Cooperazione: le richieste delle Ong a Frattini, Italia zavorra d'Europa

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Gli 'Stati generali della Solidarietà e Cooperazione internazionale' con una lettera al Ministro degli Esteri, Franco Frattini, chiedono che venga assegnata la delega anche per la cooperazione, che sia rilanciato il processo di riforma del settore e che l'Italia rispetti gli impegni presi in vista dei prossimi impegni internazionali.

"Non nascondiamo il nostro rammarico per la mancata nomina di un viceministro ad hoc, come pure ci si aspettava" - afferma la coordinatrice degli Stati Generali, Sara Ceci, a proposito del fatto che Frattini ha tenuto per sé la delega alla cooperazione internazionale. "Tuttavia il nostro auspicio è che si possa al più presto instaurare, con un nuovo responsabile della cooperazione nella compagine governativa, un proficuo e operoso dialogo, ispirato al metodo del confronto con la società civile, che negli anni passati si è dimostrato fruttuoso".

La seconda richiesta è che venga dato impulso al "processo di riforma del settore", che assuma come principi fondanti l'unitarietà della politica di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà internazionale, la gestione unificata di tutte le risorse che costituiscono aiuto pubblico allo sviluppo in un fondo unico, l'esclusione esplicita del finanziamento delle attività militari attraverso iniziative di cooperazione, l'eliminazione della pratica degli aiuti legati, la previsione di forme di coordinamento fra gli attori della cooperazione, la valorizzazione del ruolo della società civile italiana e dei Paesi partner nel disegno e nella realizzazione delle attività di cooperazione, e che porti all'istituzione di un'Agenzia responsabile dell'attuazione degli indirizzi della politica di cooperazione allo sviluppo, operante secondo i principi civilistici, anche in deroga alle disposizioni della contabilità pubblica.

In terzo luogo, gli Stati Generali chiedono al nuovo governo di "impegnarsi affinché l'Italia possa presentarsi con le carte in regola agli appuntamenti internazionali". In particolare, gli Stati Generali chiedono al Governo che sia perseguita la politica di cancellazione del debito dei Paesi più poveri, in forma addizionale rispetto alle risorse destinate al finanziamento dello sviluppo, e che nel Documento di Programmazione Economico Finanziaria 2009-2011 sia calendarizzato l'aumento progressivo delle risorse pubbliche destinate all'aiuto pubblico allo sviluppo.

E sulle risorse da destinare all'aiuto pubblico allo sviluppo è intervenuta anche ActionAid Italia che sottolinea che per riportare la cooperazione italiana in linea con gli altri Paesi europei in tempo per la presidenza del G8 occorre uno stanziamento di 750 milioni di euro entro fine anno "per arrivare allo 0,33% tra Aps (Aiuti pubblici allo sviluppo) e Pil che l'Italia avrebbe dovuto raggiungere già nel 2006 e che le permetterebbe di allinearsi allo standard Ue".

Le misure sono contenute nel Rapporto 2008 "L'Italia e la lotta alla povertà nel mondo. Pronti per il G8?" (in .pdf) presentato da ActionAid per il terzo anno consecutivo. Le altre quattordici "azioni prioritarie" suggerite dall'organizzazione al governo per "avere le carte in regola in vista del G8 alla Maddalena" - ha spiegato Marco De Ponte, segretario generale ActionAid, "sono a costo zero per il bilancio dello Stato". Il Rapporto valuta ogni anno lo stato e le tendenze della cooperazione italiana rispetto alle strategie della Ue. L'Italia ha un voto insufficiente nei capitoli che riguardano quantità delle risorse destinate all'Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps), coerenza ed efficacia delle politiche di cooperazione, intervento nelle emergenze, impegno bilaterale per il finanziamento dei servizi di base essenziali.

Proprio per l'insufficiente destinazione dei fondi da parte dell'Italia, lo scorso anno la media europea degli Aiuti allo sviluppo è stata per la prima volta in calo rispetto al trend positivo degli ultimi anni e l'Italia è stata la "zavorra d'Europa". A rivelarlo sono le Ong di Concord, la confederazione europea di circa 1.600 organizzazioni non governative che si occupano di sviluppo e aiuto umanitario, nel rapporto dal titolo emblematico "Non c'è più tempo da perdere" (testo in .pdf). Le ong chiedono ai Ventisette "di fare di più e in fretta" in materia di aiuto allo sviluppo, visto che, per raggiungere lo 0,7% Aps e Prodotto interno lordo (Pil) entro il 2015, come da impegno con l'Onu per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, la quantità di risorse devolute al Sud del mondo dall'Europa dovrebbe aumentare di circa 30 miliardi l'anno per i prossimi sette. [GB]

 

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