Licenziato Muhammad Yunus. Diamogli credito

Stampa

Muhammad Yunus - Foto: ©TMnews

Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace e pioniere della microfinanza, è stato estromesso con effetto immediato dalla Grameen Bank, da lui fondata nel 1976. Lo ha reso noto il presidente della banca Muzammel Huq. “La banca centrale del Bangladesh ha sollevato Yunus dal suo incarico di amministratore delegato di Grameen Bank con effetto immediato” - ha dichiarato Hud.

Yunus, 70 anni, è finito nel mirino del governo che lo accusa di evasione fiscale. Ma l'ostilità dell'esecutivo nei suoi confronti sembra risalire al 2007, quando a seguito di un golpe militare il banchiere manifestò l'idea di creare un suo movimento politico. I leader politici e la maggioranza della premier Sheikh Hasina Wajed non gliel'hanno perdonata, secondo alcune ricostruzioni di stampa, considerandolo un rivale nella contesa del potere. Più di recente hanno potuto trovare spunti per la loro campagna contro Yunus in un reportage di una tv norvegese che esprimeva giudizi scettici sul microcredito, anche tornando su alcune controversie di vecchia data - poi chiarite - che il Nobel ebbe con Oslo in merito ad alcuni finanziamenti europei alla Grameen Bank.

Lo scorso gennaio il banchiere era comparso davanti a un tribunale per una questione di presunta diffamazione risalente al 2007 che s’è conclusa con un “nulla di fatto”. In precedenza il governo del Bangladesh aveva avviato un'indagine sulle sue attività accusandolo di “succhiare il sangue ai poveri”. Succhiare? Vediamo i fatti. La premier Sheikh Hasina ha fatto dire il 16 febbraio “diplomaticamente” dal suo ministro delle Finanze che Yunus era sì, “un uomo di alta statura e rispetto”, ma che ora “è vecchio e noi dobbiamo ridefinire le regole della banca e portarle sotto stretta sorveglianza”.

In un paese islamico dove l'usura è bandita, la leader del Congresso accusa senza mezzi termini l'uomo-simbolo per milioni di bengalesi e contadini di mezza Asia, il Banchiere dei diseredati per eccellenza, di aver sfruttato la sua Grameen bank per accaparrarsi migliaia di clienti che pagano interessi più bassi, ma pur sempre esosi per le tasche di contadini che vivono alla giornata tra Dhakka e i confini con il Bengala indiano.

Anche qui possiamo constatare come il caritatismo prevalga sulla concezione del microcredito stesso. I poveri vanno assisiti e non certo aiutati a non esser più tali. La premier nel condannare Yunus parla di “interessi più bassi” degli interessi bancari di mercato. Ma perché invece di scagliarsi contro Yunus non chiede alle banche transnazionali di adottare modalità per dare accesso al credito ai più poveri?

Le accuse sono ritenute “ingiuste” da un eminente economista del Paese, Zillur Rahman, citato di recente dal Financial Times, secondo cui in realtà dietro alla vicenda si nasconde una politica che vuole prendere il controllo del settore creditizio ai poveri. La Grameen Bank conta microprestiti per 955 milioni di dollari complessivi a circa otto milioni di poveri, nella maggioranza dei casi donne.

Insomma, Yunus, ha toccato un tasto che non doveva: la politica. Avrà pur commesso degli errori sui quali peraltro s’è già fatta chiarezza con ben poca sostanza ed alcuna prova. Avrà pur esagerato con l’esposizione mediatica della sua persona oscurando, peraltro, altre modalità di fare microcredito come quello di Angela Gomes nel suo paese altrettanto interessanti. Avrà pur mitizzato il microcredito stesso, cosa peraltro da noi teorizzato come sospettosa, come scrivemmo in tempi non sospetti: “il microcredito, come fonte di profitti, è la grande scoperta di questi ultimi anni”. Istituti specializzati nei prestiti ai poveri come il BancoSol in Bolivia, e KRep in Kenia, ostentano “tassi di rendimento superiori a quelli di alcuni fra i più grandi e migliori istituti bancari del mondo”. Nelle Filippine, la Kaunlaran Agricultural Corporation ha ottenuto un profitto netto di 294.000 dollari con un portafoglio di crediti di 1,6 milioni.

Ma non ci appartiene gettare acqua sporca e bambino. A difesa del professore vogliamo ricordare l’intervento dell'ex Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani Mary Robinson che ha accusato la primo ministro di aver avviato una campagna di discredito per eliminare un temuto avversario politico. Yunus, infatti, rigettando ancora tutte le accuse farà ricorso all’Alta Corte per il reintegro. Ma il presente scritto solleva un’ipotesi: chi aveva prima d’oggi sentito parlare di Muzammel Huq? Nessuno. Bene. Chi è Muzammel Huq (13.800 risultati su Google) nei confronti del Nobel (1.150.000 risultati su Google)? Nessuno. Bene. Non è che la gelosia, anche in questo caso, prevalga?

Unimondo nacque organizzando una conferenza con colui che diventò, poi, premio Nobel per la Pace. Fu l’anno 2000. Nacque l’idea del World Social Forum.

Oggi saremmo pronti a re-invitare il professore. Con tutti i distinguo del caso ci ha dato un sogno: un mondo senza povertà è possibile.

Fabio Pipinato
(direttore di Unimondo)

 

Ultime su questo tema

Contro la crisi: microcredito strumento di welfare, crescita e sviluppo

11 Maggio 2012
Nasce “MxIT-Microcredito per l’Italia”, impresa sociale creata da Etimos Foundation per diffondere in Italia un modello innovativo di microcredito, che si rivolge non solo alle famigl...

Risparmiatore etico e solidale

13 Aprile 2012
È uscito dalle edizioni di Altreconomia il nuovo libro di Marco Gallicani, esperto di economie e finanza alternativa. Il volume intitolato “Risparmiatore etico e solidale” propone due tipi di rivol...

Tobin tax, è la volta buona?

02 Febbraio 2012
La tassa sulle transazioni finanziarie, meglio nota come Tobin tax, è entrata nell’agenda politica europea e mondiale. Per far funzionare la tassa occorrerebbe un accordo globale che, in questo fra...

Muhammad Yunus: il capitalismo è al capolinea?

02 Febbraio 2012
Muhammad Yunus è il più celebre pioniere del microcredito, che gli ha portato anche un Premio Nobel per la Pace. Oggi guida lo Yunus Centre e si occupa di imprenditoria sociale. Una star anche a Da...

Banca Etica: “La manovra colpisce i piccoli azionisti e penalizza la finanza etica”

28 Dicembre 2011
“La manovra economica approvata contiene misure penalizzanti per i piccoli azionisti e per la finanza etica. Queste misure - se non saranno riviste con provvedimenti adeguati – rischiano di frenare...

Video

Grameen Story