Vicenza: solidarietà al pacifista Turi Vaccaro arrestato per il blitz alla base Dal Molin

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Turi e Agnese piantano semi nel terreno del Dal Molin - Foto: No dal Molin

Si espande la solidarietà e il sostegno a Salvatore (Turi) Vaccaro, il pacifista che è stato arrestato la scorsa settimana per aver penetrato il recinto della base Usa in costruzione al Dal Molin di Vicenza. Turi Vaccaro, noto pacifista siciliano, era entrato mercoledì scorso nell’area del Dal Molin accompagnato da una donna vicentina, Agnese Priante, per dar vita alla “semina di S. Martino”. I due sono stati portati al comando Setaf della Ederle dopo essere stati fermati e poche ore dopo Turi è stato rinchiuso al carcere di San Pio X, mentre Agnese era stata rilasciata mercoledì sera dalla caserma Ederle.

Il giorno seguente, giovedì 12 novembre, si è tenuta la prima udienza del processo per direttissima: il giudice Eleonora Babudri, ha convalidato il suo arresto per "introduzione clandestina in un luogo militare" ma ne ha ordinato la scarcerazione applicandogli il divieto di dimora nella provincia di Vicenza e rinviandolo a giudizio per venerdi 27 novembre. Secondo l’articolo 260 del codice penale rischia da uno a cinque anni di reclusione. Una folta presenza di cittadini ha partecipato all’udienza portando bandiere No Dal Molin e rametti di ulivo per chiedere l’immediata scarcerazione di Turi.

Turi e Agnese erano entrati nel giorno di San Martino all’interno del cantiere della nuova base statunitense al Dal Molin con la bandiera della pace, alcuni volantini e alcune palline d’argilla con all’interno semi di alberi da frutto per piantarli laddove si sta realizzando la base militare statunitense. "L’esempio di San Martino, vescovo che abbandonò la divisa dell’esercito romano, ci è di sprone – avevano scritto i due. Con metà del suo mantello donato al povero ci ricorda che ogni euro speso in armamenti è tolto ai poveri e a tutti i bisognosi".

"Un messaggio che, evidentemente, urta la sensibilità dei comandi militari statunitensi e che, perciò, deve essere trattato con la massima severità" - commenta il Comitato 'No dal Molin'. A Turi Vaccaro, infatti, «viene contestato – si legge in una nota dell’agenzia Ansa – l’articolo 260 del codice penale che punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi si introduce da clandestino in una installazione militare con il possesso ingiustificato di mezzi di spionaggio». Chiunque legga queste righe del codice penale guardando le foto e il video di Turi e Agnese che camminano all’interno del Dal Molin vede che c’è qualcosa di ridicolo" - sottolineano le associazioni del comitato permanente.

Turi è un personaggio noto nel movimento pacifista italiano, animatore delle lotte pacifiste di tre decenni. Negli anni ottanta partecipò alle manifestazioni contro l’installazione dei missili Cruise a Comiso, nel 2005 si intrufolò in una base a Rotterdam e con un martello danneggiò la plancia comandi di due caccia F-16 dell’esercito Usa, azione che gli costò sei mesi di carcere e 750 mila euro di multa. Era arrivato a Vicenza l’8 novembre dopo tre mesi di cammino solitario, partito da Napoli. Durante la marcia aveva raccolto semi di alberi da frutto, che ha voluto piantare al Dal Molin con il metodo della permacultura. Ora la macchinetta fotografica che era aveva con sè rischia di essere considerata addirittura uno strumento di "spionaggio".

"Quella messa in atto da Agnese e Turi - scrive il presidio 'No Dal Molin' - è un’azione gandhiana, che mette in pratica i richiami alla speranza e alla pace giunti a Vicenza anche negli ultimi giorni, riaffermando concretamente la volontà di continuare a difendere la città, non arrendendosi, a differenza di altri, di fronte alle difficoltà. Quest’azione trasmette chiaramente un messaggio di volontà e speranza, nel proseguio del cammino di tanti uomini e donne che, da tempo, hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte di fronte al sopruso ai danni della nostra città e all’arroganza di chi vuole rimanere sordo di fronte all’indignazione di una comunità. Agnese e Turi - conclude la nota - meritano il plauso e la solidarietà di tutti coloro che continuano a ritenere il Dal Molin una ferita inferta a Vicenza e ai suoi cittadini". [GB]

 

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