Italia: il disarmo nucleare diventi una priorità della politica

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Una foto di Hiroshima dopo il bombardamento atomico

L'associazione 'Beati i costruttori di pace' commemora oggi a Ghedi e a Vicenza le vittime del primo olocausto nucleare a Hiroshima e rinnova l'impegno per mettere al bando le armi nucleari e per il disarmo. "Facciamo memoria degli avvenimenti del 6 e 9 agosto 1945 come monito a che simili tragedie non abbiano più a ripetersi e come impegno perché il mondo intero intraprenda con decisione la strada del disarmo nucleare" - afferma don Albino Bizzotto, presidente dell'associazione. "Come in passato - prosegue don Bizzotto - abbiamo voluto caratterizzare questa iniziativa con la più nutrita possibile partecipazione degli Enti Locali, per sottolineare quanto sia importante l'alleanza sul tema del disarmo tra associazioni e amministrazioni locali".

L'associazione 'Beati i costruttori di pace' ha coordinato la Campagna "Un futuro senza atomiche" che il 27 marzo scorso ha presentato alla Camera dei Deputati le circa 70mila firme raccolte in tutta Italia per la proposta di legge d'iniziativa popolare mirante a far dichiarare l'Italia "Paese libero da armi nucleari".

Per la giornata di oggi, il coordinatore della Tavola della Pace, Flavio Lotti, in un editoriale evidenzia la necessità di "rimettere il disarmo tra le massime priorità della politica". "Non compare in prima pagina ma è diventato il pericolo più grande del mondo. Più grande persino dell'emergenza ambientale che minaccia la sopravvivenza del pianeta. E' il pericolo nucleare" - scrive Lotti. "Un pericolo tremendo che sta crescendo in modo vertiginoso. Il fatto che giornali, tv e politici non se ne occupino rende l'allarme ancora più drammatico. Coloro che hanno la responsabilità di proteggerci fingono di non sapere e sembrano avere sempre cose più importanti a cui pensare. La gente non si rende ancora conto di quanto sta accadendo e molti ritengono che sia meglio così" - sottolinea il coordinatore della Tavola della Pace.

"Nessuno sa quanto tempo abbiamo per evitare quello che oggi appare quasi inevitabile. Per questo dobbiamo agire subito. "Il solo obiettivo realistico che ci possiamo porre è quello dell'eliminazione di tutte le armi nucleari, ha dichiarato l'ex segretario di stato americano George Shultz. Perché se non ci liberiamo di loro, finiremo per usarle". Questo - evidenzia Lotti - "non è un problema tecnico. E' un problema politico. Non è irrealistico ma fattibile. E' solo questione di leadership e di volontà politica". "Per riuscire in questa impresa è necessario aumentare rapidamente la pressione dell'opinione pubblica. Abbiamo bisogno di creare una sempre più vasta consapevolezza, di mobilitare i gruppi, le associazioni, gli enti locali, le nostre città. Abbiamo bisogno di rimettere il disarmo tra le massime priorità della politica. Abbiamo bisogno di sostenere politici che abbiano a cuore questo obiettivo" - conclude il coordinatore della Tavola della Pace.

E in un vibrante testimonianza Seiko Ikeda, sopravvissuta alla bomba di Hiroshima, sottolinea che "anche oggi, dopo 63 anni, le persone continuano a morire per le conseguenze del bombardamento atomico". "Non riesco neanche a descrivere quanta sofferenza tutto ciò mi abbia causato per tutta la vita. E anche se riuscissi a trovare le parole, forse nessuno potrebbe capire ciò che ho provato. Per ridare alla mia faccia un aspetto simile a come era, ho subito quindici operazioni" - commenta Ikeda. "Nonostante tutto, però, sono viva. Sono in ogni caso più fortunata di quelle persone che ho visto per strada quel giorno, o di quelli che sono morti vicino a me nel fiume, senza sapere chi incolpare. Non dimenticherò mai quei volti contorti dal dolore.

Anche oggi, dopo 63 anni, le persone continuano a morire per le conseguenze del bombardamento atomico. E forse domani toccherà a me". "In quanto sopravvissuti, abbiamo parlato con molte persone, per esprimere il nostro sconforto, la nostra rabbia, la nostra speranza in un mondo di pace libero da armi nucleari. Ma perché c'è ancora chi fa le guerre?" - domanda Ikeda. "Hiroshima è un luogo dove si può imparare a capire la dignità umana. La guerra, il terrorismo, le armi nucleari uccidono. Quando penso alla guerra non penso solo alla mia morte, ma alla morte di genitori, figli, fratelli, sorelle, amici.
In una guerra nucleare non ci saranno né vincitori né vinti. Ci sarà solo la distruzione dell'umanità e la fine del pianeta terra. Se l'umanità non eliminerà le armi nucleari, le armi nucleari elimineranno l'umanità" - conclude Ikeda lanciando il suo appello di pace. "E' un appello debole, privo di potere. Eppure credo che crescerà in tutto il mondo, grazie alla compassione e alla simpatia delle persone di tutti i paesi. Un giorno diventeremo la voce più forte. E questo è il mio sogno che mi aiuta ad affrontare la paura della morte che mi assale ogni giorno". [GB]

 

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