Italia: 150mila a Milano contro le mafie, 100mila a Roma per l'acqua pubblica

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Lo striscione di apertura della manifestazione di Libera

Due grandi manifestazioni hanno unito ieri l'Italia della legalità e dei "beni comuni". Oltre 150mila persone hanno risposto all'appello di Libera sfilando a Milano nella "XVma Giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie", mentre a Roma in oltre in 100mila hanno partecipato alla manifestazione indetta dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua per protestare contro la privatizzazione dell'acqua e dei beni comuni.

La manifestazione per mettere in guardia sulla dimensione finanziaria assunta dalle mafie si è tenuta proprio a Milano - spiegavano i promotori - perchè "troppo spesso si licenzia frettolosamente il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia". "Sappiamo per certo - ribadivano -che non è così, che oggi le mafie investono in tutto il mondo e che nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan che riciclano denaro sporco, investono capitali nell'edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso lavoro nero".

Non a caso l'appello della manifestazione richiamava che Milano è la città in cui si terrà l'Expo nel 2015, un evento "che attrarrà ingenti capitali e su cui sarà importante vigilare al fine di non consentire l'infiltrazione delle mafie". Come ha dimostrato un recente rapporto del CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) prosegue ormai da anni l'infiltrazione silenziosa della criminalità organizzata nell'economia nelle regioni del Nord Italia. Inoltre - affermano i promotori - "la corruzione è oggi nuovamente a livelli altissimi come sottolineato dalla Corte dei Conti . Si tratta di un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilità di business: è dunque il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti".

Proprio per questo il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti ha richiamato l'urgenza della responsabilità e della legalità "perchè le leggi devono essere rispettate da tutti". "La ricchezza della democrazia - ha detto don Ciotti - è data dal coraggio di chi porta avanti la cultura dell'impegno per il bene comune e non per individualismo". La giornata per ricordare le vittime di tutte le mafie "non è un evento, ma la tappa di un cammino sociale che dura 365 giorni l'anno". Il presidente di Libera ha quindi chiesto di "non lasciare soli i magistrati e le forze di Polizia impegnate nella lotta alle mafie" e ha rivolto un appello alla politica "perchè torni ad essere con la p maiuscola e ricominci a parlare ai cittadini".

Al corteo hanno preso parte oltre 500 familiari delle vittime delle mafie in rappresentanza di un coordinamento di oltre 3mila familiari, rappresentanti di ong provenienti da circa 30 paesi europei e dall'America Latina. Lo striscione retto dai familiari ha aperto il corteo partito da Bastioni Piazza Venezia ed arrivato a Piazza Duomo. La piazza si è riempita mentre la coda del corteo ancora doveva partire.

L'altro grande corteo che ha visto oltre 100mila partecipanti sfilare per le strade di Roma è stato quello per la manifestazione indetta dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acquaper protestare contro la privatizzazione dell'acqua e dei beni comuni. "Ripubblicizzare l'acqua, difendere i beni comuni" era lo slogan dello striscione che ha aperto il corteo del "popolo dell'acqua" sceso in piazza, dopo una settimana di azioni simboliche in numerose città per ribadire la propria contrarietà alla privatizzazione dell'acqua.

Comitati territoriali, sindaci coi gonfaloni, associazioni ambientaliste, organizzazioni di consumatori, sindacati di base e cittadini, tutti riuniuti per ribadire un unico concetto "La privatizzazione dell’acqua va fermata". L'iniziativa, infatti, intende bloccare le politiche di privatizzazione della gestione dell’acqua messe in atto dal decreto Ronchi. "Mentre la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale Governo - approvando il decreto Ronchi - ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali" - scrivono le associazioni del Forum.

A questo scopo il Forum ha lanciato anche la raccolta firme per tre referendum abrogativi delle norme che hanno privatizzato l’acqua in Italia. Un vasto fronte di organizzaziioni - dalle associazioni dei consumatori alle associazioni ambientaliste, dal mondo cattolico e religioso al popolo viola, dai movimenti sociali al mondo sindacale, alle forze politiche - si è infatti aggregato al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e ha dato vita al costituendo Comitato Promotore che, a partire dal prossimo mese di aprile a luglio, metterà in atto una grande campagna di raccolta firme per la promozione di tre quesiti referendari.

"Privatizzare un bene comune come l'acqua è un rischio" - ha ribadito dal palco padre Alex Zanotelli. "Significa la vittoria del mercato, la mercificazione della 'creatura' più sacra che abbiamo: sorella acqua. Questo decreto - conclude il sacerdote - sarà pagato a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese per le quali, con l'aumento delle tariffe, sarà sempre più difficile pagare le bollette. Ma soprattutto la privatizzazione dell'acqua sarà pagata dai poveri del Sud del mondo con milioni di morti di sete. Destra e sinistra devono muoversi insieme. Il movimento deve partire dal basso''. [GB]

 

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