Genocidi

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“L’inferno non può essere peggiore; vedi scene che ti fanno sprofondare di girone in girone. Senza pietà. Non c’è fine al peggio sino a trovarti in paradiso. Mi spiego. La gente sorride, collabora. I bambini saltellano, indicano ai genocidari dove si sono rifugiati i loro coetanei tutsi come stessero giocando a nascondino. Le donne aiutano l’esercito a compilare la lista come fosse quella della spesa ed invece è la lista delle persone da eliminare. A migliaia”. (dal sito di Unimondo)

Introduzione

Dal greco (ghénos: razza, stirpe) e dal latino (caedo uccidere) ha origine il termine genocidio coniato nel 1944 dal giurista polacco Raphael Lemkin. La definizione che voleva descrivere il genocidio armeno e l’Olocausto si scontrò da subito con le distorsioni e le interpretazioni dei fatti sia dei negazionisti che dei governi; alcune delle quali offendono la storia e la memoria. Nel tentativo di reinterpretare le verità e le memorie, da sempre selettive, esiste un vero e proprio conflitto sulla definizione di genocidio.

Chiediamo pazienza al lettore per due ordini di motivi. Il primo perché la prospettiva della presente scheda è eurocentrica. Se partissimo da tutt’altro punto di vista siamo convinti che vedremo la storia con tutt’altra prospettiva. Il secondo perché ci soffermeremo molto sulla definizione. Il genocidio ruandese, infatti, è stato riconosciuto come tale tardivamente (si trattò in realtà di un ritardo di appena 2 mesi ma che fu sufficiente all'attuazione del genocidio stesso), a causa dell'indugiare della diplomazia statunitense in sede Onu. Esso fu fermato solo dall'intervento di milizie tutsi quando metà delle vittime predestinate erano già state uccise. Il Conflitto del Darfur, attualmente in corso, è stato definito dal Segretario di stato americano Colin Powell come genocidio nel dicembre del 2004, ma ad oggi non è ancora stato riconosciuto come tale dai più. Definire, quindi, se in una determinata situazione vi sia o meno genocidio obbliga gli stati e la comunità internazionale ad intervenire coercitivamente al fine di far cessare la situazione di illegalità.

Basandoci sulle Carte ufficiali possiamo intravedere la “censura” dell’azione statuale. L'11 dicembre 1946, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite riconobbe con la risoluzione 96 il crimine di genocidio come "Una negazione del diritto alla vita di gruppi umani, gruppi razziali, religiosi, politici o altri, che siano stati distrutti in tutto o in parte". Il riferimento a "gruppi politici", un'aggiunta rispetto alla proposta di Lemkin, non era gradito all'Unione Sovietica, che fece pressioni per una soluzione di compromesso. Successivamente, il 9 dicembre 1948, fu adottata la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio che, all'articolo II, definisce il genocidio come:

Uno dei seguenti atti effettuato con l'intento di distruggere, totalmente o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso:

§ (a) Uccidere membri del gruppo;

§ (b) Causare seri danni fisici o mentali a membri del gruppo;

§ (c) Influenzare deliberatamente le condizioni di vita del gruppo con lo scopo di portare alla sua distruzione fisica totale o parziale;

§ (d) Imporre misure tese a prevenire le nascite all'interno del gruppo;

§ (e) Trasferire forzatamente bambini del gruppo in un altro gruppo.

Tale definizione ha di fatto escluso, solo in via giurisprudenziale, i crimini imputati all'Unione Sovietica, fra cui l'Holodomor del 1932 o quelli perpetrati dai Khmer Rossi in Cambogia dopo il 1975. Inoltre, porta al paradosso di considerare i Tutsi come vittime del genocidio ruandese e non gli Hutu che furono, sebbene in misura minore, sterminati perché si rifiutarono di collaborare con i carnefici.

Diversi storici stanno tentando di ampliare la definizione facendo riferimento ad una più ampia collettività umana. Secondo Bernard Bruneteau (Il secolo dei genocidi), il tribunale internazionale TPI per processare i Khmer Rossi, istituito con notevole ritardo a causa della situazione dinamica e difficile, è stato un'occasione mancata per riformulare la definizione di genocidio in seno all'ONU, in particolare includendo i gruppi politici.

Il genocidio non è da confondere con le “gross violations” che pur causando un numero elevato di vittime non intendono eliminare, in tutto o in parte, un “gruppo umano”. Una cosa è lo sterminio programmato di una popolazione ed un’altra la deportazione / rimozione di una popolazione da un determinato territorio che viene definita come “pulizia etnica”.

Un esempio per comprendere la differenza. Le milizie tutsi hanno fermato il genocidio in Ruanda dei tutsi e hutu moderati. Una volta al potere hanno sovraffollato le carceri sia di innocenti che responsabili di genocidio dell’altro gruppo etnico violando i diritti più fondamentali. Negli anni seguenti hanno ripetutamente invaso la Repubblica Democratica del Congo compiendo “grosse violazioni” nei confronti delle ex forze armate ruandesi e dei civili inermi indigeni. Queste violazioni sono state meno studiate e narrate del genocidio. I morti complessivi inflitti all’etnia hutu non sono stati però inferiori a quelli del genocidio ruandese del ’94. Anzi. Non c’era l’intenzione di eliminare l’altro gruppo etnico e quindi non è definibile come genocidio che non si basa solo su criteri quantitativi.

Nel genocidio, invece, c’è il tentativo di eliminare non solo la popolazione ma anche la sua memoria culturale. Esso continua spesso dopo il massacro, al fine di eliminare, prima dalla faccia della terra e poi dalla memoria collettiva, l’“altro da sé”. Il gruppo da eliminare viene spesso prima identificato per “quello che fa” (come i pastori tutsi anziché i contadini hutu, i commercianti ebrei) poi stigmatizzato per quello che è (diverso da me) che mette a repentaglio la “mia” religione, sicurezza, razza, clan, etnia. Infine, segregato (nelle chiese in Ruanda e nei campi di concentramento in Germania) e poi eliminato.

Lo storico Bernard Bruneteau ha proposto questa tabella riassuntiva, senza garanzia di completezza, descrivendo i genocidi del ‘900 e tentando anche una percentuale rispetto al gruppo vittima potenziale:

Genocidio Gruppo vittima Intenzione Modalità di distruzione Numero di vittime * Contesto interno Contesto internazionale
Armenia (1915) Nazionale e religioso (Armeni ottomani) Eradicazione territoriale totale Deportazione, carestia, malattia, esecuzione 1.400.000 (70%) Politica di ridefinizione etnonazionalista dello stato Prima guerra mondiale
Holodomor (1932-33) Nazionale e sociale (contadini ucraini) Sottomissione politica ed eradicazione sociale parziale Carestia pianificata 5.000.000 (25%) Politica di coercizione totalitaria Indifferenza della comunità internazionale
Shoah (1941-45) Razzializzato (Ebrei europei) Eradicazione universale totale Deportazione, carestia, malattia, esecuzione 5.200.000 (50%) Politica di eugenetica razzista Seconda guerra mondiale
Cambogia (1975-79) Politico e sociale ("nuovo popolo") Sottomissione politica ed eradicazione sociale parziale Deportazione, carestia, malattia, esecuzione 1.800.000 (40%) Politica di coercizione totalitaria Indifferenza della comunità internazionale
Ruanda (1994) Razzializzato (Tutsi) Eradicazione territoriale totale Esecuzione, stupro di massa pianificato 800.000 - 1.000.000 (70-80%) Politica di ridefinizione etnonazionalista dello stato Attendismo della comunità internazionale
Bosnia (1992-95) Nazionale e religioso (musulmani bosniaci) Eradicazione territoriale parziale Deportazione, esecuzione 100.000 - 120.000 (6%) Politica di ridefinizione etnonazionalista dello stato Attendismo della comunità internazionale

 

Secondo alcuni autori la presente tabella non include la scomparsa di popolazioni nei territori interessati dalla colonizzazione che hanno anch’essi subìto uno sterminio programmato e pianificato. Nell'ambito della distinzione fra il concetto di guerra (bilaterale - si riconoscono due entità combattenti) e quello di genocidio (unilaterale - si distinguono per loro natura un aggressore e una vittima), le guerre coloniali sono fortemente sbilanciate a favore degli aggressori, soprattutto per il numero di vittime (il 90% sono indigeni), a causa della notevole disparità tecnologica. Nell’elenco sottoriportato vi sono solo alcuni esempi conosciuti. Purtroppo la maggioranza dei genocidi rimangono misconosciuti in quanto il punto di osservazione è occidentale.

 

Chi A danno di chi Quanto Quando
Portoghesi Mozambico 100.000
Tedeschi Africa Orientale 145.000
Colonie europee I nativi delle Americhe milioni di persone
Argentina Patagonia 1870
Leopoldo II Congo milioni di persone 1885-1908
Francesi Costa d’Avorio Più di un milione di persone 1900-1911
Inglesi Sudan milioni persone 1882 – 1903
Tedeschi Herero e i Nama in Namibia Decine di migliaia di persone 1904 – 1906
Croati Serbi, Ebrei e Zingari Mezzo milione di persone Seconda Guerra Mondiale

Il comportamento dei colonizzatori è stato influenzato da forme di razzismo diffuso, giustificato sia moralmente che scientificamente dalla dottrina del Darwinismo sociale di Herbert Spencer, dal famoso libro La lotta delle razze di Ludwig Gumplowicz, dalle teorie eugenetiche di Francis Galton e dalla gerarchia delle razze umane di Ernst Haeckel. Tali dottrine hanno alimentato l'idea di una missione colonizzatrice dell'"uomo bianco", destinato dalle leggi naturali a sottomettere e sostituire le "razze inferiori", e si esprimeranno in modo estremo nell'ideologia nazista (interi brani di La lotta delle razze sono presenti nel Mein Kampf di Adolf Hitler).

Il secolo dei genocidi

Il XX secolo è stato definito "il secolo dei genocidi" o "il secolo dei totalitarismi" ed è in genere considerato come un periodo in cui la violenza, lo sterminio di massa e la guerra raggiungono livelli senza precedenti. Purtroppo, per ragioni di spazio, daremo breve visibilità a pochissimi esempi di genocidio per continente.

- Europa

L'Olocausto è riconosciuto come un fenomeno unico nella storia (soprattutto perché tutti gli elementi che caratterizzano il genocidio sono presenti contemporaneamente e in forma estrema). Fu metodicamente condotto dalla Germania nazista in buona parte dell'Europa prima e durante la seconda guerra mondiale, e portò all'annientamento di 6 milioni di ebrei (oltre la metà degli ebrei in Europa), colpendo anche gruppi etnici Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), comunisti, omosessuali, prigionieri di guerra, malati di mente, Testimoni di Geova, Russi, Polacchi e altri Slavi, per un totale di vittime stimabile tra 13 e 20 milioni. Le forze armate della Germania nazista compirono sistematicamente massacri di civili in Polonia ed in Russia volti alla eliminazione delle classi intellettuali degli slavi e alla riduzione del loro numero complessivo nei territori orientali che dovevano divenire terreno di colonizzazione germanica. La cifra delle vittime solo nei territori occupati in Unione Sovietica ammonta a circa 27 milioni. In Italia, i nazisti appoggiati dalle milizie fasciste italiane deportarono e uccisero circa 7.000 ebrei italiani. Per rafforzare il “Mai Più” è stata istituita anche in Italia, il 27 gennaio, la Giornata della memoria.
Tra Europa ed Asia c’è stato il genocidio armeno perpetrato dal governo turco durante la prima guerra mondiale. Il non riconoscimento di questo genocidio è una delle con-cause che rallentano l’entrata della Turchia in Europa.
In tempi recentissimi, l'11 luglio 1995, la città di Srebrenica (Bosnia - Erzegovina) venne occupata e le truppe serbo-bosniache deportarono e massacrarono la popolazione. Morirono circa 8.000 uomini e ragazzi bosniaci. Il massacro è stato definito come genocidio dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia il 19 aprile 2004.

- Africa
In Ruanda s’è consumato il peggiore genocidio africano. Avvenne nel 1994 da parte di milizie e bande Hutu contro la minoranza Tutsi e tutti coloro che erano sospettati di favorirli. Le vittime, il cui numero raggiunge circa il milione, furono spesso uccise barbaramente con armi rudimentali come il machete. Questo genocidio è stato preceduto e susseguito da scontri etnici cruenti tra le due etnie non solo in Ruanda ma anche in Burundi e nell’attuale Repubblica Democratica del Congo. A riguardo ha fatto molto discutere il premio consegnato dal Presidente del Consiglio Romano Prodi al Presidente del Rwanda Paul Kagame su indicazione di “Nessuno tocchi Ciano” (). Kagame è stato attaccato dagli Istituti Missionari italiani che ben conoscono le sue strategie sia di guerra che di propaganda.

L’Africa ha un primato, seppur flebile. Il Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda ha condannato all’ergastolo, nel maggio del 1998, l’ex Primo Ministro del Ruanda, Kambanda, per aver commesso e pubblicamente confessato il crimine di genocidio. È stata la prima condanna per genocidio mai emessa nei confronti di una persona.

Asia

La popolazione della Cambogia subì tra il 1975 ed il 1979 un tremendo sterminio organizzato dai Khmer rossi, sostenuti ed armati dalla Cina e - in funzione antisovietica - anche dagli USA. Da 1 a 2,2 milioni di persone (su una popolazione totale di 7,5) furono massacrati o fatti morire nei cosiddetti campi di rieducazione. Solo nel dicembre 1997 l'ONU parlò di "atti di genocidio". Fra le vittime, furono colpiti soprattutto cattolici, mussulmani Cham, cinesi e vietnamiti, perseguiti in quanto tali o in quanto abitanti delle città o commercianti. Il popolo fu classificato in categorie come "popolo nuovo" (da rieducare), "sotto-popolo" e "traditori" (da eliminare).

- America Latina
In Guatemala - a partire dal 1960, il regime militare di Carlos Castillo Armas causò 30 anni di guerra civile e la morte di 200.000 civili. La Commissione per la verità sponsorizzata dall'ONU ha concluso che in certe aree (come Baja Verapaz) il governo avviò intenzionalmente una politica di genocidio contro determinati gruppi etnici, soprattutto Maya (Molti massacri latinoamericani possono considerarsi come genocidi su piccola scala e rendono francamente difficile la distinzione tra queste violazioni ed altre.

(Scheda realizzata con il contributo di Fabio Pipinato)

E' vietata la riproduzione - integrale o parziale - dei contenuti di questa scheda su ogni mezzo (cartaceo o digitale) a fini commerciali e/o connessi a attività di lucro. Il testo di questa scheda può essere riprodotto - integralmente o parzialmente mantenendone inalterato il senso - solo ad uso personale, didattico e scientifico e va sempre citato nel modo seguente: Scheda "Genocidi" di Unimondo: www.unimondo.org/temi/guerra-e-pace/genocidi

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