domani un gruppo di donne del Presidio Permanente partirà per Bruxelles, ospiti della vice-presidente del parlamento europeo, Luisa Morgantini, per tre giorni di incontri formali e informali. "Avremo degli appuntamenti ufficiali, come la visita al parlamento europeo di martedì 16 e l'incontro con gli europarlamentari del gruppo confederale 'Sinistra unitaria europea-Sinistra verde nordica', ma anche importanti appuntamenti informali di confronto e scambio con altri gruppi di donne ceche, polacche ed inglesi, delle quali già conosciamo le esperienze, ma con cui vorremmo tessere un rapporto più intenso, proprio a partire da questo momento di conoscenza" - ha spiegato Paola del Presidio". Mercoledì 17 la delegazione sarà impegnata in un'audizione con l'intergruppo per la pace del parlamento europeo e successivamente, in una conferenza internazionale sul tema degli armamenti nucleari. Insieme alle diciannove donne del Presidio ci saranno altre dieci donne della rete internazionale delle 'Donne in nero' da Bologna, Napoli e l'Aquila. "Andremo su invito della Morgantini - concludono - per portare le istanze del movimento No Dal Molin e di tutta la comunità vicentina, oltre che ad incontrare dei soggetti politici che rivestono un ruolo molto importante per l'attuale situazione a Vicenza". [GB]

 

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