Abiti puliti: appello per i lavoratori della multinazionale Triumph in Thailandia

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La protesta delle lavoratrici thailandesi della Triumph - Foto: Clean Clothes

La campagna 'Abiti puliti' ha lanciato un appello per i lavoratori sindacalizzati licenziati in massa dalla sussidiaria thailandese della multinazionale Triumph International in Thailandia. Dal 16 di ottobre centinaia di lavoratori hanno occupato i piani del Ministero del Lavoro per protestare contro i licenziamenti di massa operati dalla Body Fashion Thailand, sussidiaria della Triumph International, e hanno quindi trasformato il loro presidio in una fabbrica di confezionamento di mutande con il marchio “Try Arm” - riporta la campagna 'Abiti puliti'.

Come si può leggere sul suo sito, la Triumph International è stata fondata nel 1886 a Heubach in Germania dalle due famiglie Spiesshofer & Braun e ha quindi stabilito la sua sede in Zurzach (Svizzera). L'espansione europea e internazionale è iniziata a partire dal 1948 e attualmente la multinazionale opera in 120 nazioni impiegando oltre 38mila persone nel mondo.

In Italia, la Triumph International Rome SpA è stata fondata a Milano nel 1955 e si presenta come "uno dei marchi più consolidati del proprio settore", "costruito su principi saldi, che guidano l'attività della società in ogni settore". L'azienda presenta anche un "Codice di condotta" (in .pdf) in quanto "società che opera a livello internazionale", che "impiega personale in tutto il mondo" e "consapevole delle responsabilità eccezionali a carico dei datori di lavoro nell'era della globalizzazione".

"I membri del sindacato - scrive la campagna 'Abiti Puliti' - protestavano da più di 100 giorni di fronte alla fabbrica di Bangkok ma quando la direzione ha rifiutato di parlare con loro, hanno deciso di fare arrivare la loro protesta direttamente al Ministro del Lavoro per chiedergli di difendere i diritti dei lavoratori thailandesi nelle filiere internazionali come questa. La Triumph International non è stata disponibile a condurre una trattativa tempestiva e trasparente circa il suo piano di tagli con i rappresentati sindacali degli stabilimenti, come previsto dalla convenzione ILO 158 e dalla Linee Guida OCSE per le imprese multinazionali".

I quasi 200 lavoratori perciò hanno cominciato a cucire reggiseni e intimo presso il Ministero; si sono messi a lavorare su tutte le fasi del prodotto e ciò è stato possibile grazie all'aiuto di un designer e di un tecnico esperto di confezionamento, entrambi licenziati dalla Triumph. Con la produzione di una linea propria di mutande, i membri del sindacato sperano di raccogliere i fondi necessari a sostenere la loro lotta. Il primo paio di mutande sarà presentato al Direttore Generale del Dipartimento del Lavoro" - conclude la nota della campagna 'Abiti puliti'.

Il sito della campagna internazionale Clean Clothes riporta vari episodi della lunga e controversa vicenda dei lavoratori della sussidiaria thailandese della Triumph International, la Body Fashion Thailand.

La campagna 'Abiti puliti' rappresenta in Italia la coalizione internazionale Clean Clothes, campagna internazionale nata per rafforzare i lavoratori e migliorare le loro condizioni di lavoro nel settore dell’industria tessile mondiale. La campagna ha l’obiettivo di denunciare l’oppressione, lo sfruttamento e gli abusi che subiscono di milioni di lavoratori, per la maggioranza donne e spesso bambini, impiegati in questo settore. [GB]

 

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