Microcredito e microfinanza

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“La povertà induce all’azione”. (Friedrich Wilhelm Raiffeisen)

 

Introduzione

Il microcredito è prima di tutto uno strumento dedicato ai più poveri per potersi affrancare dalla loro condizione di indigenza e di dipendenza. Attraverso l’agevolazione finanziaria che si da a chi ha scarso capitale s’imprime una forza importante che contrasta la moderna tendenza alla concentrazione della produzione nelle mani di poche grosse imprese. Insomma, un diritto umano di terza generazione.

Nei sud, ove le banche sono poche ed esclusive e prevale la finanza informale e l’usura, il 90% della popolazione non ha accesso ai servizi finanziari. Secondo l’Unctad, l’agenzia Onu su commercio e sviluppo ed il network Women’s World Banking (microbanche delle donne) sono 500 milioni le microimprese nei paesi dell’Est e dei Sud del mondo dei quali solo il 2% di esse ha accesso al credito.

Per Stefano Zamagni si tratta molto più di una transazione monetaria. L’assunto è che chi prende soldi in prestito è onesto, nel senso che è portato a ripagare (…) Se si parte invece dalla cultura del sospetto si ottiene quello che il sospetto predice. In questo senso, per il Presidente dell’Agenzia per il Terzo Settore, sembra che l’importanza del microcredito vada al di là della stessa operazione finanziaria creando reti di fiducia su base popolare.

 

Storia

Nonostante già in precedenza siano esistite forme di credito di carattere solidaristico e informale l'istituzionalizzazione vera e propria fa parte della storia recente.

In Italia potremo risalire al Monte di Pietà di Perugia del 1142. Antiche Istituzioni che si prefiggevano di combattere l'usura in un'epoca (quella del primo Rinascimento) nella quale le differenze di reddito e tenore di vita tra le classi sociali andavano notevolmente accentuandosi. In modo particolare, furono i Frati Minori Osservanti che si fecero promotori di queste iniziative. Nella Mitteleruropa, ad inizio ‘800, è il pensiero di Friedrich Wilhelm Raiffeisen “aiuto per l'aiuto” che favorisce la nascita di un credito per i meno abbienti mentre il padovano Leone Wollemborg ne favorisce l’espansione in Veneto e don Lorenzo Guetti in Trentino. A parte Banca Etica, per ovvi motivi, sembra che gli istituti di credito cooperativo siano, in Italia, i più attenti alla microfinanza. Altri, come Unicredit o Cariplo, sembrano interessati a co-fondare Grameen Italia pur non avendo intrapreso sin d’ora vere sperimentazioni.

L’esperienza di Grameen nacque nel 1976 nelle zone rurali del Bangladesh - uno dei paesi più poveri del mondo, con il prof. Muhammed Yunus che ha contribuito notevolmente alla diffusione culturale a livello planetario dell’idea. Nel 2006 il fondatore della Grameen Bank ricevette il premio Nobel per la Pace. Tra i pionieri sono da annoverare anche Prodem (Bolivia), Bank Rakyat (Indonesia). Tutti questi “pionieri” realizzano un microcredito poco auto sostenibile fondato più su importanti donazioni che su raccolta locale di risparmio.

 

Come funziona

Gran parte del successo del microcredito è probabilmente dovuto al semplice meccanismo pensato per il suo funzionamento. I prestiti vengono concessi a gruppi composti da poche persone, in modo da creare un gruppo responsabile: Solidarity Group. Se un componente non può restituire la somma concessagli potrà fare affidamento sugli altri ma non può decidere di non restituire la somma per il forte vincolo personale che lo lega al gruppo. La scadenza del prestito è su base annuale, ma con rimborso in piccole quote a cadenza settimanale da pagare a cominciare dalla settimana successiva al''erogazione del prestito. Gli interessi sono spesso alti e ciò spiega la sostenibilità dei progetti di microcredito. In talune aree si arriva sino al 20% ma comunque inferiori a quelli bancari per le fasce più povere o a quelli del “mercato nero dell’usura”.

Spesso si evita il rimborso in un’ unica soluzione perché spesso la cifra accumulata maggiorata anche degli interessi spinge i debitori a non assolvere al debito a fine anno. Le piccole soluzioni invece diminuiscono il peso e responsabilizzano, settimana dopo settimana, gli utenti. Fondamentale è il rapporto di fiducia che si stabilisce tra i banchieri e gli utenti e tra gli utenti stessi, visto che non esistono altre garanzie. La Grameen Bank è fondata proprio su questo. Vennero istituiti anche un fondo per le emergenze, al quale ognuno doveva contribuire con una piccola percentuale e stilate le sedici decisioni, una sorta di codice etico. A pubblicizzare la nuova forma di credito sono gli agenti del credito, che girano per le zone più povere del paese per far conoscere questa nuova opportunità alla gente. Questo semplice funzionamento insieme al vincolo sociale che si crea tra gli utenti sono il motivo per cui la percentuale di rimborso dei crediti si aggira intorno al 98%.

Esistono altre modalità di prestito:

· Village Banking
Una Village Bank è un’associazione di credito e prestito gestita a livello comunitario, che generalmente è costituita da 20-25 membri, spesso donne.

· Revolving Loan Funds
Le Community Managed Revolving Loan Funds (CMRLF) sono gruppi finanziari informali tipicamente composti da 30-100 membri, spesso donne. Le CMRLF possono essere paragonate a piccole banche che mobilizzano e gestiscono i propri fondi e tendono a diventare nel tempo istituzioni indipendenti. Per questo ai membri è richiesto di risparmiare, anche se i fondi iniziali provengono dall’esterno, sia in forma di prestito che di grants.

· Saving and Loan Associations
Le Associazioni di credito e risparmio sono generalmente istituzioni sostenibili, finanziate dagli stessi risparmi locali. Svolgono un’attiva funzione d’intermediazione finanziaria assicurando una permanenza delle risorse di prestito all’interno della comunità, dove i risparmi sono stati mobilitati.

 

Donne, microcredito e espansione del progetto

Yunus visibile, Angela e Celina no. Tra le tante, l'esperienza di Angela Gomes è un esempio di microcredito che favorisce soprattutto l'empowerment femminile. Premio Ramon Magsayay (che in Asia equivale al nostro Nobel), è la direttrice di Banchte Shekha, la più importante organizzazione femminile del Bangladesh che raggiunge più di 25.000 donne. E' una struttura di riferimento per tutte le azioni legali sulla questione femminile nel paese e collabora con organizzazioni per la commercializzazione dei prodotti di diversi gruppi di donne. Ma è anche un progetto di sviluppo sociale che permette a tante donne di accedere al credito solidale per dar vita a piccoli progetti che possono aiutarle nell'emancipazione.

Celina Cossa, in Mozambico, contribuisce dal 1982 alla sopravvivenza e al riscatto di migliaia di persone, come lei donne, grazie al movimento delle cooperative che vede nel microcredito uno degli aspetti dello sviluppo umano che dovrebbe essere accompagnato, come accade per il cooperativismo in Italia, da altri aspetti.

Il microcredito alle donne è stato definito una vera e propria rivoluzione sociale, perché oltre a dare un ruolo importante alle donne all'interno di società maschiliste, ha creato anche una rete di solidarietà tra donne che è servita anche a denunciare violenze e soprusi da parte degli uomini, che prima non esisteva. Anche in altri paesi dei Sud del mondo il microcredito è spesso rivolto alle donne e vi sono organizzazioni specificatamente dedicate. Trattasi di un microcredito spesso legato al circuito del Commercio Equo e Solidale.

 

Dallo scetticismo delle Istituzioni Finanziarie Internazionali all'Anno del Microcredito Onu

Inizialmente le grandi istituzioni finanziarie internazionali non hanno compreso il microcredito. Ancor oggi, a dire il vero, tant’è che il FMI, la BM ma anche le nostre banche preferiscono affidarsi alla finanza speculativa o ai paradisi fiscali, assai lontani dall’economia reale, che alla microfinanza.

Il primo riconoscimento, come strumento di sviluppo, avvenne solo nel 1997 durante il Summit sul Microcredito tenutosi a Washington. L'anno successivo l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione che riconobbe la microfinanza, e in particolare del microcredito, come strumento efficace per sradicare la povertà e liberare, nel contempo, migliaia di donne, dallo sfruttamento. Il riconoscimento più importante ai banchieri dei poveri venne nel 2005 quando le Nazioni Unite dichiarano l'anno del microcredito. Per l'occasione furono promosse una serie di iniziative per diffondere la conoscenza dello strumento finanziario in tutto il mondo.

 

La società civile, le organizzazioni non governative e la Campagna Globale in sostegno del Microcredito

Sono numerose le Organizzazioni Non Governative che hanno iniziato ad includere azioni in sostegno del Microcredito nei loro progetti di cooperazione internazionale nei Sud del mondo. Nel 1997 quasi 3000 persone provenienti da 137 paesi diversi si riunirono in un Summit a Washington per il lancio della Campagna Globale in sostegno del Microcredito. La Campagna fu un'idea dell'organizzazione statunitense RESULTS, una Ong impegnata a combattere la fame e la povertà che aveva già sostenuto il progetto di Yunus in Bangladesh. L'obiettivo dichiarato fu quello di raggiungere - entro il 2005 - 100 milioni di famiglie tra le più povere del mondo e, tra loro, specialmente le donne. Questa meta fu quasi raggiunta. Secondo il rapporto (.pdf ) sullo stato della campagna, al 2005 sono stati raggiunti complessivamente più di 92 milioni di clienti, 66,6 milioni dei quali vivono con meno di un dollaro al giorno. La diffusione dei dati coincise con la conclusione dell'anno internazionale del microcredito indetto dall’Assemblea Generale dell’ONU. Nel novembre del 2006 è stato dichiarato l'obiettivo successivo, quello di arrivare a 175 milioni entro il 2015. La campagna riunisce operatori di microcredito, istituzioni che si occupano di sviluppo, educazione, organizzazioni non governative, donatori impegnati a promuovere il microcredito, ma anche a migliorarne le pratiche e lo scambio di esperienze. Ogni anno viene pubblicato un rapporto con tutti i dati e gli obiettivi raggiunti.

 

Le attività in Europa e in Italia

A livello europeo è stata creata una piattaforma sulla microfinanza che raggruppa diversi attori europei impegnati in progetti di microcredito e microfinanza nei paesi del Sud del mondo. Obiettivo principale è quello di facilitare lo scambio di esperienze, e di informazioni utili e promuovere la cooperazione tra tutti i partecipanti. Tra questi ci sono banche, istituti finanziari, agenzie governative, Ong, ricercatori, società di consulenza, università.

Il microcredito si è rivelato efficace non solo per i Sud del mondo. Di fronte alla crisi economica e sociale mondiale la microfinanza è uno strumento fondamentale anche nei paesi occidentali, tanto che nel 2007 anche Danuta Hübner, Commissario responsabile per la politica regionale, ha presentato un’iniziativa (.pdf) tesa a migliorare l’accesso al credito per le piccole imprese e le persone che versano in una situazione di esclusione sociale, come le minoranze etniche, che desiderino avviare un'attività autonoma nel territorio Ue.

Secondo Francesco Terreri di Microfinanza in Italia – fonte Banca d’Italia – il 14,1% delle famiglie, quasi tre milioni su un totale di 21,2 milioni, non è titolare di nessuna attività finanziaria, neanche nelle forme del conto corrente bancario o postale. Le categorie a rischio sono microimprese, lavoratori atipici e nuove partite Iva, donne soprattutto se sole con figli, anziani, immigrati. Nel Mezzogiorno, inoltre, l’esclusione finanziaria è più elevata che al Nord e le banche faticano ad erogare micro prestiti di 5.000 euro applicando le stesse commissioni per prestiti 20 volte superiori.

È stata quindi realizzata una campagna nazionale di sensibilizzazione sul tema della Microfinanza: "Oltre l'assistenza... il diritto all'iniziativa economica per il raggiungimento degli obiettivi del millennio". L’iniziativa, che si è svolta tra ottobre 2007 e novembre 2008, è nata dalla volontà di diffondere la conoscenza della Microfinanza e di promuovere l’importante ruolo che essa può assumere nei processi di sviluppo tanto nei Nord, quanto nei Sud del mondo promuovendo il microcredito e la microfinanza come strumenti di cooperazione allo sviluppo nel quadro degli obiettivi del millennio.

Seppur con caratteristiche differenti esistono numerose esperienze di microcredito in Italia come le MAG ma anche programmi specifici del sistema creditizio nazionale che ha deciso di rivolgersi anche agli utenti che prima non erano considerati bancabili.

Tra i più autorevoli network c’è Microventures con 12,5 milioni di euro di capitale e che entra direttamente nel capitale delle “banche di villaggio” soprattutto indiane ed andine. La filosofia di fondo è l’equilibrio tra investitori, che non sono donatori, e microproduttori. Se alcune realtà che si avvalgono soprattutto di lavoro femminile necessitano di essere supportate anche nel microcredito interverrà Fem International.

Ha fatto storia CTM – MAG, una forma di microcredito nata a supporto del Commercio Equo e Solidale, trasformatasi poi, non senza conflitti, in Consorzio Etimos. Questa realtà compie 20 anni. Fedele al commercio equo è rimasta la Coop. Mandacarù di Trento, la più importante investitrice di CTM altromercato. Essa raccoglie risparmio dai suoi soci per il prefinanziamento del commercio equo. Altre solide organizzazioni presenti in Italia sono CreSud ed Ethical Banking.

La formazione al microcredito passa attraverso una serie di proposte formative rivolte a studenti universitari, master di specializzazione e corsi specifici per chi si vuole avvicinare alla tematica. Sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica e sulla scia dell'anno internazionale per il microcredito, è stato creato un Comitato Nazionale Italiano Permanente per il Microcredito che promuove e sostiene la microfinanza attraverso una erte di realtà attive.

 

Le critiche

Il microcredito è anche oggetto di critiche, principalmente per tre motivi. Alcuni sostengono che gli venga dato eccessivo peso come strumento nella lotta alla povertà e ricordano che lo strumento finanziario non è in grado, da solo, di risolvere i problemi strutturali legati alla povertà. Il credito, in contesti senza opportunità di investimento, non risolve nessun problema. A sostegno di questa critica si porta spesso l'esempio delle iniziative di credito di carattere mutualistico e cooperativo, come quelle storicamente sperimentate in diverse realtà europee tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento. Queste iniziative hanno avuto successo perché inserite in un contesto di sviluppo generale, a livello continentale, e di trasformazione industriale dell’economia. Il fatto che il microcredito, sommariamente, attecchisca più in Asia che in Africa dimostra che il contesto culturale non è indifferente.

Altra critica è quella che sostiene che le iniziative di microcredito, nate come finanza a sostegno dell’economia debole e informale, hanno finito per operare per la ricerca del profitto e sono diventate componenti a tutti gli effetti dell’economia creditizia formale. Le Casse Rurali che avevano investito in Lehman Brothers o in Bond argentini sono un esempio tra i molti. Ultima delle più comuni critiche è la questione relativa agli interessi, ritenuti troppo alti, a volte prossimi all'usura. A riguardo le critiche non risparmiano nemmeno la Grameen.

 

Conclusioni

Il microcredito ha per molti aspetti cambiato il modo di pensare l’aiuto allo sviluppo nei programmi di cooperazione internazionale. Rappresenta un modo per uscire dall'assistenzialismo puro e viene riconosciuto come uno strumento che stimola l’attività produttiva e la dignità delle persone. Si mette da parte la vecchia logica della donazione che molto spesso ha contribuito a mantenere le popolazioni "aiutate" in perversi meccanismi di dipendenza dagli aiuti. Per quanto non sia sufficiente mettere denaro nelle mani delle persone, perché si possa innescare un meccanismo di sviluppo, e per quanto sia uno strumento ancora da perfezionare e adattare ai vari contesti, è comunque innegabile il ruolo importante che ha rappresentato e continua a rappresentare nella lotta alla povertà.

 

Tabelle e dati

Dati della Gremaan Bank dal 1976 al 2007 in milioni di dollari.Fonte: Grameen Bank

Progetti della Banca Mondiale nel mondo che sostengono il microcredito. Fonte: Banca Mondiale

Reports della Campagna Globale per il Microcredito. Fonte: The Microcredit Summit Campaign

Profilo paesi dove viene utilizzato il microcredito aggiornati al 2005. Fonte: Nazioni Unite

Bibliografia

Muhammad Yunus, Il banchiere dei poveri, Feltrinelli 1998

Maria Nowak, Non si presta solo ai ricchi. La rivoluzione del microcredito , Einaudi 2005,

Per una economia alternativa. Volontariato, microcredito, microeconomie in rete nell'oggi, EMI 2005

Elisa Bacciotti, Dare credito.La finanza etica in Italia sulla scia del premio Nobel Yunus, Terre di Mezzo, 2007

Irene Gatti. Dateci credito : donne e microfinanza nel nord. e nel sud del mondo. EMI, 2004.

Worldsocialagenda - microcredito (.pdf)

 

(Scheda realizzata con il contributo di Elvira Corona e Fabio Pipinato)

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