
www.unimondo.org/Guide/Economia/Decrescita/Descrescita-verso-un-nuovo-Rinascimento
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Abbiamo incontrato a Perugia lo scorso settembre in occasione del 42° Incontro di studi delle Acli dal titolo "Cittadini in-compiuti. Quale polis globale per il XXI secolo", Maurizio Pallante, fondatore del Movimento per la decrescita felice e fautore di un nuovo Rinascimento basato sulla filosofia del“togliere il superfluo”.
Prima di parlare di decrescita parliamo di questa crisi. Come è stata valutata dai fautori della crescita?
Come una crisi finanziaria le cui colpe andrebbero addebitate ad alcuni sciagurati. Ma non è così. Questa crisi è una crisi di sovra produzione che si innesta su una crisi di carattere energetico ed ambientale. Quello che per noi del Movimento per la decrescita è importante ribadire è che da queste crisi si esce soltanto insieme: diminuendo la sovra produzione di beni inutili ed accelerando sulla strada dell’economia sostenibile.
La politica guarda invece solo alla crescita incentivando la domanda…
Da destra e da sinistra si guarda all’incentivazione della domanda puntando ancora sull’edilizia e l’automobile. Ma questi sono mercati saturi: ci sono troppe automobili e troppe case, uffici, capannoni.
E allora cosa proponete?
Innanzitutto una grande opera di riqualificazione e ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente nell’ottica del risparmio energetico e della qualità dell’abitare. In secondo luogo è necessario restringere il bisogno di mobilità e rilanciare il trasporto pubblico.
Per approfondire:
- M. Pallante: Economia e ambiente: nuovi spazi di cittadinanza
- Unimondo: scheda 'Decrescita'
Questo per gli Enti Pubblici. Ma alle imprese cosa proponete?
Il Movimento per la decrescita felice ha deciso di lavorare insieme agli imprenditori, i professionisti e gli artigiani supportandoli a creare sinergie e forme di collegamento finalizzate ad accrescere sia l’efficacia della loro attività in termini di riduzione del consumo di risorse e della produzione di rifiuti a parità di produzione, sia la loro penetrazione sul mercato. Il Movimento ritiene che di fronte alla drammatica crisi ambientale sia indispensabile valorizzare le competenze professionali e le tecnologie in grado di ridurre l’incidenza di materie prime, energia e rifiuti per unità di prodotto, di allungare la durata di vita degli oggetti, di recuperare e riutilizzare al termine della loro vita utile le materie prime di cui sono composti. In una parola di ridurre al minimo l’impronta ecologica.
Voi mettete in discussione il Pil (prodotto interno lordo) come misuratore del benessere. Perché?
Perché non centra nulla con il benessere delle persone. Il 2% del Pil è rappresentato dal cibo che buttiamo ogni anno nell’immondizia. Eliminare questo spreco assurdo è però un atto che limita il concetto di sviluppo economico. Ecco perché, per usare un eufemismo, il Pil è una cavolata!
La decrescita. In due parole
La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.
Intervista a cura di Walter Nicoletti di Acli trentine
(Con questa intervista Unimondo inizia una collaborazione con Acli Trentine. La prossima intervista sarà a Francuccio Gesualdi del Centro Nuovo Modello di Sviluppo).






