Afghanistan: partiti i Tornado, i Talebani tornano al potere

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Talebani in Afghanistan - © peacereporter

Quattro caccia Tornado del Sesto Stormo di Ghedi (Brescia) sono partiti per l'Afghanistan dove svolgeranno attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione. I Tornado saranno inseriti nella Joint Air Task Force di Herat (Jatf), comandata dal colonnello pilota Francesco Vestito, e si aggiungono al Predator, velivolo senza pilota schierato sull'aeroporto di Herat dal 9 maggio 2007, nel settore della ricognizione aerea. I due assetti aerei opereranno in sinergia, ciascuno "sfruttando al meglio le proprie capacità e prestazioni" per coprire, in questo modo, un più ampio inviluppo informativo ed operativo - riportano le agenzie di stampa.

Di fatto i quattro Tornado - la cui missione costerà oltre quattro milioni di euro al mese - non saranno sotto comando italiano, bensì a disposizione del comandante statunitense David D. McKiernan. "Le missioni aeree di ricognizione non hanno finalità ricreative e umanitarie" - ha commentato a Peacereporter il generale Fabio Mini, ex comandante della missione Kfor in Kosovo. "Sono missioni da combattimento vero e proprio in quanto preludono all'attacco con bombe a grappolo, incendiari ed esplosivi ad alto potenziale" - ha aggiunto. "Gli aerei sotto controllo americano non hanno limiti operativi e i nostri cacciabombardieri saranno chiamati a 'cacciabombardare'" - ha concluso il generale Mini. I caccia italiani si sostituiranno così ai sei Tornado della Luftwaffe tedesca con gli stessi compiti.

Intanto - sempre Peacereporter - riporta che "i talebani sono tornati al potere in Afghanistan". "Non nella capitale e nelle principali città del Paese - dove la presenza delle guarnigioni Nato garantisce ancora la sopravvivenza dell'autorità del governo Karzai - ma in quasi tutte le zone rurali, comprese quelle immediatamente fuori dalla capitale. Qui i talebani hanno nominato i loro governatori locali, i loro sindaci, i loro giudici, i loro esattori delle tasse, i loro comandanti di polizia, i loro responsabili per l'istruzione" - evidenzia Enrico Piovesana. "L'istruzione è sotto il controllo degli 'emiri dell'educazione e della cultura', i quali vagliano i programmi d'insegnamento di ogni singola scuola assicurandosi che essi prevedano lezioni di Corano e sharìa. Se così non è, o se la scuola è mista o addirittura femminile, scatta la chiusura forzata. Nove scuole su dieci fanno questa fine" - sottolinea Piovesana.

Secondo un rapporto dell'intelligence Usa - anticipato il mese scorso dalla stampa americana e segnalato da Peacereporter - "le cose in Afghanistan vanno sempre peggio". Il documento avverte che l'anno prossimo le cose sono destinate a peggiorare, come ha confermato il Capo di stato maggiore congiunto americano dopo le indiscrezioni sul rapporto. "Le cose su tutto lo scacchiere non vanno nella giusta direzione - ha detto l'ammiraglio Michael Mullen - e l'anno prossimo, se non faremo fronte a tutte queste sfide, andranno peggio".

La guerriglia talebana ormai dilaga in tutto il territorio afghano e i sempre più frequenti attacchi anche contro le forze italiane nelle province occidentali - tre solo negli ultimi giorni di ottobre giorni - "dimostrano che i talebani sono ormai all'offensiva anche sul fronte occidentale" - segnalava Peacereporter. Una conferma è venuta dall'ultimo rapporto dei servizi segreti italiani (Aise) sulla guerra in Afghanistan, dove si sottolinea "la tendenza del fronte islamico radicale e antigovernativo a estendere il fronte offensivo alle regioni occidentali del Paese, in particolare alle province di Farah ed Herat dove sono presenti assetti nazionali". [GB]

 

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