No Dal Molin: pestaggi della Polizia, condanna delle associazioni

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Cariche della Polizia sui manifestanti del 'No dal Molin' - da perlapace.it

"Un fatto gravissimo, una grave violazione dei diritti umani e della democrazia". Così il coordinatore nazionale della Tavola della Pace, Flavio Lotti commenta la violenta carica della polizia contro la pacifica iniziativa del comitato di cittadini del 'No Dal Molin' di Vicenza. Sabato scorso un nutrito gruppo del comitato "No dal Molin" forniti di autorizzazione, presidiava l'ingresso dell'aeroporto dove dovrebbe venire realizzata la nuova base Usa (la cosiddetta Ederle 2), la polizia ha deciso di caricare il sit-in del comitato cittadino. (I video delle cariche della Polizia: video 1, video 2)

I 'No dal Molin', avevano concordato il giorno prima col neo Questore, Giovanni Sarlo, di poter costruire una torretta in un terreno privato vicino all'aeroporto e controllare che i lavori non iniziassero fino al referendum popolare di ottobre. Il Questore ha addotto a motivo dell'intervento l'intento di "cementificare la base e rendere la struttura permanente": "un chiaro pretesto - replicano i 'No dal Molin' perchè quel cemento serviva solo a rinforzare e rendere sicura la base della torretta. "La prima carica ha fatto vari feriti e cinque fermi - riporta il 'No dal Molin'. Nella seconda alcune ragazze sono state prese a calci, altri ricevevano colpi di scudo, qualcuno è stato trascinato per i capelli. Gli occhi sfigurati di poliziotti, carabinieri e guardie di finanza e gli insulti: 'Ti uccido! Sporco pacifista! Ti spacco la testa'. Il corteo quindi si rifugia nel giardino di una casa adiacente, ospitati dagli abitanti solidali".

Ma anche lo stesso pretesto addotto dal Questore suscita i commenti del 'No dal Molin': "Visto che l'eventuale reato che si sarebbe profilato, leggendo le dichiarazioni penose e ridicole del Questore, sarebbe stato quello di un abuso edilizio, è normale che venga 'sanzionato' dai manganelli della polizia? D'ora in avanti ci aspettiamo di vedere Giovanni Sarlo andare in giro per la città a menare a destra e a manca i responsabili di tanti abusi edilizi presenti nel capoluogo berico".

"Che bisogno c'era di attaccare a freddo una manifestazione che aveva ricevuto tutte le autorizzazioni e che non minacciava nessuno? - commenta Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace. Che bisogno c'era di usare la violenza, i manganelli, i calci, gli insulti?". "Se questo è il modo con cui il questore di Vicenza (sarebbe utile sapere se si è trattato di una iniziativa personale o se corrisponde ad una precisa direttiva del governo italiano) ha deciso di affrontare le proteste dei cittadini che da tempo si oppongono con ogni mezzo pacifico alla costruzione della nuova base, la condanna di tutti i democratici non deve conoscere esitazioni". "Mi auguro che se ne discuta rapidamente in Parlamento, che venga faccia luce sui fatti e sulle responsabilità, che siano assunte tutte le misure necessarie a che fatti simili non debbano più ripetersi" - conclude Lotti.

Dello stesso tenore una nota di Beati i costruttori di pace' in cui l'associazione esprime "forte preoccupazione" per il cambiamento nell'atteggiamento della polizia proprio in prossimità della consultazione popolare sul Dal Molin indetta dall'amministrazione comunale. "Abbiamo da tutta Italia partecipato alle manifestazioni più grandi e importanti a Vicenza e sempre eravamo rimasti favorevolmente colpiti dal senso di responsabilità ed equità dimostrato in quella città dalle forze dell'ordine - riporta il comunicato di 'Beati i costruttori di pace'. Cos'è cambiato? E proprio adesso che si avvicina la data della consultazione democratica indetta dall'Amministrazione comunale!". "La scelta dell'Amministrazione comunale di indire una consultazione popolare è un segnale alto di vera volontà democratica. Diventerà un esempio da seguire in tutte quelle realtà dove si tratta di prendere decisioni importanti che riguardano il futuro delle nostre comunità, ne siamo certi. Ma è necessario rispettare con lealtà le regole della convivenza civile, "garantire la libertà di tutti" come ebbe a dire il Questore Giovanni Sarlo, quando arrivò a Vicenza qualche mese fa. L'episodio di ieri non va in quella direzione. Non possiamo fare a meno di domandarci se la scelta di usare la violenza, i manganelli, i calci, gli insulti contro i cittadini vicentini sia stata presa localmente, o se non indichi piuttosto una linea imposta dall'esterno" - conclude la nota chiedendo che "le istituzioni riescano presto a fare chiarezza sull'accaduto".

Proprio nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inviato una lettera al Sindaco di Vicenza, Achille Variati, in cui definisce la consultazione popolare del prossimo 5 ottobre "gravemente inopportuna" e "avrebbe una pesante ricaduta perché si porrebbe in diretto contrasto con l'azione del governo" tanto da "fomentare ulteriori tensioni interne ed esterne non facilmente prevedibili". Nella lettera - i cui passi principali sono riportati da Rainews24' - Berlusconi afferma che "La consultazione popolare in una materia costituzionalmente sottratta alla valutazione popolare diretta perché specificamente e indiscutibilmente concernenti obblighi derivanti da un trattato internazionale in materia di difesa (articolo 75, comma secondo della Costituzione), avrebbe una pesante ricaduta perché si porrebbe in diretto contrasto con l'azione del governo, e con le valutazioni della magistratura e rischierebbe, infine, di fomentare ulteriori tensioni interne ed esterne non facilmente prevedibili".

Pronta la replica del Sindaco di Vicenza, Achille Variati che ha confermato il referendum popolare. "Il nostro quesito non tocca le sfere della politica estera e della difesa nazionale - ha spiegato Variati. Il nostro è un quesito di natura patrimoniale. Chiediamo soltanto di concedere ai vicentini di dire la loro". Variati ha definito le violenze della Polizia di sabato scorso "una brutta pagina nella storia della nostra città". "L'episodio di oggi - ha detto - mi conferma un'impressione che ho purtroppo da tempo: qualcuno non vuole che la consultazione popolare si svolga in quel clima tranquillo e civile che ho sempre indicato come un obiettivo e un requisito fondamentale". "Come tanti cittadini di Vicenza - ha aggiunto - ritengo che il progetto di costruzione della nuova base militare in quell'area, così delicata sotto il profilo ambientale, sia un errore, un errore imperdonabile. E proprio perché la città possa esprimersi, dopo che, dal governo ai consigli comunali, tutti hanno parlato tranne i cittadini, abbiamo organizzato una consultazione popolare, che consenta finalmente a Vicenza di pronunciarsi sul destino di quell'area: e che nel far questo ci restituisca la speranza di una condivisione civile, senza divisioni laceranti, che sani le ferite del passato. Un momento di democrazia che possa pacificare la nostra comunità". "Purtroppo, lo ripeto - ha concluso, annunciando di voler recarsi un Questura per avere aggiornamenti - c'è più di qualcuno, a tutti i livelli, che non vuole che questo accada". [GB]

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