Roma: Alemanno intende chiudere la Città dell'Altra Economia

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Città dell'Altra Economia - Foto: Lc-architettura

La Città dell'Altra Economia (Cae) di Roma è uno dei primi spazi in Europa interamente dedicato a quelle pratiche economiche che si caratterizzano per l'utilizzo di processi a basso impatto ambientale. L’ex mattatoio, supportato da sponsor etici, garantisce un'equa distribuzione del valore e non persegue il profitto e la crescita a ogni costo mettendo al centro le persone e l'ambiente. Ora, dopo tre anni d’intensa attività, la Cae è ad elevatissimo rischio di chiusura da parte dell’amministrazione comunale.

Questo spazio non è solo un semplice “centro commerciale sostenibile” di 3.500 mq recuperati dell'area dell’ex Mattatoio all’interno del Foro Boario di Testaccio ma è, secondo un preciso progetto condiviso con il comune e avviato dalle oltre 60 realtà che hanno animato il Tavolo dell’Altra Economia cittadino, un luogo pubblico ed educativo importante per Roma.

Chi ha varcato le sue porte ha avuto la possibilità di partecipare alle oltre 30 linee di attività - tra cui l’agricoltura biologica, il commercio equo e solidale, il riuso e riciclo, le energie alternative, il consumo critico, la finanza etica, il teatro, l’arte, la formazione, la comunicazione e il software libero, il turismo responsabile - che si sono ispirate ai principi e ai criteri di lavoro della Carta approvata nel 2004 dal Tavolo dell’Altra Economia e che hanno caratterizzato la vita della Cae da quando ha aperto i battenti.

Sale, piazzale, spazi di mostra e di vendita sono stati frequentati con regolarità da centinaia di migliaia di persone e studenti romani solo nel corso dello scorso anno ed hanno ospitato oltre 500 eventi tra convegni, conferenze stampa, eventi, spettacoli, mostre, incontri, dibattiti, presentazioni, seminari, laboratori, e corsi.

Allo scadere della concessione triennale era prevista per la Cae la possibilità, previa presentazione di un progetto integrato di sviluppo, di rinnovare la propria presenza per i successivi sei anni. Oggi il progetto c’è, ma a venir meno sono i fondi.

Alle richieste di chiarimenti rivolte all’amministrazione il comune ha risposto che intende procedere con nuovi bandi all’insediamento “aperti ad imprese della filiera agricola e biologica e alle nuove tecnologie per l’ambiente e l’energia”. Mentre per la gestione degli spazi comuni ad uso pubblico (sala conferenza , spazi espositivi sale riunioni e piazzale antistante) l’amministrazione non intende più assumersi la responsabilità della cogestione, ma vuole affidare a terzi la loro gestione, privatizzando di fatto la Cae.

Non è chiaro, poi, come il comune intenda gestire la transizione dalla vecchia alla nuova gestione, che potrebbe facilmente durare lunghi mesi, durante i quali, evidentemente, la Cae potrebbe rimanere chiusa o priva della maggior parte delle attività economiche che operano al suo interno, creando, di fatto, “un crescente livello di precarietà: sia per le realtà economiche, che per i loro lavoratori e lavoratrici”.

“La realtà - dice Cesare Budoni dell’ufficio stampa del CAE - è che così facendo questo progetto verrebbe chiuso perché i nuovi bandi limiterebbero a sole due aree, tra quelle elencate nella legge regionale sull'Altra Economia, la possibilità di fare attività facendo mancare, così, alla Città, quella vetrina che, fino ad oggi, ha avuto il compito di mostrare ai visitatori in un sol colpo d'occhio tutto l'articolato sistema di attività sulle quali poggia l'Altraeconomia”.

Per questo le quasi 60 associazioni, insieme a gruppi e persone singole, riunite nel “Consorzio Città dell'Altra Economia”, hanno lanciato un appello per contrastare la scelta della giunta Alemanno che intende snaturare e, di fatto, smobilitare lo spazio all’interno del Foro Boario.

Il documento si chiude con la richiesta di sottoscrizione dell’appello, “per chiedere insieme a noi che questo laboratorio vada avanti, e che il Sindaco Alemanno chiarisca pubblicamente le motivazioni che lo portano, nei fatti, a chiuderlo”.

Come ci ricordano la Rete Gas del Lazio e Radio Popolare la Cae non si ferma. Il 26 settembre è prevista la festa della "Città dell'Altra Economia" dalle 10 al tramonto con la consueta presenza di stand di produttori artigiani, associazioni e cooperative che lavorano nell'ambito delle attività di Altra Economia e con il punto informativo per i visitatori sulla situazione. Il 29 settembre nella giornata simbolica di apertura /chiusura della Cae andrà in scena una grande assemblea cittadina a partire dalle ore 17.30.

Alessandro Graziadei

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