Italia: al via la campagna 'Liberi da Ogm'

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Si è tenuta ieri a Roma la conferenza stampa di presentazione della campagna "Liberi da Ogm" promossa da Italia-Europa una coalizione di una trentina di organizzazioni (dalle Acli ad Adiconsum, da Confartigianato al Wwf) del mondo agricolo, dei consumatori, dell'ambientalismo e della cooperazione internazionale per lanciare la consultazione nazionale sul tema degli Ogm.

La consultazione, che partirà il prossimo 15 settembre e durerà fino al 15 novembre, intende essere "l'occasione perché ognuno diventi protagonista, tramite una democrazia davvero partecipata, per costruire un nuovo patto sociale che, a Roma come a Bruxelles, non lasci più le cose come stanno" - affermano i promotori dell'iniziativa. "Chiediamo il tuo voto perché lo sviluppo agroalimentare e generale dell'Italia sia moderno, innovatore, mirato sulla qualità della vita e della nostra salute, attento alla biodiversità, sicuro e rispettoso dell'ambiente e del clima" - sottolinea la coalizione "Italia-Europa: Liberi da Ogm" invitando partecipare alla Consultazione online.

"La coesistenza fra coltivazioni Ogm, biologiche e tradizionali è impossibile" - ha detto Federica Ferrario di Greenpeace. "Solo scegliendo un modello di sviluppo sostenibile, che interessi anche l'alimentazione animale, i prodotti italiani potranno continuare a essere simbolo di genuinità e tradizione". In Europa il rischio di contaminazioni Ogm è elevato. Solo pochi giorni fa gli attivisti di Greenpeace hanno messo in quarantena l'isola di Braila, in Romania, dopo che investigazioni sul campo hanno rivelato la presenza di coltivazioni di soia OGM illegale. In Francia, invece, in contemporanea, gli attivisti hanno marchiato in rosso un campo di mais OGM Monsanto (il MON810), illegalmente coltivato, per renderlo chiaramente identificabile. "Questo rilascio in ambiente di OGM mette in pericolo ambiente e biodiversità" - ha spiegato Ferrario.

Mentre i consumatori continuano a dire no ai cibi transgenici e sono sempre di più le aziende che hanno una policy Ogm-free per i loro prodotti, ogni anno 20 milioni di tonnellate di Ogm si insinuano nella filiera alimentare europea attraverso l'alimentazione animale.

L'Italia è particolarmente a rischio: l'eccellenza alimentare del nostro Paese sarebbe infatti fortemente penalizzata da una scelta in direzione della ricerca scientifica più che del territorio. Come riporta l'appello "Una scienza responsabile per un cibo sostenibile", lo sviluppo del sistema agroalimentare nel nostro Paese deve tenere conto di alcuni fatti essenziali. Nella stragrande maggioranza dei casi le dimensioni dell'impresa agricola italiana sono contenute, per la morfologia del territorio e per la storia socioeconomica nazionali. L'Italia quindi non ha alcuna possibilità di competere sulla quantità della produzione, con bassi margini di guadagno, ma può e deve competere sulla qualità, con margini di guadagno in particolare nell'esportazione. Una tesi avvalorata anche dalla crescente domanda di alimenti tipici e genuini espressa dai cittadini italiani ed europei.

"Anche le colture geneticamente modificate sono antieconomiche" - afferma l'appello. "Com'è documentato dagli studi più avanzati di economia delle produzioni agricole, l'agricoltura transgenica non conviene e la ragione è molto semplice: il rapporto costi/ricavi dell'agricoltura transgenica è sostanzialmente il medesimo dell'agricoltura tradizionale, ma il suo mercato è ristretto per la scarsa accettazione mostrata dai consumatori. D'altra parte, al di là dell'analisi economica, le valutazioni sulle scelte agricole devono tenere in considerazione l'obbligo di rispettare il Principio di Precauzione - previsto dal Diritto internazionale e dal Trattato dell'Unione Europea - per evitare i rischi potenziali degli organismi geneticamente modificati.

Dal 15 settembre, dunque, fino a metà novembre si terranno in tutta Italia diverse manifestazioni e iniziative promosse dalle associazioni "No Ogm", durante le quali i cittadini potranno sottoscrivere una scheda che recita: "Vuoi che l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità, libero da Ogm?". Saranno inoltre organizzate oltre un migliaio tra assemblee, convegni, seminari, rassegne, appuntamenti culturali ed eno-gastronomici, per approfondire tematiche legate al mondo del cibo e della salute, in una consultazione che, come ha commentato l'attuale presidente della Fondazione Diritti Genetici, Mario Capanna, "non ha precedenti in Italia e in Europa".

L'inedita coalizione delle organizzazioni degli agricoltori, del commercio, della moderna distribuzione, dell'artigianato, della piccola e media impresa, dei consumatori, dell'ambientalismo, della scienza, della cultura e della cooperazione internazionale chiede alle istituzioni di mettere il sistema agroalimentare al centro dello sviluppo del Paese, scegliendo un modello legato alla qualità, sicuro per la salute, rispettoso dell'ambiente e del clima e, soprattutto, libero da organismi geneticamente modificati. [GB]

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