R.D. Congo: tensioni in Sud Kivu, frequenti attacchi nel Nord-est

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Sfollati in R.D.Congo - Foto: ©MONUC/Myriam Asmani

"Nella Provincia del Sud Kivu nella Repubblica Democratica del Congo il clima è sempre più teso e ci sarebbero nuove ondate di sfollati in seguito a un’operazione militare congiunta tra Congo e Rwanda iniziata nel vicino Nord Kivu la scorsa settimana contro le Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR)" - riporta un comunicato dell'Unhcr. "Circa 5.000 persone sono fuggite dall’area di Makobola, a sud del centro regionale di Uvira nel Sud Kivu, dopo che le cosiddette milizie Mai Mai, che contrastano l’offensiva nel Nord Kivu, avevano bloccato una delle vie principali". C’è anche il rischio che questo nuovo conflitto minacci il rimpatrio di rifugiati congolesi dalla vicina Tanzania. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) teme che le crescenti tensioni ed il blocco stradale che ha temporaneamente impedito ogni movimento tra Uvira e Fizi, dove l’Unhcr è presente sul campo, possano causare nuovi esodi.

Nel frattempo nel Nord Kivu prosegue l’offensiva congiunta congo-ruandese contro le FDLR che sta facendo fuggire molti rifugiati congolesi in Uganda. Negli ultimi quattro giorni circa 1300 rifugiati congolesi hanno attraversato il confine con l’Uganda per sfuggire ai combattimenti e ne arrivano altri ogni giorno. Circa 4.500 congolesi sono fuggiti in Uganda in questo mese, e 40mila dallo scorso agosto - riporta l'Unhcr. La maggioranza sono donne e bambini. Sono entrati in Uganda da Matanda, nel distretto di Kisoro, e da Nyakabande, nel distretto di Kanungu, nell’Uganda occidentale.

Intanto nel Nord-est della R.D. Congo sono diventati sempre più frequenti i violenti attacchi dei ribelli ugandesi dell'Esercito di Resistenza del Signore (LRA) e centinaia di persone sono state uccise e migliaia sono fuggite - segnala Medici Senza Frontiere (MSF). Secondo le Nazioni Unite e diverse organizzazioni dei diritti umani, oltre 500 persone sono state uccise e oltre 400 bambini sono stati rapiti durante i recenti attacchi intorno alla città di Dungu nella R.D. Congo nord orientale. "Gli attacchi hanno anche provocato la fuga di migliaia di persone verso il Sud Sudan. A settembre 2008, in seguito ad attacchi a tre villaggi nella RDC, circa 4mila persone avevano cercato rifugio nella città sudanesi di Sakure e Gangura.

Il presidente congolese Joseph Kabila è intervenuto nel fine-settimana sull’offensiva congiunta in corso in Nord-Kivu e sulla cattura dell'ex generale Laurent Nkunda - riporta l'agenzia Misna. "Le truppe ruandesi dovranno lasciare il Congo subito dopo la fine dell’operazione ‘Umoja Wetu’ (La nostra unione), che si concluderà entro e non oltre il 10 febbraio" - ha affermato precisando che "sono in corso trattative a livello politico e diplomatico" con Kigali per ottenerne l’estradizione dell'ex generale Laurent Nkunda. "Entro 15 giorni (il 15 febbraio), l'R.D. Congo e il Rwanda faranno una stima dell'operazione lanciata il 20 gennaio dalle truppe congolesi e ruandesi per braccare i ribelli delle Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr) e la sua durata non andrà oltre la fine di febbraio" - ha aggiunto Kabila. L'operazione, tenuta segreta, era cominciata all'alba del 20 gennaio con l'entrata di centinaia di migliaia di soldati ruandesi nella provincia del Nord-Kivu, che confina con Ruanda, provocando sorpresa e ostilità nella popolazione locale.

Con una dichiarazione che ha già sollevato numerose polemiche, il presidente ha aggiunto inoltre di avere già fatto una scelta riguardo il mandato di cattura spiccato dalla Corte penale internazionale (Cpi) contro Bosco Ntanganta, guida dell’ala dissidente del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp) alleatosi con Kinshasa: "La scelta tra la giustizia internazionale e la pace e la stabilità in Nord Kivu è chiara ed è già stata presa" - ha detto Kabila secondo cui "qualsiasi altra opzione che metta a repentaglio la pace è da scartare". La missione Onu nel paese (Monuc) ha annunciato che non parteciperà ad alcuna operazione che preveda la partecipazione di Ntanganta.

Proseguono intanto sul terreno le operazioni dell’esercito congolese e dei circa 6000 soldati ruandesi contro le Forze democratiche per la liberazione del Rwanda (Fdlr) e Interhamwe. Nel fine settimana i militari hanno ripreso il controllo della località di Munzenze, base strategica della ribellione situata all’interno del parco nazionale del Virunga, mentre alcune decine di combattenti avrebbero consegnato le armi e si sarebbero resi alle forze della coalizione.

A dicembre il settimanale Vita ha lanciato un appello online - a cui hanno aderito moltissime associazioni - alle massime istituzioni nazionali ed europee, affinché non venga ignorata la crisi del Nord Kivu. [GB]

 

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